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Tirreno-Adriatico, Pelucchi sorprende i big. Cavendish resta leader

Successo contro pronostico del lombardo in una tappa in cui erano attesi i migliori velocisti in circolazione. Il britannico fuori dai giochi ma sempre in testa alla generale. Alla Parigi-Nizza quinta a Betancur, Thomas resta in giallo
di LUIGI PANELLA

2 minuti di lettura
ROMA - E' uno di quei successi che possono rappresentare la svolta della carriera. Matteo Pelucchi da Giussano, 25 anni, si permette il lusso di battere i più forti velocisti del momento conquistando la seconda tappa della Tirreno-Adriatico, 166 km da San Vincenzo a Cascina. Pelucchi vince da sprinter antico, primeggia in una lotta selvaggia uno contro uno in una giornata in cui i treni dei più attesi si sfaldano, e tutti i velocisti o quasi, devono ricorrere all'arte di arrangiarsi. Il lombardo getta sulla strada tutta l'astuzia maturata sulla pista, pratica colpevolmente in disuso in Italia, ma di cui si avverte un gran bisogno.

Lui, che è stato due volte campione juniores nel keirin, ha il classico colpo d'occhio del pistard. Gli serve nel polverone di una volata in ci sono pochissimi spazi. Cavendish è ancora poco convinto (diciassettesimo, ma resta leader della generale), Sagan se la gioca, Demare (francesino in costante ascesa) è l'unico che riesce a mettere su uno straccio di tattica di squadra, Kittel - il più forte in questo momento - è invece finito per terra ai -2 dall'arrivo: lo frega una rotonda, ma essendo il finale su un circuito già fatto, aveva avuto il tempo di valutarne i rischi. E' quindi il ghigno feroce di Greipel quello che spaventa tutti: il tedesco sprigiona potenza andando a caccia di Demare, apre un pertugio nel quale Pelucchi si getta per uscirne solo vincitore. Una vera prodezza: "E' un giorno incredibile, faccio fatica a crederci - racconta il vincitore -. Ero a ruota di Greipel, ero leggermente dietro ma stavo molto bene, sono partito e ce l'ho fatta"
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Una frazione dominata dall'attesa per la volata, visto il parterre de roi di sprinter, da lasciare in secondo piano una fuga sviluppatasi in maniera interessante. Ne fanno parte il britannico Dowsett, lo spagnolo De La Cruz, i nostri Canola e Malacarne e l'eritreo Teklehaimanot, uno dei neri più interessanti del panorama. Il più tosto a mollare è Dowsett, non dopo aver costretto il gruppo ad un certo impegno viste le sue doti da cronoman. Ripresi i cinque, grandi manovre per la volata con qualche dubbio in vista Sanremo (Cavendish su tutti) ed una sola, sorprendente, certezza. Che dire. Riavvolgendo il nastro, a Cascina nel 1978 Johan De Muynck prese la maglia rosa ed iniziò la sua cavalcata trionfale in quel Giro d'Italia. Magari non a quei livelli, ma chissà che proprio qui Pelucchi possa aver trovato un gran bel punto di partenza.

ORDINE D'ARRIVO DELLA SECONDA TAPPA

1 Matteo Pelucchi (Ita) IAM Cycling
2 Arnaud Demare (Fra) FDJ.fr
3 André Greipel (Ger) Lotto Belisol
4 Sam Bennett (Irl) Team NetApp - Endura
5 Peter Sagan (Svk) Cannondale
6 Davide Appollonio (Ita) AG2R La Mondiale
7 Filippo Fortin (Ita) Bardiani-CSF
8 Sacha Modolo (Ita) Lampre-Merida
9 Tony Hurel (Fra) Europcar
10 Kristian Sbaragli (Ita) MTN - Qhubeka
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PARIGI-NIZZA: QUINTA TAPPA A BETANCUR - Carlos Betancur si aggiudica la quinta tappa della Parigi-Nizza, 152,5 km da Creche sur Saone a Rive de Gier. Il colombiano della AG2R-La Mondiale ha prevalso in una volata a tre sul lussemburghese Bob Jungels (Trek, occhio, è l'uomo nuovo del ciclismo del Granducato) e sul danese Jakob Fuglsang (Astana). Il resto del gruppo a una manciata di secondi, regolato da Bryan Coquard. Tutto immutato in testa alla classifica generale dove il britannico Geraint Thomas (Sky) resta al comando con 3" su John Degenkolb (Giant Shimano) e 4" su Tom Jeite Slagter (Garmin), mentre Betancur risale fino al quarto posto, a 5" da Thomas. L'azione decisiva scattata a 9 km dal termine di una frazione caratterizzata da GPM di modesta entità. In precedenza avevano provato sia Sylvain Chavanel che Vincenzo Nibali, ancora abbastanza attivo nelle prime posizioni.

 
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