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Vuelta, Nibali dà tutto sull'Angliru. Ma Horner è troppo forte

Emozionante finale sulla salita più dura. Il siciliano attacca in continuazione, ma lo statunitense tiene e piazza anche la stoccata finale. La frazione al francese Elissonde
di LUIGI PANELLA

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ROMA - Nibali ha perso, viva Nibali. Dalla foschia infernale dell'Angliru spunta trionfatore Chris Horner, secondo di tappa dietro all'ottimo francesino Kenny Elissonde, di fatto maglia rossa acquisita definitivamente in vista della ininfluente passerella finale verso Madrid. Bravo Nibali, perchè nonostante una condizione buona, ma non paragonabile a quella scintillante del Giro d'Italia, ci prova in tutti i modi. Manda in avanscoperta due fidi luogotenenti (Tiralongo e Fuglsang), fa la gara, sceglie le pendenze più dure per sferrare una, due, tre pugnalate. Niente da fare.

Il vecchiaccio Horner, 42 anni, ha una corazza d'acciaio. Sembra aver legato la sua bici a quella del siciliano con un elastico: uno scatta, guadagna, si illude e ci illude. L'altro rientra, inesorabile. Poi 'Smile' esibisce ancora più largo il suo classico sorriso quando spinge sui pedali: tre secondi di margine sono troppo pochi, ed allora la ciliegina sulla torta. Una progressione irresistibile, e per Nibali, che aveva già giocato i bonus agonistici, è finita lì. "Oggi ho dato anima e cuore per lottare come un Leone! certe volto si vince altre si perde ma l'importante e con onore fino alla fine!", ha successivamente commentato il siciliano su twitter..

L'epilogo sembra un copione cinematografico. I due più forti che si giocano la vittoria finale sull'erta più dura: dodici km con pendenza media del 12,2%, ma con picchi del 23,5%.  La storia del ciclismo è abbastanza ricca di epiloghi del genere: il paragone più calzante ci sembra la sfida tra Fausto Bertoglio e lo spagnolo Galdos sul Passo dello Stelvio nella tappa chiave del Giro d'Italia del 1975. Nibali ci prova a 5 km dall'arrivo dopo una corsa parallela, che vede un nutrito drappello di uomini fuori classifica giocarsi la vittoria di tappa. Tra questi anche gli italiani Tiralongo (ma lui era li per Nibali), Ulissi, Nocentini, Santaromita. Tutti ripresi come birilli quando si incendia la battaglia tra i big. Solo uno rimane in piedi: Elissonde ha 22 anni, fa parte di una nidiata di giovani francesi molto interessanti (vedere Barguil in questa Vuelta): prima dell'Angliru aveva vinto una frazione della Paris-Corréze, il salto di qualità è evidente.
 
Ma torniamo alla sfida per la maglia rossa. Cercano di intromettersi anche gli spagnoli. Purito Rodriguez  cerca il podio, osa rischiando di saltare. Salta... Va meglio a Valverde, che non cerca di vincere la Vuelta ma si tiene stretto il terzo posto. L'asturiano è attento a non strafare, sale del proprio passo e non replica neanche quando si stacca. I fatti gli danno ragione se alla fine riesce persino a rientrare su Nibali e cogliere anche il terzo posto di giornata. Dunque la Vuelta parla statunitense, ed è la prima volta. Inutile sottolineare che si tratta dell'acuto di una carriera che non era mai decollata. Colpa si dice della troppa Coca Cola e delle troppe patatine fritte. Va be, proviamo a prenderla per buona. Il ciclismo ci ha abituato a qualche brutta sorpresa dopo exploit clamorosi, speriamo che questo non rientri nella casistica.

ORDINE D'ARRIVO
1. Kenny Elissonde (Fra, Fdj) in 3h55'36"
2. Christopher Horner (Usa, RadioShack) a 0'26"
3. Alejandro Valverde (Esp, Movistar) a 0'54"
4. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
5. Andre Cardorso (Por) s.t.
6. Dominik Nerz (Ger) s.t.
7. Josè Joao Mendes (Por) a 1'15"
8. Joaquin Rodriguez (Esp) a 1'45"
9. Serge Pauwels (Bel) a 1'52"
10. Thibaut Pinot (Fra) a 1'59"
12. Domenico Pozzovivo (Ita) a 2'20"
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Horner (Usa, RadioShack) in 81h52'01"
2. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) a 0'37"
3. Alejandro Valverde (Esp, Movistar) a 1'36"
4. Joaquin Rodriguez (Esp) a 3'22"
5. Nicolas Roche (Irl) a 7'11"
6. Domenico Pozzovivo (Ita) a 8'00"
7. Thibaut Pinot (Fra) a 8'41"
8. Samuel Sanchez (Esp) a 9'51"
9. Leopold Konig (Cze) a 10'11"
10. Daniel Moreno (Esp) a 13'11"

 
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