Sport

Tour de France, Rui Costa colpisce ancora. Froome resta in maglia gialla

Il portoghese della Movistar replica nel tappone alpino il successo di Gap, arrivando in solitudine sul traguardo. Non cambia nulla nella generale: senza problemi il britannico, che resta leader incontrastato
di LUIGI PANELLA

3 minuti di lettura
LE GRAND BORNAND - Entra di diritto tra i personaggi di questo Tour, Alberto Rui Costa da Povoa de Varzim. Il portoghese replica a Le Grand Bornand, sede di arrivo del tappone alpino, la vittoria di Gap. Un uomo che sa ciò che vuole e soprattutto conosce i propri limiti. Il giorno prima, sull'Alpe d'Huez, capisce che non è aria, ed allora conserva le gambe salendo con un passo degno di un velocista. Una strategia vincente, ma che rivela anche un preciso limite: vincitore due volte del Giro della Svizzera, non sembra avere la tenuta delle tre settimane per podio e dintorni. Interrogativo che verrà svelato nella prossima stagione: si parla di un cambio di squadra e ruoli per giocarsi chance anche in una grande corsa a tappe. Pensieri comunque ancora lontani quando, sulla Croix Fry, ultima delle 5 salite previste, Rui Costa lascia i compagni di avventura, riprende e semina Rolland, e conferma la sua attitudine da freddo calcolatore delle fughe.

E' lui il personaggio centrale di una giornata che delude nei giochi per la classifica. Dopo la fatica della doppia ascesa all'Alpe d'Huez e le conseguenze dell'improvvisa crisi di fame che ha beccato Chris Froome (certe cose non avvertono), il tappone alpino, 204 km altimetricamente duri, avrebbe potuto dare risposte ben più interessanti a mappa invertita. Troppo presto il Col du Glandon e il Col de la Madeleine, due Hors categorie: il primo è uno dei tanti troni che ospitò Fausto Coppi, il secondo ha stuzzicato particolarmente il guascone Richard Virenque, primo in vetta in tre circostanze. Scatenare un attacco immediato alla gialla per far saltare il banco? No, troppo alte le probabilità di saltarci sopra.

Meglio badare al piazzamento da podio (da Contador, secondo, a Rodriduez, quinto, ci sono appena quarantasette secondi) e riconoscere il dominio della maglia gialla. Froome ne prende atto, scortato con scrupolo dai compagni: encomio a Geraint Thomas, che dopo un avvio di Tour disgraziato per le cadute, ha saputo tener duro per la causa del capitano. Ormai del resto sulla sfilata trionfale di Froome a Parigi non hanno dubbi neanche in Kenya, dove si affrettano a rivendicarne la paternità ciclistica. David Kinjah, l'uomo che lo ha avviato alle corse e che, nonostante i 15 anni in più, ha fatto anche in tempo a correre insieme alla maglia gialla, parla di svolta epocale. Una nuova frontiera sportiva dei ragazzi keniani, che domenica sera parteciperanno a una festosa parata notturna per le strade di Nairobi.

Uno stato di cose 'bloccato' per i big che esalta i vogliosi di riscatto. Sul Glandon tentativo disperato di Hesjedal, uno degli allampanati a cui l'assenza quasi totale della massa grassa non fa lo stesso effetto che a Froome: il vincitore del Giro 2012 fa la salita in compagnia di Jon Izaguirre, cambiando partner verso la Madeleine prima di alzare bandiera bianca: arriverà a mezz'ora da Rui Costa... Insieme a lui c'è Pierre Rolland, che ben presto prova la sortita solitaria. Un bel punto interrogativo il francese. Indicato dalle fantasie popolari come l'uomo che darà il Tour ai francesi, non ha fatto l'ingresso vero nel mondo della realtà. A cronometro non ha fatto progressi ed in salita addirittura un passo indietro: obbiettivo massimo - per ora - la maglia a pois (che però resta ancora a Froome), il giallo è invece una dolce illusione.

Tra Rolland e il gruppo dei big, un cospicuo gruppo d'inseguitori: ci sono anche gli italiani De Marchi (uno che ha conquistato il Ventoux, ma al Delfinato) e Cunego. Un Tour all'insegna del 'vorrei ma non posso' del criptico veronese, che almeno ha un moto d'orgoglio nel giorno in cui apprende che, insieme ad altri 27, andrà a giudizio nell'inchiesta della procura di Mantova sul doping che ha coinvolto la squadra della Lampre. La prima udienza del processo si terrà il 10 dicembre prossimo.

Poca soluzione di continuità tra col de Tamié e col de l'Epine. Decide la Croix Fry, tosta: undici km al 7% di pendenza media, che cambiano le carte in tavola. Rui Costa piazza uno scatto, secco, deciso, poi lavora sulla progressione e ben presto è la prima sagoma che appare nell'oscurità figlia dalla pioggia battente. Provano a inseguirlo Bakelants (già una tappa e una gialla), Navarro (il meglio piazzato in classifica), De Clercq e soprattutto Kloden. Il tedesco, che il Tour ai bei tempi avrebbe anche potuto vincerlo, va a caccia da solo in discesa, ma il divario dal portoghese ormai è troppo ampio.
"A un certo momento, durante la fuga, ho avuto buone sensazioni. Ho mantenuto la calma, ho aspettato; poi, nell'ultima salita, ho trovato le energie per attaccare e per battere tutti", commenta il vincitore. Ovviamente soddisfatto anche Chris Froome: "Sono contento per aver passato indenne questa giornata. La tappa odierna è stata molto difficile, sia per la pioggia che soprattutto per le cinque impegnative salite affrontate. Spero che domani sia una giornata relativamente tranquilla, come quella odierna, e di concludere il Tour de France con questa maglia addosso".

ORDINE D'ARRIVO
1. Rui Costa (POR/MOV) 204,5 km in 5h59:01. (media: 34,2 km/h)
2. Andreas Klöden (GER/RSH) a 0:48.
3. Jan Bakelants (BEL/RSH) 1:44.
4. Alexandre Geniez (FRA/FDJ) 1:52.
5. Daniel Navarro (ESP/COF) 1:55.
6. Bart De Clercq (BEL/LTB) 1:58.
7. Robert Gesink (NED/BKN) 2:03.
8. Alessandro De Marchi (ITA/CAN) 2:05.
9. Mikel Nieve (ESP/EUS) 2:16.
10. Ruben Plaza (ESP/MOV) 2:44.
11. Jesus Hernandez (ESP/SAX) 2:46.
12. Romain Bardet (FRA/ALM) 2:48.
13. Tom Dumoulin (NED/ARG) 3:56.
14. Simon Geschke (GER/ARG) 4:52.
15. Amaël Moinard (FRA/BMC) 6:41.
16. Pierre Rolland (FRA/EUC) 6:41.
17. José Serpa Perez (COL/LAM) 8:15.
18. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 8:40.
19. John Gadret (FRA/ALM) 8:40.
20. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 8:40.
CLASSIFICA GENERALE
1. Chris Froome (GBR/SKY) 77h10:00.
2. Alberto Contador (ESP/SAX) a 5:11.
3. Nairo Quintana (COL/MOV) 5:32.
4. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 5:44.
5. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 5:58.
6. Bauke Mollema (NED/BKN) 8:58.
7. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 9:33.
8. Daniel Navarro (ESP/COF) 12:33.
9. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 14:56.
10. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 16:08.
11. Laurens ten Dam (NED/BKN) 16:09.
12. Andrew Talansky (USA/GRM) 16:24.
13. Mikel Nieve (ESP/EUS) 17:49.
14. Michael Rogers (AUS/SAX) 19:04.
15. Maxime Monfort (BEL/RSH) 20:00.
16. Romain Bardet (FRA/ALM) 24:53.
17. Daniel Moreno (ESP/KAT) 30:22.
18. Jan Bakelants (BEL/RSH) 33:12.
19. Robert Gesink (NED/BKN) 37:11.
20. Richie Porte (AUS/SKY) 37:53.
21. Andy Schleck (LUX/RSH) 38:08.
22. José Serpa Perez (COL/LAM) 40:40.
23. Igor Anton (ESP/EUS) 42:13.
24. Rui Costa (POR/MOV) 42:16.
25. Pierre Rolland (FRA/EUC) 43:42.
 
I commenti dei lettori