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Doping, Jalabert: "Prendo le mie responsabilità". Armstrong: "Ora voltare pagina"

Dopo la pubblicazione della lista dei corridori che al Tour '98 fecero uso di Epo, il francese non si sottrae: "Seguite le varie indicazioni dei medici, ma pronto a sopportarne le conseguenze". O'Grady allontanato dalla commissione atleti in Australia. Il texano invece guarda oltre: "Bisogna tirare una linea dritta e andare avanti"

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ROMA - Non poteva non suscitare un polverone la lista pubblicata dal Senato francese sui corridori che, come si evince da tecniche di ricerca più sofisticate su campioni dell'epoca, presero Epo al Tour del 1998, quello vinto da Marco Pantani. Tra questi, Laurent Jalabert, ex idolo delle folle francesi. "Si assume le sue
responsabilità ed è pronto a sopportare le conseguenze", comunica il legale del popolare Jaja. "Il suo nome è citato. Prendo atto di questa situazione e conformemente alle sue dichiarazioni di fronte alla Commissione, conferma di aver seguito le prescrizioni dello staff medico delle sue squadre successive". Jalabert, conclude l'avvocato, "è dispiaciuto perchè a causa degli eccessi del passato, l'immagine del ciclismo attuale e quella del Tour sono di nuovo coinvolte".

Nella lista anche l'ex campione del mondo Abraham Olano, che non è più il direttore
tecnico della Vuelta di Spagna. L'ex corridore ha rescisso il contratto dopo un incontro col direttore della corsa, Javier Guillen. Olano comunque continua a proclamarsi innocente.

Cambiando emisfero, il comitato olimpico australiano (Aoc) ha chiesto le dimissioni di Stuart O'Grady dalla Commissione atleti alla luce della sua confessione. O'Grady, che lunedì aveva annunciato il ritiro, ha ammesso di aver fatto uso di Epo al Tour '98 confermando i dati diffusi dalla commissione d'inchiesta del Senato francese. "Coloro che hanno eletto Stuart nella Commissione atleti hanno tutto il diritto di essere arrabbiati perchè hanno appoggiato una persona che ha imbrogliato - le parole del presidente dell'Aoc, John Coates . I membri della Commissione atleti sono scelti per le loro qualità, per la loro integrità e con la sua ammissione Stuart non merita di appartenervi". O'Grady, inoltre, rischia di perdere le medaglie olimpiche vinte, su pista, fra Barcellona (argento), Atlanta (due bronzi) e Atene (oro nella Madison).

E non poteva mancare l'intervento di Lance Lance Armstrong, che con l'indagine del Senato non c'entra ma che dopo la revoca dei sette Tour è il simbolo stesso del doping: "Se non decidiamo di tirare una linea e
andare avanti, rischiamo di accartocciarci su noi stessi", spiega a Cyclingnews. "Quella lista non mi ha sorpreso - il suo commento - Come ho già detto, non fu un bel periodo e virtualmente tutti abbiamo infranto le regole e mentito".
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