ROMA - "Mi sono dopato più di dieci anni fa". E' l'ammissione choc di Ryder Hesjedal, vincitore l'anno scorso del Giro d'Italia. La confessione arriva dopo le accuse di Michael Rasmussen: "Ho amato e amo questo sport, ma una volta ho scelto la strada sbagliata. E anche se quegli errori li ho fatti più di dieci anni fa, e sono stati di breve durata, questo non cambia il fatto che li ho commessi e che ho dovuto conviverci", ha detto Hesjedal.
Il corridore non sarà comunque sanzionato dall'Uci in quanto il codice Wada prevede una prescrizione di otto anni. E la Slipstream Sport, in una nota, fa sapere di supportare la decisione del nordamericano di voler dire la verità sugli accadimenti svelati da Rasmussen. "Ho visto il meglio e il peggio di questo sport e credo che ora non sia mai stato un posto migliore - conclude Hesjedal - Guardo i giovani corridori del nostro team e di tutto il gruppo e so che il rappresentano il futuro di questo sport. Sono contento che non abbiano dovuto fare le mie stesse scelte e farò tutto il possibile per continuare ad aiutare lo sport che amo".
Le parole di Hesjedal prendono spunto dall'autobiografia dell'ex professionista danese Michael Rasmussen, "Yellow Fever" (Febbre gialla), in uscita lunedì prossimo ma anticipata, in alcuni passaggi, dal giornale danese 'Politiken'. Il 39enne danese, che ha confessato di aver fatto uso di sostenze illecite tra il 1998 al 2010, ha raccontato di aver insegnato a Hesjedal, allora giovane talento della mountain bike, e ad altri due nordamericani, Seamus McGrath e Chris Sheppard, a far uso di Epo. Rasmussen scrive di non aver mai visto Hesjedal ricorrere a prodotti illeciti ma di averlo istruito in materia di doping nel 2003, anno in cui il canadese ambiva a partecipare alle Olimpiadi di Atene 2004. Secondo quanto riporta 'Politiken', Rasmussen scrive che i tre soggiornarono nella sua cantina nel mese di agosto, prima della sua partecipazione alla Vuelta a Espana e dopo aver corso il Campionato di Zurigo.
"Rimasero per una quindicina di giorni. Mi sono allenato con loro tra le Dolomiti ed ho insegnato loro come fare iniezioni di vitamine e come prendere Epo e Synacthen". Un 'trattamento' che, a suo dire, porta i corridori ad avere valori di ematocrito vicini al 50% e ad ottenere ottimi risultati. Tanto che Hesjedal, ricorda, "avrebbe vinto l'oro olimpico se non avesse forato poco prima del traguardo. E nel 2012, dopo un certo numero di buone stagioni su strada, ha vinto il Giro d'Italia".
Rasmussen, costretto a ritirarsi dalla Rabobank dal Tour de France 2007 per aver mentito sul luogo di allenamento (sostenne di trovarsi in Messico, evitando così un paio di controlli a sorpresa, ma Davide Cassani, commentatore Rai, lo inchiodò in diretta tv rivelando di averlo visto in Trentino), avrebbe accusato anche Bjarne Riis per essere stato al corrente, nel 2002, del doping di squadra nella Csc. Raccontando di aver incontrato Riis e Tyler Hamilton in una camera d'albergo mentre l'americano si iniettava una sirina di cortisone.
Accuse anche verso Nicki Sorensen, ancora in attività con la Saxo Bank ("Ha nascosto sostanze nel giardino della sua casa in Toscana") e l'ex corridore Rolf Sorensen ("Si iniettò una siringa piena di una preparazione a base di cortisone"). A difendere Riis ci pensa il boss della Saxo Bank, Lars Seier: "Abbiamo sponsorizzato la squadra per sei stagioni (dal 2008, ndr) senza alcun problema. Le accuse di Rasmussen non sono credibili, ho ancora piena fiducia in Bjarne", ha detto a Sporten.dk.
Il corridore non sarà comunque sanzionato dall'Uci in quanto il codice Wada prevede una prescrizione di otto anni. E la Slipstream Sport, in una nota, fa sapere di supportare la decisione del nordamericano di voler dire la verità sugli accadimenti svelati da Rasmussen. "Ho visto il meglio e il peggio di questo sport e credo che ora non sia mai stato un posto migliore - conclude Hesjedal - Guardo i giovani corridori del nostro team e di tutto il gruppo e so che il rappresentano il futuro di questo sport. Sono contento che non abbiano dovuto fare le mie stesse scelte e farò tutto il possibile per continuare ad aiutare lo sport che amo".
Le parole di Hesjedal prendono spunto dall'autobiografia dell'ex professionista danese Michael Rasmussen, "Yellow Fever" (Febbre gialla), in uscita lunedì prossimo ma anticipata, in alcuni passaggi, dal giornale danese 'Politiken'. Il 39enne danese, che ha confessato di aver fatto uso di sostenze illecite tra il 1998 al 2010, ha raccontato di aver insegnato a Hesjedal, allora giovane talento della mountain bike, e ad altri due nordamericani, Seamus McGrath e Chris Sheppard, a far uso di Epo. Rasmussen scrive di non aver mai visto Hesjedal ricorrere a prodotti illeciti ma di averlo istruito in materia di doping nel 2003, anno in cui il canadese ambiva a partecipare alle Olimpiadi di Atene 2004. Secondo quanto riporta 'Politiken', Rasmussen scrive che i tre soggiornarono nella sua cantina nel mese di agosto, prima della sua partecipazione alla Vuelta a Espana e dopo aver corso il Campionato di Zurigo.
"Rimasero per una quindicina di giorni. Mi sono allenato con loro tra le Dolomiti ed ho insegnato loro come fare iniezioni di vitamine e come prendere Epo e Synacthen". Un 'trattamento' che, a suo dire, porta i corridori ad avere valori di ematocrito vicini al 50% e ad ottenere ottimi risultati. Tanto che Hesjedal, ricorda, "avrebbe vinto l'oro olimpico se non avesse forato poco prima del traguardo. E nel 2012, dopo un certo numero di buone stagioni su strada, ha vinto il Giro d'Italia".
Rasmussen, costretto a ritirarsi dalla Rabobank dal Tour de France 2007 per aver mentito sul luogo di allenamento (sostenne di trovarsi in Messico, evitando così un paio di controlli a sorpresa, ma Davide Cassani, commentatore Rai, lo inchiodò in diretta tv rivelando di averlo visto in Trentino), avrebbe accusato anche Bjarne Riis per essere stato al corrente, nel 2002, del doping di squadra nella Csc. Raccontando di aver incontrato Riis e Tyler Hamilton in una camera d'albergo mentre l'americano si iniettava una sirina di cortisone.
Accuse anche verso Nicki Sorensen, ancora in attività con la Saxo Bank ("Ha nascosto sostanze nel giardino della sua casa in Toscana") e l'ex corridore Rolf Sorensen ("Si iniettò una siringa piena di una preparazione a base di cortisone"). A difendere Riis ci pensa il boss della Saxo Bank, Lars Seier: "Abbiamo sponsorizzato la squadra per sei stagioni (dal 2008, ndr) senza alcun problema. Le accuse di Rasmussen non sono credibili, ho ancora piena fiducia in Bjarne", ha detto a Sporten.dk.