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Ciclismo, mamma Pantani: "Marco è stato assassinato, farò riaprire il processo"

La donna non si dà pace e nei giorni in cui si è tornati a parlare del Pirata per vicende di doping, ipotizzando anche la revoca del Tour del 1998, attacca: "Lo hanno ucciso". Poi difende la memoria del figlio: "C'è chi usa il suo nome solo per mettersi in mostra". Il tedesco Zabel ammette l'uso di Epo dal 1996 al 2004

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SAN MARINO - Non c'è pace per Marco Pantani. Dopo la questione relativa alla possibile revoca della vittoria del Tour de France del 1998, che continua a far discutere e ad alimentare dibattiti e polemiche, è la mamma dell'indimenticato Pirata a gettare ancora ombre sulla morte del figlio. "Dicevano che era un drogato - ha dichiarato Tonina Pantani in un'intervista a San Marino Rtv - e che si era sperperato un capitale in stupefacenti: in realtà una perizia ha dimostrato che la firma sui tanti prelievi in banca degli ultimi mesi non era la sua. Inoltre non c'era droga in quella stanza e tantomeno regge l'ipotesi che l'abbia ingerita. E non credo alla storia dello spacciatore. Lo hanno ucciso. Farò di tutto per riaprire il processo".

Dichiarazioni forti che testimoniano la rabbia della donna, contrariata dall'utilizzo che ancora oggi si continua a fare della figura del figlio: "Certe persone usano il nome di Marco solo per mettersi in mostra. Alcune di quelle che mi hanno fatto arrabbiare ultimamente hanno fatto parecchia strada. Un mese fa Savini (Vittorio, ex presidente del club Magico Pantani, ndr) in una serata di presentazione di un libro su Marco mi ha avvicinato e mi ha detto: 'so chi ha ucciso tuo figlio, ma lo dirò quando avrò 80 anni'. Non ero sola e ho testimoni disposti a parlare".

Intanto anche oggi c'è stata un'ammissione, o confessione tardiva, quella dello sprinter tedesco Erik Zabel: anche lui, il cui nome compare nella lista diffusa dalla commissione senatoriale francese, ha fatto uso di Epo ed altri farmaci.
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