ROMA - Con tutto il rispetto del Giro del Lago Qinghai, corsa cinese nata nel 2002 e della quale Sacha Modolo è stato mattatore il mese scorso addirittura con sei vittorie, il peso specifico nel bis alla Coppa Bernocchi è ben diverso. Il ciclista di Conegliano Veneto doppia la vittoria nel 2012 nella seconda prova del Trittico Lombardo, giunta alla edizione numero 95. A sostegno della tesi, basta scorrere l'albo d'oro della corsa: Bartali, Coppi, Moser, Saronni (quest'ultimo tra l'altro autore di una doppietta, come Modolo). Una vittoria meritata al termine di una volata complicata, nella quale Modolo trova uno spiraglio proprio quando, ai 300 metri, sembrava essere rimasto imbottigliato.
Voluta dalla Bardiani, al lavoro costante per tutta la giornata visti i tentativi di fuga. Ce ne sono parecchi durante i 200 km con partenza e arrivo a Legnano, a cominciare da quello che vede protagonisti nove uomini, tra i quali un abbonato agli attacchi come Stefano Pirazzi, una passistone doc come Adriano Malori, un redivivo come Sinkewitz, del quale si ricordano un passato importante al fianco di Jan Ullrich, ma anche e soprattutto una storiaccia di doping.
I battistrada restano tali durante i giri di un percorso che prevede anche reiterati assalti al Piccolo Stelvio, che poi non è così inquietante come suggerisce il nome se i velocisti - chi più chi meno - tengono. C'è un ricongiungimento con gente importante come Gasparotto e Pozzato: un gruppo elitario, una manciata di secondi che però non si dilata mai, visto il poco spazio concesso dalla Bardiani. Si arriva quindi in volata, che non riescono ad evitare i tentativi da finisseur di Meron Russom (eritreo, il ciclismo africano anche se timidamente sgomita), Alessandro Proni e, proprio sul triangolo rosso dell'ultimo km, Filippo Pozzato, a caccia di doppietta dopo il guizzo alla Agostoni. Il bis invece lo fa Modolo, che regola senza storia Roberto Ferrari. Corsa cinese a parte, l'ultima volta che il veneto aveva respirato la vittoria era stato al Giro d'Italia: li c'era stato Mark Cavendish a mettere i bastoni tra le ruote, stavolta il britannico non c'era, ma fa lo stesso.
" Oggi è la corsa è venuta molto dura più dello scorso anno, ma i miei compagni sono stati eccezionali e siamo riusciti ad avere la gara sotto controllo - analizza Modolo -. Nel finale Sonny Colbrelli è stato fantastico, ha chiuso su Pozzato che altrimenti sono convinto avrebbe vinto. Io avevo paura di essere anticipato e così ai 200 metri sono partito con un lunga progressione per fortuna vincente. Sono ovviamente molto felice ma il primo pensiero va al nostro massaggiatore Doriano recentemente scomparso, al quale dedico questa vittoria. Lui era il diciottesimo atleta del #greenteam e rimarrà nella nostra memoria a lungo".
ORDINE D'ARRIVO DELLLA COPPA BERNOCCHI
1. Sacha Modolo (BAR)
2. Roberto Ferrari (LAM) st.
3. Filippo Baggio (FLM) st.
4. Andrea Piechele (FLM) st.
5. Daniele Colli (VIN) st.
Voluta dalla Bardiani, al lavoro costante per tutta la giornata visti i tentativi di fuga. Ce ne sono parecchi durante i 200 km con partenza e arrivo a Legnano, a cominciare da quello che vede protagonisti nove uomini, tra i quali un abbonato agli attacchi come Stefano Pirazzi, una passistone doc come Adriano Malori, un redivivo come Sinkewitz, del quale si ricordano un passato importante al fianco di Jan Ullrich, ma anche e soprattutto una storiaccia di doping.
I battistrada restano tali durante i giri di un percorso che prevede anche reiterati assalti al Piccolo Stelvio, che poi non è così inquietante come suggerisce il nome se i velocisti - chi più chi meno - tengono. C'è un ricongiungimento con gente importante come Gasparotto e Pozzato: un gruppo elitario, una manciata di secondi che però non si dilata mai, visto il poco spazio concesso dalla Bardiani. Si arriva quindi in volata, che non riescono ad evitare i tentativi da finisseur di Meron Russom (eritreo, il ciclismo africano anche se timidamente sgomita), Alessandro Proni e, proprio sul triangolo rosso dell'ultimo km, Filippo Pozzato, a caccia di doppietta dopo il guizzo alla Agostoni. Il bis invece lo fa Modolo, che regola senza storia Roberto Ferrari. Corsa cinese a parte, l'ultima volta che il veneto aveva respirato la vittoria era stato al Giro d'Italia: li c'era stato Mark Cavendish a mettere i bastoni tra le ruote, stavolta il britannico non c'era, ma fa lo stesso.
" Oggi è la corsa è venuta molto dura più dello scorso anno, ma i miei compagni sono stati eccezionali e siamo riusciti ad avere la gara sotto controllo - analizza Modolo -. Nel finale Sonny Colbrelli è stato fantastico, ha chiuso su Pozzato che altrimenti sono convinto avrebbe vinto. Io avevo paura di essere anticipato e così ai 200 metri sono partito con un lunga progressione per fortuna vincente. Sono ovviamente molto felice ma il primo pensiero va al nostro massaggiatore Doriano recentemente scomparso, al quale dedico questa vittoria. Lui era il diciottesimo atleta del #greenteam e rimarrà nella nostra memoria a lungo".
ORDINE D'ARRIVO DELLLA COPPA BERNOCCHI
1. Sacha Modolo (BAR)
2. Roberto Ferrari (LAM) st.
3. Filippo Baggio (FLM) st.
4. Andrea Piechele (FLM) st.
5. Daniele Colli (VIN) st.