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Ciclismo, Armstrong accusa l'Uci: ''Verbruggen mi copriva''

Il texano attacca l'ex presidente: ''Sapeva che io utilizzavo sostanze dopanti e mi aiutava a nasconderlo. Fu una delle persone che mi permise di portare a termine il Tour del 1999 nonostante fossi risultato positivo"
di EUGENIO CAPODACQUA

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ROMA - "Il presidente Uci Verbruggen sapeva che io utilizzavo sostanze dopanti e mi aiutava a nasconderlo". Era prevedibile che uno come Lance Armstrong non si accontentasse di scontare una squalifica a vita per il doping di tutta una carriera (sette Tour vinti e poi cancellati) ed ecco finalmente arrivare la conferma ai tanti indizi di "copertura" da parte delle massime autorità ciclistiche mondiali emersi negli anni a carico del texano dagli occhi di ghiaccio.

La clamorosa ammissione Armstrong l'ha fatta in un'intervista all'inglese Daily Mail, in cui parla con la sua ex massaggiatrice Emma O'Reilly, una delle voci che si levò in tempi non sospetti a denunciare le malefatte del texano e conferma la sua positività (corticosteroidi) al Tour 1999, il primo vinto. Positività nascosta con una "caritatevole" ricetta medica falsificata e accettata ad occhi chiusi dall'Uci.

Armstrong, dunque, vuota il sacco. Non ci sta a pagare tutto da solo e la speranza (ovvia) è quella di ottenere quanto meno una riduzione di pena, anche se l'Usada, l'agenzia antidoping statunitense, che lo ha inchiodato alle sue responsabilità, anche grazie alla collaborazione degli inquirenti italiani (i Nas che hanno indagato i suoi rapporti con Michele Ferrari), ha già fatto capire che di grazia non se ne parla neppure lontanamente. Armstrong potrebbe ottenere, però, un forte sconto. Passare dalla radiazione a otto anni di stop. Un orizzonte infinito per un atleta di 42 anni, ma in ogni caso un contributo finalmente concreto per spazzare vita defintivamente ombre e sospetti e chiudere con un epoca di furti, inganni, doping selvaggio, praticato dalla maggioranza degli atleti e coperto dalle stesse autorità che avrebbero dovuto combatterlo. "Verbruggen - conferma adesso ancora il texano nell'intervista - fu una delle persone che mi permise di portare a termine il Tour del 1999 nonostante fossi risultato positivo".

Un tema da approfondire ulteriormente scavando magari sui legami di interessi fra l'olandese ai vertici del ciclismo internazionale e del Cio (di cui è stato membro per lunghissimi anni) e i dirigenti delle formazioni Usa nella quali ha corso Armstrong. Legami cui fa riferimento il libro confessione di Tyler Hamilton ("The secret race"). Armstrong ebbe anche a fare una donazione di circa 125.000 dollari all'Uci. I soldi sarebbero serviti  -  questa la spiegazione dei dirigenti  -  a finanziare l'acquisto di un macchinario antidoping e altre iniziative promozionali. Un palese evidente conflitto di interessi (il controllori che prendono soldi dal controllato) su cui per anni all'Uci hanno elegantemente glissato.
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