Sport

Giro 2014, si parte da Belfast. La chiusura a Trieste

La prossima edizione della corsa rosa prenderà il via dall'Irlanda del Nord: tre tappe, una nell'Eire. Quindi, dopo 21 frazioni, si chiude nel capoluogo giuliano. Buon equilibrio tra salite (Stelvio, Gavia, Zoncolan) e prove contro il tempo, Si correrà nel ricordo di Marco Pantani nel decennale della scomparsa
di LUIGI PANELLA

2 minuti di lettura
ROMA - Da Belfast a Trieste. Il Giro 2014 in testa ed in coda presenta tappe che, nella abituale tradizione della corsa rosa, hanno un significato che va oltre quello sportivo. Si parte dall'Irlanda con tre tappe. Le prime due nella tormentata Belfast (una crono a squadre ed una per velocisti), quindi si va nella Repubblica d'Irlanda, con la  Armagh-Dublino. Una terra dove la cultura della bicicletta è molto forte, che ha prodotto anche campioni importanti: il più famoso è Stephen Roche, che vinse il Giro del 1987 dopo un duello pieno di rabbia e polemiche contro il compagno di squadra Roberto Visentini.

Sarà l'undecima volta che il Giro partirà fuori dai confini, i precedenti nel 1965 a San Marino, 1966 Montecarlo, 1973 Belgio, 1974 Città del Vaticano, 1996 Grecia, 1998 Francia, 2002 Olanda, 2006 Belgio, 2010 Olanda, 2012 Danimarca. E veniamo all'arrivo a Trieste, il terzo dopo il 1966 (maglia rosa a Gianni Motta) e il 1973 (vittoria finale di Eddy Merckx, che tenne la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa). A parte quelli appena ricordati, il precedente simbolo dell'arrivo in terra giuliana è però quello del 1946, uno degli anni più difficili della storia d'Italia.  Attivisti favorevoli all'annessione alla Jugoslavia bloccarono la carovana ad una trentina di km dall'arrivo, scontrandosi con le forze dell'ordine al seguito: sassi e colpi di pistola, un agente rimase ferito. Nonostante l'organizzazione decise l'inevitabile neutralizzazione della tappa, un gruppo di atleti raggiunse comunque la città giuliana, capeggiati dal triestino Giordano Cottur.

Sarà anche il Giro del ricordo di Marco Pantani nel decennale della scomparsa. Il 17 maggio nel corso dell'ottava tappa tra Foligno e Montecupiolo, sarà affrontata la salita di Carpegna, dove si allenava il Pirata. C'è' l'arrivo in salita di Oropa (14a tappa) dove Pantani trionfò in maglia rosa e la 15a, verso Monte Campione, strade del duello epico contro Pavel Tonkov.

Tornerà anche lo Stelvio, saltato a causa del maltempo nella scorsa edizione. I corridori lo affronteranno nella sedicesima tappa, con partenza da Ponte di Legno e arrivo a Val Martello. Sarà il classico tappone, con la presenza anche del Gavia. Dovendo però scegliere la frazione regina, circoletto rosso su quella del 31 maggio, la penultima, con l'arrivo sul temibile Zoncolan. Nel complesso un disegno equilibrato che dà spazio a chi va in salita ma anche a coloro che sanno sfidare il tempo. A parte la prova a squadre in apertura, segnaliamo la crono del vino, 46,4 chilometri tra Barbaresco e Barolo e la crono scalata da Bassano a Monte Grappa 19,3 km all' 8 % destinati inevitabilmente a farsi sentire nella giornata successiva, quella dello Zoncolan.

"E' un percorso molto bello, disposto bene nell'arco delle tre settimane", commenta Vincenzo Nibali. "L'ago della bilancia potrà essere la cronometro di 46 chilometri (a Barolo, ndr). Nel finale ci sono delle difficoltà, poi negli ultimi otto giorni ci saranno le salite dure. Il fatto che ci siano tre giorni e non due di riposo rende il Giro più umano ma non si opuò mai dire. Anche nelle tappe più facili può esserci il vento a fare danni. Ci sono poi diversi arrivi per velocisti - conclude Nibali - ma la chiave di questo Giro resta l'ultima settimana".

"Crono e salite si compensano, ci sono tante tappe difficili, come percorsi e location, in Irlanda come in Italia". Ivan Basso tenterà il tris dopo i successo di 2006 e 2010: "Vincerà l'atleta più completo e bravo tatticamente nel gestire le tappe più complicate. Servirà avere un grande team per la cronosquadre, poi l'ultima settimana come sempre sarà dura".

Secondo Michele Scarponi "è un Giro difficile, bello, non esageratamente duro ma non facile. C'è solo una crono piatta, poi ce n'è una a squadre e una per scalatori. E' un Giro completo, c'è spazio per tutti e se per me sarà bello lo scoprirò a maggio". Uno che di corse a tappe se ne intende è Cadel Evans, vincitore del Tour del France 2011: "Giro equilibrato, la prima settimana sembra semplice ma bisognerà fare attenzione alle trappole del vento e delle strade irlandesi. Non ci sono tapponi, ma tante tappe dure. Sarà necessario avere gamba e regolarità".





 
I commenti dei lettori