Sport

Giro delle Fiandre, Cancellara contro Sagan. Ma Boonen ha la squadra più forte

Domenica la 98esima edizione della Ronde. Gara durissima e lotto dei favoriti sostanzialmente ristretto a tre uomini. Italiani in secondo piano: da seguire Paolini e Pozzato
di LUIGI PANELLA

2 minuti di lettura
ROMA - Il primo nel 1913 fu il belga Paul Deman, il primo mito fu Achiel Byusse, vincitore di tre edizioni in piena Seconda Guerra Mondiale, il primo leone non belga fu Fiorenzo Magni, capace di piazzare un tris consecutivo. Il Giro delle Fiandre, la corsa culto del popolo fiammingo, vivrà domenica la edizione numero 98. Non è possibile improvvisare sui Muri (ne sono previsti ben 17) e sul pavè: la sorpresa ci può sempre stare, ma la Ronde di solito la vince chi ha confidenza con il tracciato. Non è un caso se il lotto dei favoriti è ristretto a tre atleti. Pur avendo raccolto tantissimo, tra Sanremo (dove è arrivato secondo) e Harelbeke (fuori causa per una caduta), è lecito ipotizzare un Fabian Cancellara in condizioni eccezionali. La sensazione però è quella di uno svizzero poco propenso a fare la gara e magari rischiare la beffa. Probabile che invece, in attesa di piazzare una stoccata, magari sul Peterberg dove nella scorsa edizione sgretolò le ambizioni di Peter Sagan, Cancellara giochi tatticamente con un compagno della Trek un vecchio marpione dei muri - ci ha vinto due volte - come Stijn Devolder.

La sfida di Cancellara va verso due direzioni. Caratterialmente il bersaglio è Peter Sagan: lo si evince da tante situazioni, non ultima la grinta brutale che lo svizzero mette quando si può levare di torno il rivale. Lo slovacco sembra aver trovato il colpo di pedale giusto per vincere da queste parti, e nelle dichiarazioni della vigilia si è sforzato di non far trasparire tensione: "Non è un mistero che la Ronde sia una delle mie corse preferite e che sia qui per provare a vincerla - ha detto Sagan -. Ho lavorato per arrivare a questa prova al top della condizione e penso di esserci riuscito. Ho avuto buone sensazioni e buoni risultati sul pavè nelle ultime gare. Sono anche consapevole di avere al mio fianco una squadra forte, motivata e in condizione. Abbiamo tutto ciò che serve per essere alla partenza senza dubbi ma solo con certezze. Certo, sento l'elettricità che porta un evento come questo, ma non vuol dire avere pressione. Non ho l'obbligo di vincere e non devo provare niente a nessuno".

E poi c'è terzo incomodo, anche se è improprio definire così uno che alla Ronde ha centrato già il tris e cerca un posto nella storia. Tom Boonen. La squadra dell'idolo di casa è nettamente la più forte, tanto nche lui si lascia andare ad un pronostico-auspicio: "Il mio sogno è quello di arrivare con Sagan e Cancellara a giocarmela allo sprint. Sarebbe uno scenario perfetto, resto uno dei più veloci allo sprint nelle classiche", fa sapere. Alla Tre Giorni di La Panne lo squadrone belga ha fatto del resto vedere tutto il potenziale: perse le chance di vincere con Terpstra e Steegmans, ha tirato fuori dal cilindro un altro soggetto interessante come van Keirsbulck. Inoltre, come sottovalutare uno come Stybar, perfettamente a suo agio in situazioni difficili (è campione del mondo di ciclocross). In pratica, se azzeccano la tattica, Boonen e compagni non saranno facilmente battibili.
 
Dopo i tre, un ampio lotto di corridori che cercheranno di inserirsi nella rivalità per sfruttare pronunciate attitudini al tracciato. Tra questi i nomi più gettonati sono Van Avermaet, Vanmarcke, il vincitore della Sanremo Kristoff, quello delle Wevelgem Degenkolb, il britannico Thomas (a proposito, al via c'è anche Wiggins, siamo curiosi). Italiani in secondo piano. Il più in forma, carico di esperienza in gare del genere, è Luca Paolini. Pippo Pozzato, che una volta era capace pure di salire sul podio invece non lo ha ancora visto nessuno. La speranza è che finora si sia nascosto (se era un piano è stato abilissimo). A supporto Sacha Modolo, uscito alla grande da La Panne ed all'esordio al Fiandre. Come sopra, difficile improvvisare, ma non si sa mai. Completano il quadro Oscar Gatto, che correrà in appoggio a Sagan e Matteo Trentin, spalla di Boonen. Insomma, i ruggiti azzurri sembrano decisamente improbabili.
 
I commenti dei lettori