ROMA - E' in costante crescita di condizione, ma il tabù della vittoria con la maglia di campione del mondo resta. Philippe Gilbert se non altro continua ad andarci vicino, ma l'ultima volta che ha brindato con un largo sorriso risale al giorno dell'iride a Valkenburg. Nella settima della Vuelta, sembrava il giorno giusto. Scatto secco piazzato negliu ultimi km, un compagno perfetto come Zdenek Stybar, che non si risparmia e dà cambi, solo una squadra - la Orica di Matthews - impegnata a tutta per favorire lo sprint compatto. Anche stavolta però, niente da fare. Stybar, reduce da due successi di tappa - e classifica finale annessa - al Tour del Benelux, è meno smanioso. Significa più freddezza, rischiare di perdere pur di vincere. Il ceco aspetta fino al limite consentito che il gruppo si avvicini, lasciando quel filo in più di fatica nelle gambe di Gilbert. Poi lo scatto vincente, la reazione disperata del belga che però non muta l'ordine d'arrivo.
Una bella 'vendetta' per l'Omega Pharma, che il giorno prima aveva incassato la delusione di Tony Martin, ripreso a 50 metri dal traguardo dopo essersene fatti 172mila da solo al comando. "Dopo la beffa di ieri a Tony, ci tenevamo - spiega Stybar-. Lui ha lottato così duramente, è stato uno stimolo per tutta la squadra. Gilbert? E' molto duro vincere contro di lui, gli ultimi km erano su un percorso tecnico, li avevo studiati con attenzione. Sono contento, le prime tappe mi sono servite per recuperare dalle fatiche del Tour de Benelux, ma con il passare dei giorni mi sento sempre meglio". C'è da credergli a questo asso del ciclocross (due volte campione del mondo), che anche sull'asfalto ci sa fare e come.
La classifica generale, in attesa di una ottava frazione che, visto l'arrivo duro in salita, ne cambierà alcuni connotati, resta invariata: gestione attenta da parte Vincenzo Nibali dei pochi secondi di margine sull'americano Horner. Nel complesso, bellissimo finale dopo una tappa abbastanza piatta. C'è una fuga portata avanti da tre uomini. L'ingegner Pinotti, lo spagnolo Aramendia e il tedesco Knees. A proposito di quest'ultimo, è uno dei pochi uomini Sky che vanno in avanscoperta in tappe pianeggianti. Con Froome non sarebbe mai successo, viene qualche dubbio sulla fiducia che il team ripone in Henao e Uran. Comunque, il terzetto viene ripreso. Sembra volata, ma Gilbert vuola anticipare a tutti i costi. Stybar si adegua, vince e ringrazia.
ORDINE D'ARRIVO
1. Zdenek Stybar (Cze, Omega) in 4h51'27"
2. Philippe Gilbert (Bel, Bmc) s.t.
3. Robert Wagner (Ger, Belkin) a 0'01"
4. Adrien Petit (Fra) s.t.
5. Juan Antonio Flecha (Esp) s.t.
6. Andrew Fenn (Gbr) s.t.
7. Edvald Boasson Hagen (Nor) s.t.
8. Danilo Wyss (Sui) s.t.
9. Klaas Lodewyck (Bel) s.t.
10. Reinhardt Janse Van Rensburg (Rsa) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 27h29'35"
2. Christopher Horner (Usa, RadioSahck) a 0'03"
3. Nicolas Roche (Irl, Saxo) a 0'08"
4. Haimar Zubeldia (Esp) a 0'16"
5. Alejandro Valverde (Esp) a 0'21"
6. Robert Kiserlovski (Cro) a 0'26"
7. Rigoberto Uran (Col) a 0'28"
8. Daniel Moreno (Esp) a 0'31"
9. Rafal Majka (Pol) a 0'38"
10. Roman Kreuziger (Cze) a 0'42"
12. Ivan Santaromita (Ita) a 0'46"
15. Eros Capecchi (Ita) a 0'52"
16. Joaquin Rodriguez (Esp) a 0'53"
19. Diego Ulissi (Ita) a 1'10"
21. Michele Scarponi (Ita) a 1'15"
27. Ivan Basso (Ita) a 1'32"
30. Domenico Pozzovivo (Ita) a 1'45"
Una bella 'vendetta' per l'Omega Pharma, che il giorno prima aveva incassato la delusione di Tony Martin, ripreso a 50 metri dal traguardo dopo essersene fatti 172mila da solo al comando. "Dopo la beffa di ieri a Tony, ci tenevamo - spiega Stybar-. Lui ha lottato così duramente, è stato uno stimolo per tutta la squadra. Gilbert? E' molto duro vincere contro di lui, gli ultimi km erano su un percorso tecnico, li avevo studiati con attenzione. Sono contento, le prime tappe mi sono servite per recuperare dalle fatiche del Tour de Benelux, ma con il passare dei giorni mi sento sempre meglio". C'è da credergli a questo asso del ciclocross (due volte campione del mondo), che anche sull'asfalto ci sa fare e come.
La classifica generale, in attesa di una ottava frazione che, visto l'arrivo duro in salita, ne cambierà alcuni connotati, resta invariata: gestione attenta da parte Vincenzo Nibali dei pochi secondi di margine sull'americano Horner. Nel complesso, bellissimo finale dopo una tappa abbastanza piatta. C'è una fuga portata avanti da tre uomini. L'ingegner Pinotti, lo spagnolo Aramendia e il tedesco Knees. A proposito di quest'ultimo, è uno dei pochi uomini Sky che vanno in avanscoperta in tappe pianeggianti. Con Froome non sarebbe mai successo, viene qualche dubbio sulla fiducia che il team ripone in Henao e Uran. Comunque, il terzetto viene ripreso. Sembra volata, ma Gilbert vuola anticipare a tutti i costi. Stybar si adegua, vince e ringrazia.
ORDINE D'ARRIVO
1. Zdenek Stybar (Cze, Omega) in 4h51'27"
2. Philippe Gilbert (Bel, Bmc) s.t.
3. Robert Wagner (Ger, Belkin) a 0'01"
4. Adrien Petit (Fra) s.t.
5. Juan Antonio Flecha (Esp) s.t.
6. Andrew Fenn (Gbr) s.t.
7. Edvald Boasson Hagen (Nor) s.t.
8. Danilo Wyss (Sui) s.t.
9. Klaas Lodewyck (Bel) s.t.
10. Reinhardt Janse Van Rensburg (Rsa) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 27h29'35"
2. Christopher Horner (Usa, RadioSahck) a 0'03"
3. Nicolas Roche (Irl, Saxo) a 0'08"
4. Haimar Zubeldia (Esp) a 0'16"
5. Alejandro Valverde (Esp) a 0'21"
6. Robert Kiserlovski (Cro) a 0'26"
7. Rigoberto Uran (Col) a 0'28"
8. Daniel Moreno (Esp) a 0'31"
9. Rafal Majka (Pol) a 0'38"
10. Roman Kreuziger (Cze) a 0'42"
12. Ivan Santaromita (Ita) a 0'46"
15. Eros Capecchi (Ita) a 0'52"
16. Joaquin Rodriguez (Esp) a 0'53"
19. Diego Ulissi (Ita) a 1'10"
21. Michele Scarponi (Ita) a 1'15"
27. Ivan Basso (Ita) a 1'32"
30. Domenico Pozzovivo (Ita) a 1'45"