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Ciclismo, Froome ha vinto ancora: "Ho sconfitto la bilharziosi"

Il britannico, trionfatore dell'ultimo Tour de France, annuncia di aver debellato il virus parassitario che ne aveva complicato la fase iniziale della carriera: "Per la prima volta da quattro anni in qua il risultato è stato negativo". Dalla Spagna: Heras chiede un maxi risarcimento dopo la riabilitazione dalle accuse di doping

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ROMA - La bilharziosi, una malattia parassitaria che ne aveva reso estremamente problematica la parte iniziale della propria carriera. Ora Christopher Froome, dopo aver vinto il Tour de France 2013, ha annunciato di aver sconfitto anche la malattia.

"Finalmente mi sono liberato di questa malattia debilitante - ha spiegato il  campione britannico del Team Sky sulle pagine del 'The Independent' - Mi sono sottoposto ad un test quando sono tornato in Kenya e per la prima volta da quattro anni in qua il risultato è stato negativo. Per me è una notizia fantastica, è una cosa di cui non dovrò più preoccuparmi. Negli ultimi due anni ho fatto il test ogni sei mesi ed il risultato era sempre positivo: ricordo che quando mi fu diagnosticata mi dissero che avrei dovuto conviverci per almeno due anni, ma forse anche per cinque o sei. Mi sono fermato a quattro e assicuro che non è stato facile".

HERAS VUOLE ESSERE RISARCITO - Un milione di euro a titolo risarcitorio. E' la richiesta di Roberto Heras alla federciclismo spagnola a seguito dalla decisione della Corte Suprema iberica, che ha rovesciato il verdetto della sua positività all'Epo alla Vuelta 2005, reintegrandolo nell'albo d'oro dei vincitori della maglia oro. Heras ha sempre professato la sua innocenza ed ora, secondo quanto svelato da Onda Cero, ha assunto uno staff legale per chiedere, tramite la giustizia ordinaria, un milione di euro di mancate entrate, sponsor compresi. L'ex Kelme, US Postal e Liberty Seguros, che nel 2005 fu spogliato del record del quarto titolo alla Vuelta, fu 'riabilito' nel 2011 da un tribunale di Valladolid, che accolse la tesi dei suoi avvocati inerente una serie di irregolarità nel test antidoping a cui fu sottoposto.
 
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