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Freccia Vallone, Valverde doma il Muro di Huy. Netta sconfitta per Gilbert

Il trionfo di Valverde (ap)
La seconda prova del trittico delle Ardenne va allo spagnolo che sulla difficilissima salita finale si ripete ad otto anni di distanza dal precedente successo. Secondo l'irlandese Martin, poi il polacco  Kwiatkowski. Solo decimo il favorito belga, quattordicesimo Nibali. Tra le donne, terzo posto per la Longo Borghini
di LUIGI PANELLA
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Otto anni dopo, riecco spuntare sul Muro di Huy la sagoma di Alejandro Valverde. Lo spagnolo, già vincitore nel 2006, si impossessa per la seconda volta in carriera della Freccia Vallone, giunta alla edizione numero 78. Una gara perfetta quella del vincitore, arrivato ad energie intatte o quasi al momento della verità: lo vedi dalle gambe che mulinano a tutta, lo vedi dalla testa che una una frazione di secondo pianifica la rasoiata definitiva. 'S' come sospiro, 'S' come strategia, 'S' come quella lingua d'asfalto che arriva addirittura a pendenze del 26%. Il sospiro è di Kwiatkowski: il polacco sta bene, spinge ma paga un errore di inesperienza, forzando troppo nel tratto sbagliato. Illusori quei metri di margine guadagnati: la classica vittoria di Pirro, visto che Valverde quella 'esse' la prende larga, respira e fa respirare i polpacci. Kwiatkowski non a caso, deve arrendersi oltre che al furbo asturiano anche a Daniel Martin, l'irlandese galvanizzato dal vento della Liegi. 

Il grande sconfitto di giornata è quello che non abbiamo ancora citato. Niente da fare per Philippe Gilbert, il dominatore delle prime uscite ardennesi. Il perchè, lo spiega lui stesso: "Non sono riuscito a prendere il Muro di Huy nelle posizioni migliori, l'andatura era alta e non ce l'ho fatta ad inseguire. Le Liegi? penso che domenica sarà un'altra storia". Aveva scelto la ruota di Gilbert, Vincenzo Nibali: il siciliano è stato comunque il più convincente degli italiani (solo quattordicesimo però), anche se nel momento decisivo le forze sono mancate. Anche lui dà appuntamento a domenica: "Una gran fatica, mi sono mancate le gambe negli ultimi 100 metri, comunque questi arrivi non sono quelli che preferisco. Per ora sono stato dietro, la condizione però è in crescita, speriamo per la Liegi".
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Sfortunato invece Damiano Cunego. Il veronese stava correndo bene, ma non si è potuto giocare le chance sull'erta finale. Lo ha messo fuori gioco una caduta poco prima della salita. Coinvolto anche Joaquim Rodriguez: periodaccio per Purito, già a terra all'Amstel Gold Race. Oggi in realtà lavorava d'appoggio per Daniel Moreno, vincitore lo scorso anno, anch'egli però si è sciolto. Nel complesso, gara tattica, con i big ad attendere le resa dei conti come in un duello da western. Prima ci aveva provato un terzetto: van Hecke, uno che va spesso davanti, Navardauskas (fu anche in rosa al Giro) e Clarke, il primo a mollare. Nel finale tenta anche Roy, ma è impensabile che lo lascino scappare. 

Poi l'epilogo:  "Negli ultimi 300 metri mi sono trovato un po' imbottigliato, poi ho visto un varco e mi sono lanciato, stavo bene ed ho vinto con merito. Ringrazio anche la squadra per il grande lavoro, ora pensiamo alla Liegi, una gara che mi piace molto". La spiegazione è di Valverde, che sceglie lo stesso punto del 2006 per involarsi verso il trionfo. Sono passati otto anni, a questi livelli decisamente niente male.

Chiudiamo con l'unico sorriso per il ciclismo italiano. Lo forniscono le donne. Vittoria alla francese Pauline Ferrand-Prevot davanti alla britannica Elizabeth Armistead, ma splendido terzo posto per Elisa Longo Borghini, che con un finale di rabbia agguanta il podio.

ORDINE D'ARRIVO
1. Alejandro Valverde (ESP/MOV), 199 km in 4 h 36:45. (media: 43,1 km/h)
2. Daniel Martin (IRL/GRM) a 03.
3. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 04.
4. Bauke Mollema (NED/BKN) 04.
5. Tom-Jelte Slagter (NED/GRM) 06.
6. Jelle Vanendert (BEL/LTB) 06.
7. Michael Albasini (SUI/ORI) 08.
8. Roman Kreuziger (CZE/TIN) 08.
9. Dani Moreno (ESP/KAT) 11.
10. Philippe Gilbert (BEL/BMC) 15.
11. Julian Arredondo (COL/TRE) 17.
12. Wouter Poels (NED/OPQ) 19.
13. Paul Martens (GER/BKN) 23.
14. Vincenzo Nibali (ITA/AST) 24.
15. Matthias Frank (SUI/BMC) 26.
16. Simon Clarke (AUS/ORI) 0:28.
17. Diego Ulissi (ITA/LAM) 0:28.
18. Rudy Molard (FRA/COF) 0:28.
19. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 0:28.
20. Jürgen Van den Broeck (BEL/LTB) 0:28.



 
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