Ciclismo, Freccia del Brabante: acuto vincente di Gilbert
Da domenica il trittico delle Ardenne ed un atteso protagonista come il belga alza la voce vincendo la semiclassica davanti a Matthews. Rebellin, 42 anni, settimo e migliore degli italianidi LUIGI PANELLA
ROMA - Arrivano le Ardenne, arriva anche Philippe Gilbert, che coglie il primo successo stagionale aggiudicandosi la Freccia del Brabante, corsa introduttiva del trittico Amstel-Freccia Vallone-Liegi. Vittoria di prestigio in quella che può essere considerata quasi alla stregua di una classica, se non altro per lo spessore dei protagonisti. Gilbert il magico trittico lo conquistò nel 2011 - anno in cui vinse anche la Freccia del Brabante -, e stando alla forma esibita, sarà uno di quelli da tenere d'occhio. Per lui parla la doppia fatica fatta per ottenere il successo in una gara tosta nonostante il clima ideale, con 26 strappi corti ma insidiosi lungo i 200 km del tracciato: prima una chiusura dispendiosissima su un drappello di sei attaccanti, poi - neutralizzata la fuga - una volata in cui rintuzza un brutto cliente come l'australiano Matthews.
Imbarazzanti sul pavè, iniziano a dare segnali incoraggianti gli italiani. In corso di gara è piac…
Imbarazzanti sul pavè, iniziano a dare segnali incoraggianti gli italiani. In corso di gara è piac…
ROMA - Arrivano le Ardenne, arriva anche Philippe Gilbert, che coglie il primo successo stagionale aggiudicandosi la Freccia del Brabante, corsa introduttiva del trittico Amstel-Freccia Vallone-Liegi. Vittoria di prestigio in quella che può essere considerata quasi alla stregua di una classica, se non altro per lo spessore dei protagonisti. Gilbert il magico trittico lo conquistò nel 2011 - anno in cui vinse anche la Freccia del Brabante -, e stando alla forma esibita, sarà uno di quelli da tenere d'occhio. Per lui parla la doppia fatica fatta per ottenere il successo in una gara tosta nonostante il clima ideale, con 26 strappi corti ma insidiosi lungo i 200 km del tracciato: prima una chiusura dispendiosissima su un drappello di sei attaccanti, poi - neutralizzata la fuga - una volata in cui rintuzza un brutto cliente come l'australiano Matthews.
Imbarazzanti sul pavè, iniziano a dare segnali incoraggianti gli italiani. In corso di gara è piaciuto molto Mauro Finetto, nel momento della verità è uscito allo scoperto Davide Rebellin: il 42enne veneto se la gioca con i migliori, sullo spunto puro non può avere la loro brillantezza, ma il settimo posto non è malaccio.
Restando al capitolo italiani, ce ne sono due nella prima azione decisa della giornata: Mattia Pozzo e Giorgio Cecchinel. Successivamente l'Omega Pharma, che anche senza Boonen e Terpstra resta uno squadrone, muove le pedine, ma è quando prendono in meno le redini Leukemans e Gerrans che la gara sembra vivere una prima svolta.
Si unisce al drappello anche Finetto: con loro Serry, Haas e Brandle. Qui il primo numeri di Gilbert, autore di un inseguimento abbastanza prolungato che dà frutti. Dietro però chiudono, e qui per il campione del mondo sembrerebbe storia chiusa. Sensazione falsa però, perchè sulla scia di una sparata del giapponese Arashiro, Gilbert prende con decisione la testa resistendo al ritorno di Matthews. Terzo, anche lui con l'handicap di una rincorsa a seguito di una foratura, il francese Gallopin.
ORDINE D'ARRIVO
1. Philippe Gilbert (BEL/BMC), 201 km in 4 h 54:28
2. Michael Matthews (AUS) s.t.
3. Tony Gallopin (FRA) s.t.
4. Simon Geschke (GER) s.t.
5. Björn Leukemans (BEL) s.t.
6. Nathan Haas (AUS) s.t.
7. Davide Rebellin (ITA) s.t.
8. Julien Vermote (BEL) s.t.
9. Sébastien Reichenbach (SUI) s.t.
10. Alexey Tsatevich (RUS) s.t.
Imbarazzanti sul pavè, iniziano a dare segnali incoraggianti gli italiani. In corso di gara è piaciuto molto Mauro Finetto, nel momento della verità è uscito allo scoperto Davide Rebellin: il 42enne veneto se la gioca con i migliori, sullo spunto puro non può avere la loro brillantezza, ma il settimo posto non è malaccio.
Restando al capitolo italiani, ce ne sono due nella prima azione decisa della giornata: Mattia Pozzo e Giorgio Cecchinel. Successivamente l'Omega Pharma, che anche senza Boonen e Terpstra resta uno squadrone, muove le pedine, ma è quando prendono in meno le redini Leukemans e Gerrans che la gara sembra vivere una prima svolta.
Si unisce al drappello anche Finetto: con loro Serry, Haas e Brandle. Qui il primo numeri di Gilbert, autore di un inseguimento abbastanza prolungato che dà frutti. Dietro però chiudono, e qui per il campione del mondo sembrerebbe storia chiusa. Sensazione falsa però, perchè sulla scia di una sparata del giapponese Arashiro, Gilbert prende con decisione la testa resistendo al ritorno di Matthews. Terzo, anche lui con l'handicap di una rincorsa a seguito di una foratura, il francese Gallopin.
ORDINE D'ARRIVO
1. Philippe Gilbert (BEL/BMC), 201 km in 4 h 54:28
2. Michael Matthews (AUS) s.t.
3. Tony Gallopin (FRA) s.t.
4. Simon Geschke (GER) s.t.
5. Björn Leukemans (BEL) s.t.
6. Nathan Haas (AUS) s.t.
7. Davide Rebellin (ITA) s.t.
8. Julien Vermote (BEL) s.t.
9. Sébastien Reichenbach (SUI) s.t.
10. Alexey Tsatevich (RUS) s.t.