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Ciclismo, Amstel: iniziano le Ardenne. L'Italia torna a sperare

Con la classica olandese parte il trittico che culminerà con la Liegi. Dopo le delusioni sul pavè, azzurri competitivi soprattutto con Nibali e Cunego. I favoriti restano però Valverde e Gilbert
di LUIGI PANELLA

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ROMA - Pasqua in bici sulle Ardenne. L'Amstel Gold Race, classica olandese abbastanza a dire il vero un po' troppo giovane per meritare a pieno il titolo (prima edizione solo nel 1966) apre un interessante trittico settimanale che proseguirà mercoledì con la Freccia Vallone e domenica 27 con l'appuntamento più prestigioso, la Liegi-Bastogne-Liegi. Con le sue 33 cote, brevi ma intense, soprattutto con i due strappi sul Cauberg, l'ultimo a poco meno di 2 km dall'arrivo, il percorso è aperto a tante soluzioni e il lotto dei favoriti è abbastanza ampio. Intanto, contrariamente a quanto accaduto nella campagna sul pavè rivelatasi deprimente, gli italiani possono tornare a recitare un ruolo da protagonisti.

Ferma restando la presenza di Gasparotto, l'ultimo a lasciare un segno da queste parti (vinse l'Amstel due anni fa), sono sostanzialmente tre i nomi in grado di incidere. C'è l'uomo di punta del nostro ciclismo, Vincenzo Nibali, del quale però (ricordiamo la preparazione mirata al Tour) va testata la brillantezza nei momenti che contano. Poi ci sono Damiano Cunego, pimpante come non si vedeva da tempo al recente Giro dei Paesi Baschi ed il compagno della Lampre Diego Ulissi: dai due si aspetta quell'accordo mancato clamorosamente al Gp Lugano, quando finirono per farsi la guerra favorendo la vittoria a Finetto. Per completare il quadro l'emergente Colbrelli e l'eterno Rebellin, vincitore del trittico dieci anni fa ed ancora in grado, a 42 anni, di sfoderare prestazioni convincenti come quella di mercoledì scorso alla Freccia del Brabante. Insomma, gli italiani sono attrezzati per fare una gara da protagonisti, anche se poi il ruolo di favoriti spetta ad altri.

Alejandro Valverde ha dimostrato lo smalto giusto per guizzare sugli strappi dell'Amstel, per non parlare di Philippe Gilbert, che alla Freccia del Brabante (vinta alla grande) ha esibito una pedalata, se non uguale, almeno simile a quella che gli permise il magico tris delle Ardenne nel 2011. Dopo di loro scegliamo Joaquim Rodriguez (chirurgico al Giro di Catalogna e che può giocare di squadra con un tipetto come Moreno, vedere Freccia Vallone dello scorso anno), il campione uscente Roman Kreuziger, capitano della Tinkoff Saxo in assenza di un Alberto Contador tornato alla grande ai vertici, un Simon Gerrans abile nel restare nascosto per poi colpire, e il campione del mondo Rui Costa: a proposito del portoghese, bisognerà vedere come si snoderanno le gerarchie in casa Lampre, vista la presenza di Cunego e Ulissi. Un gradino al di sotto il polacco Michal Kwiatkowski, sicuramente in ascesa ma forse acerbo, anche caratterialmente (si è ad esempio sciolto alla Tirreno-Adriatico) per prove di questo spessore. Anche per lui c'è il primo momento della verità
 
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