ROMA - Una volta, nei primi anni novanta, più che Freccia Vallone poteva essere tranquillamente chiamata Freccia azzurra: cinque vittorie in fila, tra le quali il tris di Argentin. Ma anche prima (vedere Moser e Saronni) e dopo quel periodo magico (tris di Rebellin), l'Italia sul muro di Huy ha saputo dare spettacolo. Un motivo ulteriore per sperare, ma anche per rammaricarsi di non avere gente tra i favoriti. Il più adatto sembrerebbe Diego Ulissi, che però ha due grosse controindicazioni: la prima, tutto sommato superabile, sono gli ingranaggi del gioco di squadra con Cunego e il campione del mondo Rui Costa. La seconda, più seria, riguarda l'abitudine a certe lunghezze: in Vallonia i km saranno 200, e per la stoccata sullo strappo finale la brillantezza deve essere massima. Detto che anche Ivan Santaromita è uno da tenere d'occhio, per andare sul sicuro è meglio però puntare su Vincenzo Nibali. Il siciliano ha in mente la Liegi, è risaputo, però la Freccia alla 'Doyenne' somiglia abbastanza. Quindi è lecito aspettarsi una stoccata.
Undici le 'cotes'. A parte il muro di Huy (pendenza media del 9,3%), 1.300 metri da affrontare tre volte, è consigliabile dosare le energie su altre pendenze: la cote di Bellaire (6,8%), cote d'Ahin e cote d'Ereffe (5,9%), cote de Bohisseau (7,6%), Cote de Bousalle (4,9%). Tatticamente, non è detto che si arrivi con un grande ventaglio di soluzioni ai piedi dell'erta finale. Parecchi potrebbero tentare l'anticipo, lo impone il copione quando ha un logico favorito. La potenza esplosiva fatta vedere da Philippe Gilbert alla Freccia del Brabante e soprattutto sul Cauberg, alla Amstel, sconsiglia di arrivare all'epilogo in compagnia del vallone. Potrebbero 'fidarsi' di arrivare insieme a lui Valverde, Rodriguez (ma Purito non è al meglio per la caduta in Olanda) ed un Michal Kwiatkowski che sta ancora studiando all'università del ciclismo.
Per il resto, chi più chi meno, molti potrebbero non attendere lo scomodo appuntamento. Il pensiero va a Daniel Martin, a Jelle Vanendert (il belga che rischia il ruolo di eterno secondo), allo specialista di azioni improbabili, Thomas Voeckler. E ovviamente a Daniel Moreno. Come detto, Rodriguez non è al massimo, e il vincitore dello scorso anno, un Katusha come Purito, potrebbe lanciare la freccia avvelenata da lanciare a Gilbert.
GIRO DEL TRENTINO: OSS PRIMO LEADER - La Bmc si è aggiudicata la prima tappa del Giro del Trentino, una cronometro a squadre di 13,4 km da Riva del Garda ad Arco di Trento. La squadra statunitense ha fermato i cronometri sul tempo di 14'12", precedendo di 15" la NetApp e di 19" il team Sky. La prima maglia di leader è andata all'azzurro Daniel Oss, in quanto primo atleta della Bmc a tagliare il traguardo. Mercoledì seconda frazione da Limone del Garda a San Giacomo di Brentonico di 164,5 km.
Undici le 'cotes'. A parte il muro di Huy (pendenza media del 9,3%), 1.300 metri da affrontare tre volte, è consigliabile dosare le energie su altre pendenze: la cote di Bellaire (6,8%), cote d'Ahin e cote d'Ereffe (5,9%), cote de Bohisseau (7,6%), Cote de Bousalle (4,9%). Tatticamente, non è detto che si arrivi con un grande ventaglio di soluzioni ai piedi dell'erta finale. Parecchi potrebbero tentare l'anticipo, lo impone il copione quando ha un logico favorito. La potenza esplosiva fatta vedere da Philippe Gilbert alla Freccia del Brabante e soprattutto sul Cauberg, alla Amstel, sconsiglia di arrivare all'epilogo in compagnia del vallone. Potrebbero 'fidarsi' di arrivare insieme a lui Valverde, Rodriguez (ma Purito non è al meglio per la caduta in Olanda) ed un Michal Kwiatkowski che sta ancora studiando all'università del ciclismo.
Per il resto, chi più chi meno, molti potrebbero non attendere lo scomodo appuntamento. Il pensiero va a Daniel Martin, a Jelle Vanendert (il belga che rischia il ruolo di eterno secondo), allo specialista di azioni improbabili, Thomas Voeckler. E ovviamente a Daniel Moreno. Come detto, Rodriguez non è al massimo, e il vincitore dello scorso anno, un Katusha come Purito, potrebbe lanciare la freccia avvelenata da lanciare a Gilbert.
GIRO DEL TRENTINO: OSS PRIMO LEADER - La Bmc si è aggiudicata la prima tappa del Giro del Trentino, una cronometro a squadre di 13,4 km da Riva del Garda ad Arco di Trento. La squadra statunitense ha fermato i cronometri sul tempo di 14'12", precedendo di 15" la NetApp e di 19" il team Sky. La prima maglia di leader è andata all'azzurro Daniel Oss, in quanto primo atleta della Bmc a tagliare il traguardo. Mercoledì seconda frazione da Limone del Garda a San Giacomo di Brentonico di 164,5 km.