BELFAST - Il compleanno più bello, il brindisi sul podio con la maglia rosa. Sven Tuft, nel giorno in cui fa 37 anni, si ritrova leader al Giro d'Italia nel primo giorno a Belfast. Anche se condizionati dal momento, ci viene da dire che questo canadese ha proprio una faccia da cronoman, di quelle sempre concentrate a limare qua e la qualche secondo. Lui di prove contro il tempo ne ha vinte tante, alcune da solo (molti campionati nazionali), un paio in coppia (Il Duo Normand, un trofeo Baracchi francese, con il compagno di squadra Luke Durbirdge) altre, come in questa circostanza, grazie alla squadra. La Orica GreenEdge rispetta i favori del pronostico, Tuft taglia per primo il traguardo e diventa il secondo canadese dopo Ryder Hesjedal a vestire di rosa. Successo strameritato, perchè le squadre che seguono gli australiani (la Bmc di Cadel Evans, altro canguro coetaneo di Tuft e la Omega Pharma di Uran), corrono senza la fastidiosa compagnia della pioggia, che invece per buona parte accompagna i vincitori. "Sono felice ed orgoglioso di quello che hanno fatto i miei compagni di squadra, e mai mi sarei immaginato che un giorno avrei vestito la maglia rosa", è il primo commento del leader.
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Ma è una crono a squadre metafora di un Giro zeppo di insidie. Chi ne fa le spese più di tutti è Daniel Martin: su un tratto pianeggiante l'irlandese va a terra insieme ad altri 4 compagni, picchia la spalla e deve alzare bandiera bianca proprio sulle strade che lo aspettavano tanto. Una situazione che travolge anche Ryder Hesjedal, il canadese che oggi non ride: la Garmin raccoglie i cocci per arrivare al traguardo, ma il ritardo del vincitore del Giro 2012 è già enorme. Un momentaccio insomma (Martin era scivolato proprio all'ultima curva della Liegi), tale che persino quello di Joaquim Rodriguez sembra rose e fiori.
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Già, perchè anche Purito di questi tempi non va d'accordo con la sorte: sulle Ardenne è stato sempre glutei a terra, a Belfast inizia a scendere acqua appena mette piede sul pedale. Stesse condizioni meteo per la Movistar dell'altro favorito del Giro, Nairo Quintana, che però sfrutta una miglior attitudine alla prova: alla fine trentotto secondi presi a Purito dal colombiano dalla faccia senza età non sono malaccio.
Ma il fatto è che non esistono solo loro due. Nella speciale classifica dei favoriti o presunti tali però (vista l'aria attenti ai pronostici) i migliori sono Cadel Evans e Rigoberto Uran (quest'ultimo trascinato da uno strepitoso Alessandro Petacchi). I due a Purito già appioppano quasi un minuto e mezzo: visto che lo spagnolo a crono va poco, e il Giro non sarà solo di salite, già è un handicap importante. Possiamo invece ritenerci soddisfatti per la prova degli italiani. Santaromita stava con Tuft, Scarponi - e con lui Aru - ha perso 33'' da Uran, Basso è stato su quella linea, Pozzovivo appaiato a Quintana.
A conti fatti, se nelle premesse faceva sorridere, con tutte le salite che attendono i corridori, che ci si preoccupasse dei 35 metri di dislivello della salita di Stormont Park che portano dritti verso la statua di Lord Carson, alla fine in parecchi non si sono divertiti. L'esempio viene dal Team Colombia, che già in cima ne lascia due al proprio destino. Il primo è Chalapud: lo scorso anno lo ricordiamo battagliero al limite della lite (screzio con pirazzi nella tappa verso Firenze), stavolta già sembra spompato. Ma a parte questa curiosità, è un susseguirsi di situazioni poco preventibabili. Uno dei più attesi costretto all'abbandono, il secondo favorito in netto ritardo. Se il buongiorno si vede dal mattino...
ORDINE D'ARRIVO DELLA PRIMA TAPPA
1 - Orica-GreenEDGE 24'42''
2 - Omega Pharma-Quickstep a 5''
3 - BMC a 7''
4 - Tinkoff-Saxo a 23''
5 - Sky a 37''
6 - Astana a 38''
7 - Cannondale a 53''
8 - Movistar a 55''
9 - Giant-Shimano a 56''
10 - AG2r-La Mondiale a 58''
11 - Trek a 1'00''
12 - Neri Sottoli a 1'01''
13 - Belkin a 1'01''
14 - Bardiani-CSF a 1'07''
15 - Androni-Venezuela a 1'14''
16 - FDJ. fr a 1'18''
17 - Lampre-Merida a 1'20''
18 - Colombia a 1'23''
19 - Katusha a 1'33''
20 - Lotto-Belisol a 1'34''
21 - Europcar a 1'48''
22 - Garmin-Sharp a 3'26''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Svein Tuft (CAN-Orica)
2 - Luke Durbridge (AUS-Orica) s. t.
3 - Pieter Weening (NED-Orica) s. t.
4 - Cameron Meyer (AUS-Orica) s. t.
5 - Michael Matthews (AUS-Orica) s. t.
6 - Ivan Santaromita (ITA-Orica) s. t.
7 - Pieter Serry (BEL-Omega Pharma) a 5''
8 - Gianluca Brambilla (ITA-Omega Pharma) a 5''
9 - Rigoberto Uran (COL-Omega Pharma) a 5''
10 - Serve Pauwels (BEL-Omega Pharma) a 5''
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Ma è una crono a squadre metafora di un Giro zeppo di insidie. Chi ne fa le spese più di tutti è Daniel Martin: su un tratto pianeggiante l'irlandese va a terra insieme ad altri 4 compagni, picchia la spalla e deve alzare bandiera bianca proprio sulle strade che lo aspettavano tanto. Una situazione che travolge anche Ryder Hesjedal, il canadese che oggi non ride: la Garmin raccoglie i cocci per arrivare al traguardo, ma il ritardo del vincitore del Giro 2012 è già enorme. Un momentaccio insomma (Martin era scivolato proprio all'ultima curva della Liegi), tale che persino quello di Joaquim Rodriguez sembra rose e fiori.
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Già, perchè anche Purito di questi tempi non va d'accordo con la sorte: sulle Ardenne è stato sempre glutei a terra, a Belfast inizia a scendere acqua appena mette piede sul pedale. Stesse condizioni meteo per la Movistar dell'altro favorito del Giro, Nairo Quintana, che però sfrutta una miglior attitudine alla prova: alla fine trentotto secondi presi a Purito dal colombiano dalla faccia senza età non sono malaccio.
Ma il fatto è che non esistono solo loro due. Nella speciale classifica dei favoriti o presunti tali però (vista l'aria attenti ai pronostici) i migliori sono Cadel Evans e Rigoberto Uran (quest'ultimo trascinato da uno strepitoso Alessandro Petacchi). I due a Purito già appioppano quasi un minuto e mezzo: visto che lo spagnolo a crono va poco, e il Giro non sarà solo di salite, già è un handicap importante. Possiamo invece ritenerci soddisfatti per la prova degli italiani. Santaromita stava con Tuft, Scarponi - e con lui Aru - ha perso 33'' da Uran, Basso è stato su quella linea, Pozzovivo appaiato a Quintana.
A conti fatti, se nelle premesse faceva sorridere, con tutte le salite che attendono i corridori, che ci si preoccupasse dei 35 metri di dislivello della salita di Stormont Park che portano dritti verso la statua di Lord Carson, alla fine in parecchi non si sono divertiti. L'esempio viene dal Team Colombia, che già in cima ne lascia due al proprio destino. Il primo è Chalapud: lo scorso anno lo ricordiamo battagliero al limite della lite (screzio con pirazzi nella tappa verso Firenze), stavolta già sembra spompato. Ma a parte questa curiosità, è un susseguirsi di situazioni poco preventibabili. Uno dei più attesi costretto all'abbandono, il secondo favorito in netto ritardo. Se il buongiorno si vede dal mattino...
ORDINE D'ARRIVO DELLA PRIMA TAPPA
1 - Orica-GreenEDGE 24'42''
2 - Omega Pharma-Quickstep a 5''
3 - BMC a 7''
4 - Tinkoff-Saxo a 23''
5 - Sky a 37''
6 - Astana a 38''
7 - Cannondale a 53''
8 - Movistar a 55''
9 - Giant-Shimano a 56''
10 - AG2r-La Mondiale a 58''
11 - Trek a 1'00''
12 - Neri Sottoli a 1'01''
13 - Belkin a 1'01''
14 - Bardiani-CSF a 1'07''
15 - Androni-Venezuela a 1'14''
16 - FDJ. fr a 1'18''
17 - Lampre-Merida a 1'20''
18 - Colombia a 1'23''
19 - Katusha a 1'33''
20 - Lotto-Belisol a 1'34''
21 - Europcar a 1'48''
22 - Garmin-Sharp a 3'26''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Svein Tuft (CAN-Orica)
2 - Luke Durbridge (AUS-Orica) s. t.
3 - Pieter Weening (NED-Orica) s. t.
4 - Cameron Meyer (AUS-Orica) s. t.
5 - Michael Matthews (AUS-Orica) s. t.
6 - Ivan Santaromita (ITA-Orica) s. t.
7 - Pieter Serry (BEL-Omega Pharma) a 5''
8 - Gianluca Brambilla (ITA-Omega Pharma) a 5''
9 - Rigoberto Uran (COL-Omega Pharma) a 5''
10 - Serve Pauwels (BEL-Omega Pharma) a 5''