Sport

Giro, super Kittel concede il bis
Matthews conserva la maglia rosa

Kittel in maglia rossa passa Switf e Viviani (ansa)
Ancora una prodezza del tedesco, che sul traguardo di Dublino sfodera una volata straordinaria rimontando Swift e Viviani. Non cambia quasi nulla nella classifica generale. Lunedì di riposo, si riparte martedì dall'Italia
di LUIGI PANELLA
3 minuti di lettura
DUBLINO - Il terzo uomo. Una 'esse' a trecentocinquanta metri dal traguardo, arriva dopo una strada che sembra un imbuto. La Cannondale lavora bene per Elia Viviani, lo mantiene davanti. Lo stesso fa il Team Sky per Ben Swift. Il palcoscenico finale è tutto loro, sembra. Meglio Viviani, sembra, poi spunta Swift che passa e sembra sorridere, sembra... Ma c'è il terzo uomo, ha la maglia rossa, sembra non avere chance, è dietro trenta metri. E' la volata dei 'sembra', delle impressioni sbagliate. Quel terzo uomo infatti è Marcel Kittel. Come a Belfast racchiude le energie e le sprigiona negli ultimi 200 metri, passando tutti a doppia velocità. Vittoria esaltante, manca però la forza di esultare: il tedescone si getta a terra in lacrime, quasi un crollo fisico dopo uno sforzo disumano. E' il paradosso: due volate completamente sbagliate trasformate in capolavoro, oggi tra l'altro proprio nel giorno del 26esimo compleanno. Poco da segnalare per la classifica generale: Michael Matthews si trasferirà in Italia, da dove si riparte martedì, con la maglia rosa addosso. Il 'poco' sono gli 11 secondi che dividono i primi 32 dagli altri, con il gruppo frazionato in vista della volata. Tra gli accredidati, ne beneficiano solo Scarponi, Majka e Kiserlovski.

Adrenalina pura a Dublino dunque, dopo una giornata senza grossi episodi. Altra inzuppata per il gruppo. Il maltempo, sostanzialmente evitato nelle Ardenne e sul pavè, i corridori se lo beccano tutto in Irlanda: ci sono persino i mulini a vento di Skerries a dare quel tocco che sa di classica. Tanta acqua (ma all'arrivo c'è il sole), per capire quanto sia gradita ai corridori basta scrutarne i volti, testimoni di un umore che sembra il cielo d'Irlanda. A conti fatti però, ne è valsa la pena. Il ciclismo ormai è fenomeno planetario, lo dice l'entusiasmo straordinario di un popolo che prima di Sean Kelly e Stephen Roche non aveva riferimenti in fatto di bici, ma ora affolla le strade. Inoltre, anche se c'è il rischio della retorica, è importante il messaggio di unità lanciato da una tre giorni iniziata a Belfast e conclusa a Dublino: prosegue un segnale di unione partito dal rugby, in fondo i terribili 'Troubles' nordirlandesi non sono poi così lontani.
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Nel drappello che, come da copione, prende il largo - si fa per dire -, il più determinato è l'olandese vegetariano Tjallingii: non tanto per la rosa virtuale, indossata per un po' di km, quando per dare altro fiato a quella che sembra la sua missione in questo Giro, la maglia azzurra della montagna. Con lui il belga Dockx , il venezuelano Godoy, il campione di Colombia Rubiano Chavez e l'italiano Cecchinel, inizialmente fuori dalla fuga ma presumibilmente ricacciato dentro dalle grida del suo ds Scinto.

E' il fair play che tiene a galla la fuga. Scarponi (ma l'epilogo sarà dolce), Gasparotto, Agnoli, e poi anche la maglia rosa Matthews. Tutti a terra, ma il gruppo 'ovviamente' non scatena inutili faide, aspettandoli e dando un po' di spazio ulteriore ai fuggitivi. Discorso diverso dopo una rotonda, quando Niemiec colleziona un'altra caduta (polacco sfortunato o disattento, punti di vista) e il rientro se lo deve sudare. Nel momento decisivo comunque tutti insieme. Chi fatica per tenere davanti i capitani, chi per lanciare la volata agli sprinter. La Giant Shimano le mosse le azzecca solo parzialmente, ma con un Kittel così te lo puoi anche permettere.

"Ho dato il cento per cento così come la mia squadra, ma contro questo Kittel purtroppo non c'è stato molto da fare", commenta realisticamente Elia Viviani. "I km finali erano molto tecnici e i miei compagni hanno gestito la volata in maniera perfetta, mi spiace solo non aver finalizzato. Lanciato lo sprint con Swift pensavo fosse un testa a testa, poi ho visto Kittel sfrecciare. So che la prestazione è stata buona e l'unico modo che ho per cercare di batterlo è provare e riprovare. La condizione c'è e credo di averlo dimostrato anche oggi. Spero che da Bari in poi le condizioni meteo siano anche migliori, non ho intenzione di perdere neanche un'occasione".

"Ho mettesso nei pedali ogni goccia di energia", racconta Kittel. "La mia squadra ha iniziato a lavorare molto presto perchè sapevamo che nel finale la sede stradale si sarebbe ristretta, quindi il numero di uomini a mia disposizione per gli ultimi 2 km era ridotto, per questo ero un po' indietro nel finale ma non volevo rialzarmi. Ho fatto uno sforzo incredibile, è stata quasi un'azione di attacco più che una volata, per la stancehzza mi sono sdraiato a terra dopo il traguardo"

ORDINE D'ARRIVO
1 - Marcel Kittel (GER-Giant)
2 - Ben Swift (GBR-Sky) s. t.
3 - Elia Viviani (ITA-Cannondale) s. t.
4 - Davide Appollonio (ITA-Ag2r) s. t.
5 - Nacer Bouhanni (FRA-FDJ) s. t.
6 - Edvald Boasson Hagen (NOR-Sky) s. t.
7 - Roberto Ferrari (ITA-Lampre) s. t.
8 - Edwin Avila (COL-Colombia) s. t.
9 - Giacomo Nizzolo (ITA-Trek) s. t.
10 - Tyler Farrar (USA-Garmin) s. t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Michael Matthews (AUS-Orica)
2 - Alessandro Petacchi (ITA-Omega Pharma) a 8''
3 - Daniel Oss (ITA-BMC) a 10''
4 - Luke Durbridge (AUS-Orica) a 14''
5 - Ivan Santaromita (ITA-Orica) a 14''
6 - Svein Tuft (AUS-Orica) a 14''
7 - Pieter Weening (NED-Orica) a 14''
8 - Rigoberto Uran (COL-Omega Pharma) a 19''
9 - Pieter Serry (BEL-Omega Pharma) a 19''
10 - Serge Pauwels (BEL-Omega Pharma) a 19''

 
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