La vittoria della classe, della forza e dell'esperienza. Lo applaude il pubblico belga, nonostante abbia battuto tre belgi in volata e l'idolo di casa, Tom Boonen, sia fuori dai giochi. Fabian Cancellara vince la 98esima edizione del Giro delle Fiandre ed entra nella storia, di diritto: lo meritano i leoni che per tre volte hanno vinto la Ronde. Una vittoria 'atipica' per uno come lui (non rara, fece lo stesso lo scorso anno a Roubaix): l'appuntamento lo dà sul Vecchio Quaremont, ed è lì che fa la selezione. Alla fine però sul lunghissimo rettilineo non ci arriva da solo: insieme a lui Van Avermaet, Vanmarcke (il rivale della Roubaix), e Vanderbergh. Necessaria la volata: lo svizzero è gelido, parla con l'ammiraglia (radioline benedette in questo caso) poi sprigiona tutta la sua potenza e sgretola gli avversari.
Grande impresa dopo una edizione bellissima, combattuta sin dai primi km e molto dura anche per le cadute: la peggiore quella di Vansummeren (eroe per caso ad una Roubaix) che travolge una donna di 65 anni, purtroppo trasportata in ospedale in gravi condizioni. Se ne va un drappello in cui gli elementi di riferimento sono lo statunitense Phinney e il sudafricano Impey (il primo del Continente Nero a vestire in giallo al Tour): con loro quello che tiene di più è il belga Broeckx, mentre cedono i nostri Palini e Appollonio, che ne fanno parte nella fase iniziale. Ma, fuga senza speranze a parte, è un Fiandre spettacolare perchè non c'è attendismo. Boonen manda in avanti Trentin, che si muove con Quinziato, Sagan inizia a muovere le pedine con Gatto, mentre, elemento in più per esaltarne la vittoria, salta il nodo fondamentale per il gioco tattico di Cancellara: Stijn Devolder, uno che il Fiandre lo ha vinto due volte, rimane coinvolto in quattro cadute. L'ultima (tra l'altro causata da un suo errore) lo esclude dai giochi.
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Un problema in più per Cancellara, che già sul quinto muro (il Molenberg) aveva dato una puntura di spillo ma che sul Koppenberg aveva dovuto difendersi in prima persona dal forcing della Omega Pharma di Boonen. Una azione che porta lo squadrone belga in netta superiorità numerica nel ristretto gruppetto di uomini che si gioca la corsa negli ultimi 30 km (con Boonen ci sono Terpstra, il campione del mondo di cross Stybar e Vanderbergh), ma con brutti clienti in caso di volata come Peter Sagan e soprattutto il vincitore della Wevelgem, John Degenkolb. Non tutti hanno però voglia di attendere l'ultimo assalto al vecchio Quaremont: sul Kruisberg-Hotond se ne va van Avermaet, stopper della Omega è Vanderbergh che - giustamente - non dà un cambio. Dietro temporeggiano e Luca Paolini con la sua barba da guerriero, insieme ad altri uomini, tra i quali Pozzato, rientra.
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Il Vecchio Quaremont non fa sconti a nessuno, e arriva il primo momento della verità. Forcing tremendo di Cancellara, tiene Vanmarcke, Sagan e Terpstra perdono metri, Boonen cede. "Non ho fatto la prestazione che volevo nel momento chiave della corsa - spiega Sagan - . Quando Cancellara e Vanmarcke hanno attaccato non sono riuscito a spingere abbastanza per seguirli". Il Paterberg è il secondo momento della verità: van Avermaet si toglie di ruota Vanderbergh, mentre Vanmarcke si permette il lusso di anticipare Cancellara senza sorprenderlo. A conti fatti però, mentre mancano 10 km all'arrivo, i quattro sono insieme. Dietro il vincitore della Sanremo, Alexander Kristoff, vede il quartetto a pochi secondi che però si dilatano: tardivo l'arrivo in soccorso di Terpstra.
Finale mozzafiato. Vanderbergh gioca la carta della disperazione e dà tutto ai -3, van Avermaet coglie l'attimo, Cancellara tiene fede a quanto detto ad inizio di stagione. "Non porterò più in carrozza nessuno verso la vittoria". E' per questo che rischia di perdere, ma obbliga tatticamente e moralmente Vanmarcke a chiudere il buco per la volata a quattro. Qui, altro capolavoro. Quasi un surplace, tutti che hanno paura di fare la prima mossa. La fa la Locomotiva di Berna, al punto giusto, senza che nessuno possa prendere quel vagone per beffarlo. Gli vale l'ingresso nel club deglie eletti, quelli che hanno vinto tre volte la Ronde: Achille Buysse, Fiorenzo Magni, Eric Leman, Johan Museeuw e Tom Boonen.
"Ho attaccato due o tre volte senza riuscire a fare la differenza - analizza la gara Cancellara - e l'acido lattico si è fatto sentire nella gambe. Ho dovuto attendere lo sprint, e la cosa mi ha reso nervoso, speravo di arrivare da solo come l'anno scorso. van Avermaet e Vanmarcke erano sempre sulla mia ruota, negli ultimi ottocentro metri ero veramente sotto stress. Avremmo meritato di vincere tutti e tre, ma non si può avere più di un vincitore...".
ORDINE D'ARRIVO DEL 98° GIRO DELLE FIANDRE
1. Fabian Cancellara (SUI/TRE) 259,8 km in 6h15:18. (media: 41,407 km/h)
2. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) 0:00.
3. Sep Vanmarcke (BEL/BKN) 0:00.
4. Stijn Vandenbergh (BEL/OPQ) 0:00.
5. Alexander Kristoff (NOR/KAT) 0:08.
6. Niki Terpstra (NED/OPQ) 0:18.
7. Tom Boonen (BEL/OPQ) 0:35.
8. Geraint Thomas (GBR/SKY) 0:37.
9. Bjorn Leukemans (BEL/WAN) 0:41.
10. Sébastian Langeveld (NED/GRM) 0:43.
11. Vincent Jérôme (FRA/EUC) 1:12.
12. Marcus Burghardt (GER/BMC) 1:12.
13. Nicki Sörensen (DEN/TIN) 1:15.
14. Dries Devenyns (BEL/GIA) 1:19.
15. John Degenkolb (GER/GIA) 1:25.
16. Peter Sagan (SVK/CAN) 1:25.
17. Filippo Pozzato (ITA/LAM) 1:25.
18. Zdenek Stybar (CZE/OPQ) 1:25.
19. Sylvain Chavanel (FRA/IAM) 1:25.
20. Sébastien Minard (FRA/ALM) 1:25.
21. Yoann Offredo (FRA/FDJ) 1:25.
22. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) 1:25.
23. Tony Gallopin (FRA/LTB) 1:25.
24. Laurens De Vreese (BEL/AJW) 1:35.
25. Oscar Gatto (ITA/CAN) 1:41.
Grande impresa dopo una edizione bellissima, combattuta sin dai primi km e molto dura anche per le cadute: la peggiore quella di Vansummeren (eroe per caso ad una Roubaix) che travolge una donna di 65 anni, purtroppo trasportata in ospedale in gravi condizioni. Se ne va un drappello in cui gli elementi di riferimento sono lo statunitense Phinney e il sudafricano Impey (il primo del Continente Nero a vestire in giallo al Tour): con loro quello che tiene di più è il belga Broeckx, mentre cedono i nostri Palini e Appollonio, che ne fanno parte nella fase iniziale. Ma, fuga senza speranze a parte, è un Fiandre spettacolare perchè non c'è attendismo. Boonen manda in avanti Trentin, che si muove con Quinziato, Sagan inizia a muovere le pedine con Gatto, mentre, elemento in più per esaltarne la vittoria, salta il nodo fondamentale per il gioco tattico di Cancellara: Stijn Devolder, uno che il Fiandre lo ha vinto due volte, rimane coinvolto in quattro cadute. L'ultima (tra l'altro causata da un suo errore) lo esclude dai giochi.
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Un problema in più per Cancellara, che già sul quinto muro (il Molenberg) aveva dato una puntura di spillo ma che sul Koppenberg aveva dovuto difendersi in prima persona dal forcing della Omega Pharma di Boonen. Una azione che porta lo squadrone belga in netta superiorità numerica nel ristretto gruppetto di uomini che si gioca la corsa negli ultimi 30 km (con Boonen ci sono Terpstra, il campione del mondo di cross Stybar e Vanderbergh), ma con brutti clienti in caso di volata come Peter Sagan e soprattutto il vincitore della Wevelgem, John Degenkolb. Non tutti hanno però voglia di attendere l'ultimo assalto al vecchio Quaremont: sul Kruisberg-Hotond se ne va van Avermaet, stopper della Omega è Vanderbergh che - giustamente - non dà un cambio. Dietro temporeggiano e Luca Paolini con la sua barba da guerriero, insieme ad altri uomini, tra i quali Pozzato, rientra.
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Il Vecchio Quaremont non fa sconti a nessuno, e arriva il primo momento della verità. Forcing tremendo di Cancellara, tiene Vanmarcke, Sagan e Terpstra perdono metri, Boonen cede. "Non ho fatto la prestazione che volevo nel momento chiave della corsa - spiega Sagan - . Quando Cancellara e Vanmarcke hanno attaccato non sono riuscito a spingere abbastanza per seguirli". Il Paterberg è il secondo momento della verità: van Avermaet si toglie di ruota Vanderbergh, mentre Vanmarcke si permette il lusso di anticipare Cancellara senza sorprenderlo. A conti fatti però, mentre mancano 10 km all'arrivo, i quattro sono insieme. Dietro il vincitore della Sanremo, Alexander Kristoff, vede il quartetto a pochi secondi che però si dilatano: tardivo l'arrivo in soccorso di Terpstra.
Finale mozzafiato. Vanderbergh gioca la carta della disperazione e dà tutto ai -3, van Avermaet coglie l'attimo, Cancellara tiene fede a quanto detto ad inizio di stagione. "Non porterò più in carrozza nessuno verso la vittoria". E' per questo che rischia di perdere, ma obbliga tatticamente e moralmente Vanmarcke a chiudere il buco per la volata a quattro. Qui, altro capolavoro. Quasi un surplace, tutti che hanno paura di fare la prima mossa. La fa la Locomotiva di Berna, al punto giusto, senza che nessuno possa prendere quel vagone per beffarlo. Gli vale l'ingresso nel club deglie eletti, quelli che hanno vinto tre volte la Ronde: Achille Buysse, Fiorenzo Magni, Eric Leman, Johan Museeuw e Tom Boonen.
"Ho attaccato due o tre volte senza riuscire a fare la differenza - analizza la gara Cancellara - e l'acido lattico si è fatto sentire nella gambe. Ho dovuto attendere lo sprint, e la cosa mi ha reso nervoso, speravo di arrivare da solo come l'anno scorso. van Avermaet e Vanmarcke erano sempre sulla mia ruota, negli ultimi ottocentro metri ero veramente sotto stress. Avremmo meritato di vincere tutti e tre, ma non si può avere più di un vincitore...".
ORDINE D'ARRIVO DEL 98° GIRO DELLE FIANDRE
1. Fabian Cancellara (SUI/TRE) 259,8 km in 6h15:18. (media: 41,407 km/h)
2. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) 0:00.
3. Sep Vanmarcke (BEL/BKN) 0:00.
4. Stijn Vandenbergh (BEL/OPQ) 0:00.
5. Alexander Kristoff (NOR/KAT) 0:08.
6. Niki Terpstra (NED/OPQ) 0:18.
7. Tom Boonen (BEL/OPQ) 0:35.
8. Geraint Thomas (GBR/SKY) 0:37.
9. Bjorn Leukemans (BEL/WAN) 0:41.
10. Sébastian Langeveld (NED/GRM) 0:43.
11. Vincent Jérôme (FRA/EUC) 1:12.
12. Marcus Burghardt (GER/BMC) 1:12.
13. Nicki Sörensen (DEN/TIN) 1:15.
14. Dries Devenyns (BEL/GIA) 1:19.
15. John Degenkolb (GER/GIA) 1:25.
16. Peter Sagan (SVK/CAN) 1:25.
17. Filippo Pozzato (ITA/LAM) 1:25.
18. Zdenek Stybar (CZE/OPQ) 1:25.
19. Sylvain Chavanel (FRA/IAM) 1:25.
20. Sébastien Minard (FRA/ALM) 1:25.
21. Yoann Offredo (FRA/FDJ) 1:25.
22. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) 1:25.
23. Tony Gallopin (FRA/LTB) 1:25.
24. Laurens De Vreese (BEL/AJW) 1:35.
25. Oscar Gatto (ITA/CAN) 1:41.