ROMA - L'ex campione del mondo di Varese 2008, il veneto Alessandro Ballan è stato deferito dalla Procura antidoping del Coni in relazione all'inchiesta della Procura di Mantova che riguarda le vicende della farmacia di Mariana Mantovana e del farmacista Nigrelli. Per l'ex iridato la richiesta presso la seconda sezione del Tribunale antidoping del Coni è di due anni di squalifica, mentre per Nigrelli è stata chiesta l'inibizione a vita. Deferito ugualmente il medico Fiorenzo Egeo Bonazzi con la richiesta di 7 anni di inibizione, non essendo come Nigrelli tesserato.
L'inchiesta era nata dalle rivelazioni di Emanuele Sella, grande protagonista delle tape dolomitiche al Giro 2008, poi risultato positivo al Cera, l'epo di terza generazione. A incastrare Ballan una serie di registrazioni nell'inverno del 2008 fatte sull'utenza di un compagno di Sella, Priamo, indicato da Sella come il suo fornitore del Cera. Risalendo la catena dei contatti gli inquirenti sono arrivati ad un certo Paolo Bonin - ex dilettante nel Team Futura, ex professionista con l'Alessio, passato poi all'attività ciclo amatoriale - e al Ct della nazionale serba Under 23 Aleksandar Nikacevic, a lungo agli arresti domiciliari.
Era lui, secondo le indagini, il "fornitore" e Bonin il "piazzista" che comprava il Cera a 350 euro e rivendeva a 700. E, sempre secondo gli inquirenti, era a contatto con numerosi ciclisti professionisti. Una circostanza ammessa anche dallo stesso Ballan che durante l'interrogatorio del magistrato aveva precisato: "Bonin e mi chiese se volevo il Cera, ma io rifiutai". Evidentemente dalle carte pervenute al Coni emergono altre responsabilità a carico dell'ex iridato. Gli inquirenti - come hanno riportato le cronache del tempo - avrebbero accertato che il veneto si sarebbe sottoposto a dieci sedute di auto emotrasfusione. E altri pesanti indizi emergono dalle intercettazioni. In una di queste (aprile 2009) è lo stesso Ballan a confermare di aver fatto cinque iniezioni di epo. In un'altra Nigrelli parla del corridore dicendo che: "Senza la chimica non sarebbe mai emerso".
L'inchiesta era nata dalle rivelazioni di Emanuele Sella, grande protagonista delle tape dolomitiche al Giro 2008, poi risultato positivo al Cera, l'epo di terza generazione. A incastrare Ballan una serie di registrazioni nell'inverno del 2008 fatte sull'utenza di un compagno di Sella, Priamo, indicato da Sella come il suo fornitore del Cera. Risalendo la catena dei contatti gli inquirenti sono arrivati ad un certo Paolo Bonin - ex dilettante nel Team Futura, ex professionista con l'Alessio, passato poi all'attività ciclo amatoriale - e al Ct della nazionale serba Under 23 Aleksandar Nikacevic, a lungo agli arresti domiciliari.
Era lui, secondo le indagini, il "fornitore" e Bonin il "piazzista" che comprava il Cera a 350 euro e rivendeva a 700. E, sempre secondo gli inquirenti, era a contatto con numerosi ciclisti professionisti. Una circostanza ammessa anche dallo stesso Ballan che durante l'interrogatorio del magistrato aveva precisato: "Bonin e mi chiese se volevo il Cera, ma io rifiutai". Evidentemente dalle carte pervenute al Coni emergono altre responsabilità a carico dell'ex iridato. Gli inquirenti - come hanno riportato le cronache del tempo - avrebbero accertato che il veneto si sarebbe sottoposto a dieci sedute di auto emotrasfusione. E altri pesanti indizi emergono dalle intercettazioni. In una di queste (aprile 2009) è lo stesso Ballan a confermare di aver fatto cinque iniezioni di epo. In un'altra Nigrelli parla del corridore dicendo che: "Senza la chimica non sarebbe mai emerso".