Giro d'Italia, Kittel domina lo sprint
Matthews nuova maglia rosa
Nel secondo giorno irlandese a Belfast, volata vinta nettamente dal favorito tedesco con un gran numero nel finale: secondo Bouhanni, poi quattro italiani. Cambio al vertice: l'australiano prende il posto del compagno di squadra Tuftdi LUIGI PANELLA
BELFAST - Una lingua d'asfalto di duecentosettanta metri dopo una curva secca, difficile. Roba da piccoletti che sguazzano sulla strada viscida di Belfast. Sembra roba da Bouhanni, un coraggioso che ama la boxe quasi più del ciclismo. Non sembra invece roba da Marcel Kittel, un marcantonio che ha bisogno di tanto rettilineo per sprigionare la sua potenza. Dopo la curva sembra che vada così. Il tedesco gira intorno alla decima posizione, non ha più compagni in grado di pilotarlo, e invece... Invece riavvia il motore in un batter d'occhio, recupera posizioni e va a vincere praticamente per distacco. Da tiranno. Tutto comunque, meno che una sorpresa: è lui il velocista da battere in questo Giro. Non male gli italiani: Nizzolo è terzo, Viviani quarto con rimpianto, poi Ferrari e Belletti. In pratica, tutti con potenzialità di azzeccare prima o poi la voltata giusta.
Rimpianto Viviani, perchè quando Tjallingii, ultimo superstite della fuga di…
Rimpianto Viviani, perchè quando Tjallingii, ultimo superstite della fuga di…
BELFAST - Una lingua d'asfalto di duecentosettanta metri dopo una curva secca, difficile. Roba da piccoletti che sguazzano sulla strada viscida di Belfast. Sembra roba da Bouhanni, un coraggioso che ama la boxe quasi più del ciclismo. Non sembra invece roba da Marcel Kittel, un marcantonio che ha bisogno di tanto rettilineo per sprigionare la sua potenza. Dopo la curva sembra che vada così. Il tedesco gira intorno alla decima posizione, non ha più compagni in grado di pilotarlo, e invece... Invece riavvia il motore in un batter d'occhio, recupera posizioni e va a vincere praticamente per distacco. Da tiranno. Tutto comunque, meno che una sorpresa: è lui il velocista da battere in questo Giro. Non male gli italiani: Nizzolo è terzo, Viviani quarto con rimpianto, poi Ferrari e Belletti. In pratica, tutti con potenzialità di azzeccare prima o poi la voltata giusta.
Rimpianto Viviani, perchè quando Tjallingii, ultimo superstite della fuga di giornata, si ostina pericolosamente a non mollare, la Cannondale del bresciano dà una tirata feroce, quasi nervosa: vero, è un attestato di fiducia importante per lo sprinter, ma al tempo stesso c'è il sacrificio di uomini che potevano risultare decisivi. In pratica, scelta coraggiosa ed al tempo stesso opinabile. Oltre a Kittel, l'altro uomo del giorno è Michael Matthews, che sfila la maglia rosa al compagno di squadra Tuft: il tempo è identico, decidono le posizioni di arrivo. Un rosa diverso comunque: da Tuft, il selvaggio amico delle stelle, disincantato, sempre al servizio degli altri, a Matthews, un nome già importante, con la maglia di campione del mondo under 23 e un paio di tappe alla Vuelta esposte in bacheca.
Una tappaccia, termine non certo indirizzato al fascino dei luoghi o al calore eccezionale delle gente. Pioggia a catinelle per lunghi tratti, vento nella fase trascorsa lungo la costa, strade non sempre larghe nel finale, una lunghezza ragguardevole di 219 km. Classica frazione in cui per fortuna non c'è uno che si mette in testa di emulare van Looy, con ritmi folli scatenati a sorpresa dove meno te lo aspetti, altrimenti diventerebbe un inferno per tutti. Dei tanti km, la maggior parte se le fanno in avanscoperta quattro uomini: la maglia rosa virtuale è italiana, Andrea Fedi. Con lui ci sono il belga Armee, il colombiano Romero e l'olandese Tjallingii, che ogni volta che va in fuga fa uno spot a chi sceglie vegetariano. Sembra però, stando a sue dichiarazioni, che non lo sia per scelta: semplicemente non sopporta nè carne, nè pesce. Comunque sia, funziona: due Gpm - poco più di cavalcavia, d'accordo -, li vince entrambi e si prende la maglia azzurra di leader della montagna. Inoltre è l'ultimo a mollare tra i quattro, con una tenacia tale che, come detto, frega indirettamente Viviani.
Quindi l'epilogo 'tirannico' di Kittel che quasi minimizza: "Ho avuto qualche difficoltà, ho cercato di gestire la corsa nel finale per giocarmi la volata. Non è stato facile, sono orgoglioso del lavoro fatto dalla mia squadra". Non sta nella pelle la maglia rosa Matthews: "Non me l'aspettavo, è qualcosa di incredibile abbiamo lavorato tre anni per un risultato così. Ieri abbiamo fatto una cronosquadre perfetta - spiega il 23enne australiano - ed oggi abbiamo ottenuto un risultato straordinario. Avevo in mente di prendere la maglia nella sesta o settima tappa, è arrivata adesso e farò il possibile per mantenerla sino al ritorno in Italia".
ORDINE D'ARRIVO
1. Marcel Kittel (Ger) in 5h13'12"
2. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
3. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
4. Elia Viviani (Ita) s.t.
5. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
6. Manuel Belletti (Ita) s.t.
7. Ben Swift (Gbr) s.t.
8. Michael Matthews (Aus) s.t.
9. Davide Appollonio (Ita) s.t.
10. Tyler Farrar (Usa) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Michael Matthews (Aus, Orica) in 5h37'54"
2. Luke Durbridge (Aus, Orica) a 0'03"
3. Ivan Santaromita (Ita, Orica) s.t.
4. Sven Tuft (Can) s.t.
5. Pieter Weening (Ned) s.t.
6. Camerun Meyer (Aus) s.t.
7. Rigoberto Uran Uran (Col) a 0'08"
8. Gianluca Brambilla (Ita) s.t.
9. Pieter Serry (Bel) s.t.
10. Alessandro Petacchi (Ita) s.t.
14. Cadel Evans (Aus) a 0'10"
23. Nicolas Roche (Irl) a 0'26"
32. Dario Cataldo (Ita) a 0'38"
35. Salvatore Puccio (Ita) s.t.
38. Michele Scarponi (Ita) a 0'41"
39. Fabio Aru (Ita) s.t.
40. Enrico Gasparotto (Ita) s.t.
57. Nairo Quintana (Col) a 0'58"
73. Domenico Pozzovivo (Ita) a 1'01"
Rimpianto Viviani, perchè quando Tjallingii, ultimo superstite della fuga di giornata, si ostina pericolosamente a non mollare, la Cannondale del bresciano dà una tirata feroce, quasi nervosa: vero, è un attestato di fiducia importante per lo sprinter, ma al tempo stesso c'è il sacrificio di uomini che potevano risultare decisivi. In pratica, scelta coraggiosa ed al tempo stesso opinabile. Oltre a Kittel, l'altro uomo del giorno è Michael Matthews, che sfila la maglia rosa al compagno di squadra Tuft: il tempo è identico, decidono le posizioni di arrivo. Un rosa diverso comunque: da Tuft, il selvaggio amico delle stelle, disincantato, sempre al servizio degli altri, a Matthews, un nome già importante, con la maglia di campione del mondo under 23 e un paio di tappe alla Vuelta esposte in bacheca.
Una tappaccia, termine non certo indirizzato al fascino dei luoghi o al calore eccezionale delle gente. Pioggia a catinelle per lunghi tratti, vento nella fase trascorsa lungo la costa, strade non sempre larghe nel finale, una lunghezza ragguardevole di 219 km. Classica frazione in cui per fortuna non c'è uno che si mette in testa di emulare van Looy, con ritmi folli scatenati a sorpresa dove meno te lo aspetti, altrimenti diventerebbe un inferno per tutti. Dei tanti km, la maggior parte se le fanno in avanscoperta quattro uomini: la maglia rosa virtuale è italiana, Andrea Fedi. Con lui ci sono il belga Armee, il colombiano Romero e l'olandese Tjallingii, che ogni volta che va in fuga fa uno spot a chi sceglie vegetariano. Sembra però, stando a sue dichiarazioni, che non lo sia per scelta: semplicemente non sopporta nè carne, nè pesce. Comunque sia, funziona: due Gpm - poco più di cavalcavia, d'accordo -, li vince entrambi e si prende la maglia azzurra di leader della montagna. Inoltre è l'ultimo a mollare tra i quattro, con una tenacia tale che, come detto, frega indirettamente Viviani.
Quindi l'epilogo 'tirannico' di Kittel che quasi minimizza: "Ho avuto qualche difficoltà, ho cercato di gestire la corsa nel finale per giocarmi la volata. Non è stato facile, sono orgoglioso del lavoro fatto dalla mia squadra". Non sta nella pelle la maglia rosa Matthews: "Non me l'aspettavo, è qualcosa di incredibile abbiamo lavorato tre anni per un risultato così. Ieri abbiamo fatto una cronosquadre perfetta - spiega il 23enne australiano - ed oggi abbiamo ottenuto un risultato straordinario. Avevo in mente di prendere la maglia nella sesta o settima tappa, è arrivata adesso e farò il possibile per mantenerla sino al ritorno in Italia".
ORDINE D'ARRIVO
1. Marcel Kittel (Ger) in 5h13'12"
2. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
3. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
4. Elia Viviani (Ita) s.t.
5. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
6. Manuel Belletti (Ita) s.t.
7. Ben Swift (Gbr) s.t.
8. Michael Matthews (Aus) s.t.
9. Davide Appollonio (Ita) s.t.
10. Tyler Farrar (Usa) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Michael Matthews (Aus, Orica) in 5h37'54"
2. Luke Durbridge (Aus, Orica) a 0'03"
3. Ivan Santaromita (Ita, Orica) s.t.
4. Sven Tuft (Can) s.t.
5. Pieter Weening (Ned) s.t.
6. Camerun Meyer (Aus) s.t.
7. Rigoberto Uran Uran (Col) a 0'08"
8. Gianluca Brambilla (Ita) s.t.
9. Pieter Serry (Bel) s.t.
10. Alessandro Petacchi (Ita) s.t.
14. Cadel Evans (Aus) a 0'10"
23. Nicolas Roche (Irl) a 0'26"
32. Dario Cataldo (Ita) a 0'38"
35. Salvatore Puccio (Ita) s.t.
38. Michele Scarponi (Ita) a 0'41"
39. Fabio Aru (Ita) s.t.
40. Enrico Gasparotto (Ita) s.t.
57. Nairo Quintana (Col) a 0'58"
73. Domenico Pozzovivo (Ita) a 1'01"