Al Giro del Trentino è il grande giorno di Edoardo Zardini. Il 24enne corridore della Bardiani è arrivato solitario sul traguardo della seconda tappa, 164,5 chilometri da Limone sul Garda a San Giacomo di Brentonico. Zardini ha preceduto Przemyslaw Niemec (Lampre) e Fabio Andres Duarte (Colombia) mentre Cadel Evans, giunto quarto, è il nuovo leader della classifica generale. L'australiano della BMC precede di 9" lo stesso Zardini, terzo è Niemec a 17".
La salita di San Giacomo non fa grandi distacchi: Niemec, Duarte, Evans, Pozzovivo, Aru e Pellizotti arrivano in una manciata di secondi, Scarponi poco dietro, tutti ancora pienamente in corsa per la classifica. "Mi piace questa corsa, figurarsi se non mi batterò per la vittoria finale", ha spiegato il leader Cadel Evans. Le prossime salite diranno di più: domani la terza tappa da Mori a Roncone (arrivo in località Pozza) promette una sfida sull'ultima rampa. E poi venerdì il gran finale del Bondone: gli scalatori avranno pane per i loro denti.
Zardini è partito a 10 km dalla conclusione insieme a Pirazzi, Caruso e Van Rensburg (poi raggiunti da Landa), ha lasciato la compagnia ai meno 6 sorprendendo che lo sottovalutava. "Avevo capito che era l'unica carta da giocare, altrimenti ci avrebbero ripreso e per me sarebbe svanito un sogno. Vincere una tappa come questa, al Giro del Trentino, a pochi chilometri da casa", commenta il vincitore.
Felice Bruno Reverberi, il team manager della Bardiani: "Questo ragazzo ha qualità ed una grande educazione, due doti che raramente vanno di pari passo". Si era detto alla vigilia che San Giacomo di Brentonico avrebbe detto soprattutto chi non vincerà il Giro del Trentino, e così è stato: Ivan Basso (oggi attardato di 1'49"), Bradley Wiggins (a 2'46"), Dario Cataldo (a 3'30"), Moreno Moser (a 6'02") sono praticamente fuori dai giochi.
La salita di San Giacomo non fa grandi distacchi: Niemec, Duarte, Evans, Pozzovivo, Aru e Pellizotti arrivano in una manciata di secondi, Scarponi poco dietro, tutti ancora pienamente in corsa per la classifica. "Mi piace questa corsa, figurarsi se non mi batterò per la vittoria finale", ha spiegato il leader Cadel Evans. Le prossime salite diranno di più: domani la terza tappa da Mori a Roncone (arrivo in località Pozza) promette una sfida sull'ultima rampa. E poi venerdì il gran finale del Bondone: gli scalatori avranno pane per i loro denti.
Zardini è partito a 10 km dalla conclusione insieme a Pirazzi, Caruso e Van Rensburg (poi raggiunti da Landa), ha lasciato la compagnia ai meno 6 sorprendendo che lo sottovalutava. "Avevo capito che era l'unica carta da giocare, altrimenti ci avrebbero ripreso e per me sarebbe svanito un sogno. Vincere una tappa come questa, al Giro del Trentino, a pochi chilometri da casa", commenta il vincitore.
Felice Bruno Reverberi, il team manager della Bardiani: "Questo ragazzo ha qualità ed una grande educazione, due doti che raramente vanno di pari passo". Si era detto alla vigilia che San Giacomo di Brentonico avrebbe detto soprattutto chi non vincerà il Giro del Trentino, e così è stato: Ivan Basso (oggi attardato di 1'49"), Bradley Wiggins (a 2'46"), Dario Cataldo (a 3'30"), Moreno Moser (a 6'02") sono praticamente fuori dai giochi.