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Parigi-Roubaix, spunta a sorpresa Terpstra. Cancellara è 'solo' terzo

Niki Terpstra esulta al Velodromo (afp)
L'olandese, anche grazie al lavoro di capitan Boonen, sorprende tutti con uno scatto nel finale. Secondo posto per Degenkolb, poi lo svizzero grande favorito della vigilia
di LUIGI PANELLA
3 minuti di lettura
ROUBAIX - Sembrava più di essere alla Milano-Sanremo che alla Parigi-Roubaix. Non uno o due dominatori come spesso capita, ma undici uomimi a giocarsi la vittoria ad una manciata di km dall'arrivo. L'attimo lo coglie Niki Terpstra, una mezza sorpresa, non certo un carneade: terzo lo scorso anno, in questa stagione vittorioso sul pavè dell'Attraverso il Fiandre. Vince perchè è forte, pleonastico, ma anche perchè è abile nel saper sfruttare il sapiente gioco tattico posto in essere dal suo squadrone, l'Omega Pharma: Boonen scatenato, Stybar perfetto nel controllo della corsa. Se ne va a 6 km dall'arrivo Terpstra: quelli che seguono si guardano troppo, anzi si guardano solo, ed il gioco è fatto. Secondo posto per John Degenkolb, il tedesco che ogni gara che passa fa un balzo in avanti. Terzo Fabian Cancellara: tutti gli corrono contro, lui se la gioca con grande classe ed astuzia. Non riesce a vincere, quello non è mai facile, ma essere sempre sul podio è comunque un grande risultato. Un olandese dunque torna ad alzare il magico sasso: l'ultima volta fu tredici anni fa, edizione memorabile per il maltempo con un Servais Knaven coperto di fango al traguardo. Stavolta lo scenario è diverso: splende il sole ed il nemico principale dei corridori è la polvere che li avvolge nei tratti di pavè.

La 'prima' Roubaix la porta avanti un drappello di otto uomini: tra loro il belga De Troyer, il francese Jarrier e il tedesco Schillinger i più duri a mollare. L'altra Roubaix riguarda i protagonisti attesi, perchè sulle pietraie francesi non si improvvisa. La foresta di Arenberg, nel suo intatto fascino sinistro, non produce grossissimi scossoni, a parte qualche ritardo (vedi Sagan) che viene comunque azzerato e la caduta con tanto di ritiro del vincitore della Sanremo Kristoff. Il pavè lo aggredisce come un furia Tom Boonen: è nel suo habitat, corre senza i guantini, come li avesse lanciati  in segno di sfida, lui che cerca il pokerissimo non riuscito neanche a Roger De Vlaeminck. A furia di scattare - tra l'altro in maniera opinabile dal un punto di vista personale, non di squadra -, su un tratto a 5 stelle come Mons en Pevele il bel Tom si circonda di gente di tutto rispetto: Hushovd, Tankink, Thomas, De Backer, Martinez. L'unica cosa che gli si può imputare, è che non sa stare granchè in compagnia: uno scatto solitario su un tratto di asfalto non favorisce l'amicizia con gli altri quattro.
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E Cancellara? Disinteresse apparente. Paura per una caduta (coinvolto, ma non tocca terra), gambe che non girano? Niente di tutto ciò, si capisce sul tratto Pont Thibaut, quando Vanmarcke (che ha Tankink in avanscoperta) piazza la stoccata e la locomotiva dà una accelerata tremenda. Il primo a riportarsi sui battistrada è Sagan: lo slovacco tra contrattempi di varia natura, passa parecchio tempo - troppo col senno di poi - ad inseguire ("Ho duvuto cambiare tre volte la bicicletta"), gioca la carta dell'anticipo. Vanmarcke, marcato stretto da Cancellara, cerca di riprenderlo a Camphin-en-Pévèle: sul settore, detto della giustizia, non arriva la sentenza. Viene letta sul tremendo Carrefour de l'Arbre, con lo slovacco che però resta aggrappato a ai due, a Stybar ed al pericolosissimo Degenkolb.

Gioco tattico chiaro: Sagan e Degenkolb aspettano il velodromo, Stybar aspetta Boonen e Terpstra (sono dietro di poco, tra gli altri c'è anche Wiggins "E' un onore essere arrivato con i migliori", dice il Sir), Cancellara e Vanmarcke non vogliono gettare al vento energie, e da dietro rientrano. Sono undici. Degenkolb si lecca i baffi, anche se va detto che il velodromo non è per velocisti di tutti i giorni. Non se li lecca Sagan, già stanchissimo. Ma in realtà la volata così numerosa, come non si ricorda dal 1997 (vittoria al francese Guesdon) non ci sarà. Boonen ha dato tutto, personalmente ha sbagliato, ma almeno cerca di far restare la vittoria in famiglia: favorisce la stoccata di Terpstra, l'olandese non se lo fa dire due volte e ringrazia. Notizie sugli italiani ridotte all'essenziale: si sono visti in pochi, l'unico che aveva la squadra tutta per lui (Pozzato e la Lampre) è evaporato nel momento decisivo. Pavè archiviato senza squilli, per il nostro ciclismo speriamo vada meglio sulle Ardenne.

"Non e' il giorno più bello della mia vita, ma è sicuramente il giorno più bello della mia carriera", commenta Terpstra. "Sono partito all'attacco verso la fine perchè volevo arrivare da solo, nel gruppo c'erano sprinter molto forti. E' andata bene". Cancellara: "Io corro per vincere, ho messo tutto, ma non è andata come doveva andare. E' stata una gara difficile. Sono stato coinvolto in una caduta proprio nel momento in cui davanti spingevano per fare selezione. Ho speso molto nell'inseguimento. Ho dato tutto, non è male arrivare ancora una volta sul podio, per la dodicesima volta, non è male, sono fiero di quel che ho fatto".

ORDINE D'ARRIVO

1. Niki Terpstra (NED/OPQ) 257 km in 6h09:01. (media: 41,787 km/h)
2. John Degenkolb (GER/GIA) a 0:20.
3. Fabian Cancellara (SUI/TRE) 0:20.
4. Sep Vanmarcke (BEL/BKN) 0:20.
5. Zdenek Stybar (CZE/OPQ) 0:20.
6. Peter Sagan (SVK/CAN) 0:20.
7. Geraint Thomas (GBR/SKY) 0:20.
8. Sébastian Langeveld (NED/GRM) 0:20.
9. Bradley Wiggins (GBR/SKY) 0:20.
10. Tom Boonen (BEL/OPQ) 0:20.
11. Bert De Backer (BEL/GIA) 0:26.
12. Arnaud Démare (FRA/FDJ) 0:47.
13. Bernhard Eisel (AUT/SKY) 0:47.
14. Sebastien Turgot (FRA/EUC) 0:47.
15. Bjorn Leukemans (BEL/WAN) 0:47.
16. Stijn Vandenbergh (BEL/OPQ) 0:47.
17. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) 0:47.
18. Jos van Emden (NED/BKN) 0:47.
19. Thor Hushovd (NOR/BMC) 1:05.
20. Jempy Drucker (LUX/WAN) 1:05.
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