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Giro d'Italia, Bouhanni fa tris allo sprint. Evans resta in maglia rosa

Bouhanni  precede Nizzolo sul traguardo (afp)
A Salsomaggiore vince ancora il francese, che precede Nizzolo (secondo per la terza volta) e Matthews. Non cambia nulla in classifica generaledi LUIGI PANELLA
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SALSOMAGGIORE TERME - E' un Giro, che quando si tratta di volate, va a cicli. Prima il cannibale era Marcel Kittel, poi quando il tedesco tutto muscoli si è impaurito per una febbretta, è scoppiata l'era di Nacer Bouhanni. Il francese, dopo aver primeggiato sull'asfalto saponetta di Bari e piazzato il bis a Foligno, vince anche a Salsomaggiore. Volata esplosiva, nella quale Bouhanni batte in maniera molto netta colui che, ogni volata che passa, accresce la candidatura a eterno secondo: Giacomo Nizzolo è già alla terza piazza d'onore. Completa il podio Michael Matthews, evidentemente ancora non pago della bella esperienza in rosa. A proposito di rosa, tranquilla difesa di Cadel Evans, ma con il neo. Una caduta infatti gli toglie di mezzo un luogotenente importante, soprattutto nei tratti pianeggianti, come il belga Eijssen. "Mi mancherà una pedina importante. Nel 2009 era uno stagista, ora è migliorato - spiega il leader della generale -…
SALSOMAGGIORE TERME - E' un Giro, che quando si tratta di volate, va a cicli. Prima il cannibale era Marcel Kittel, poi quando il tedesco tutto muscoli si è impaurito per una febbretta, è scoppiata l'era di Nacer Bouhanni. Il francese, dopo aver primeggiato sull'asfalto saponetta di Bari e piazzato il bis a Foligno, vince anche a Salsomaggiore. Volata esplosiva, nella quale Bouhanni batte in maniera molto netta colui che, ogni volata che passa, accresce la candidatura a eterno secondo: Giacomo Nizzolo è già alla terza piazza d'onore. Completa il podio Michael Matthews, evidentemente ancora non pago della bella esperienza in rosa. A proposito di rosa, tranquilla difesa di Cadel Evans, ma con il neo. Una caduta infatti gli toglie di mezzo un luogotenente importante, soprattutto nei tratti pianeggianti, come il belga Eijssen. "Mi mancherà una pedina importante. Nel 2009 era uno stagista, ora è migliorato - spiega il leader della generale -. E' un gran peccato, una sfortuna per la squadra e la sua crescita".

Nel complesso, dopo il giorno di riposo, tappa soft, di quelle che non rischiano di restare indigeste nei polpacci. Una tavola fino a 7 km dal traguardo, quando c'è uno strappetto cui segue una discesa da starci comunque attenti. Si parte da Modena, verso Salsomaggiore, frazione carica di significati simbolici. C'è la dedica a Gino Bartali, che a Salsomaggiore vinse nel 1936 nel suo primo Giro da trionfatore, davanti ad uno come Giuseppe Olmo che pure in quell'edizione conquistò dieci tappe. Traguardo grandi firme, perché se è vero che l'ultima volta, nel 1988 vinse un onesto velocista come Paolone Rosola, qui ha lasciato il segno anche gente come Francesco Moser e Jacques Anquetil. Inoltre Modena, sede di partenza, lo fu di arrivo il giorno in cui Fausto Coppi mel 1940 indossò per la prima volta la maglia rosa e lanciò la sua cavalcata leggendaria.

Tornando alla corsa, situazione immutata per tantissimi km. Partono Andrea Fedi e Marco Bandiera al pronti via, non è una novità. I due spesso stanno davanti e si contendono la speciale leadership del corridore battagliero: i due 'litiganti' passano primi a Brescello, patria di Peppone e Don Camillo e testimonianza di una Italia contadina che viveva di ciclismo. Al gruppo i due davanti stanno benissimo tanto: vengono concessi quasi nove minuti di vantaggio, dietro le squadre dei velocisti stanno attente a non andarli a riprendere troppo presto. Ovviamente poi li prendono, e le schermaglie conseguenti sono molto interessanti. Lo strappetto è preso con un ritmo forsennato dal team Sky: in particolare Boasson Hagen cerca di fiaccare gli altri velocisti per favorire Swift. Bouhanni sembra soffrire un po', ma è tutta apparenza: sta attento a non andare fuori giri ed al momento giusto rientra tra i primi.

C'è anche una caduta nell'ultima curva prima del rettilineo. E' Farrar che fa cadere Viviani ed altri che seguono, ma va detto che probabilmente quella decina di uomini non coinvolti, avrebbero comunque avuto l'esclusiva della volata. "E' sempre così, dopo il giorno di riposo - altra analisi di Evans -. Cento chilometri piatti e col sole, alla fine tutti hanno energie e vogliono buttarsi dentro, e spesso succede". Buono lo spunto finale di Nizzolo: sa che Bouhanni ha una marcia in più e parte fortissimo alla transenne giocando la carta dell'anticipo. Niente da fare però, il francese che ama la boxe piazza un gancio corto e vince ancora per ko. "Facile? No, una vittoria non è mai facile...- spiega Bouhanni -. Nel finale la velocità era altissima, ho preso la scia di Nizzolo ai 200 metri dalla fine, mi sono incollato alla sua ruota e sono riuscito a passargli davanti. Sono felice per la mia terza vittoria, ora il mio obiettivo in questo Giro è la maglia rossa".

ORDINE D'ARRIVO DELLA DECIMA TAPPA
1. Nacer Bouhanni (Fra, Fdj) in 4h01'13"
2. Giacomo Nizzolo (Ita, Trek) s.t.
3. Michael Matthews (Aus, Orica) s.t.
4. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
5. Enrico Battaglin (Ita) s.t.
6. Vladimir Gusev (Rus) s.t.
7. Albert Timmer (Ned) s.t.
8. Ben Swift (Gbr) s.t.
9. Cadel Evans (Aus) s.t.
10. Mauro Finetto (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Cadel Evans (Aus, Bmc) in 42h50'47"
2. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) a 0'57"
3. Rafal Majka (Pol, Tinkoff) a 1'10"
4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 1'20"
5. Steve Morabito (Sui) a 1'31"
6. Fabio Aru (Ita) a 1'39"
7. Diego Ulissi (Ita) a 1'43"
8. Wilco Kelderman (Ned) a 1'44"
9. Nairo Alexander Quintana (Col) a 1'45"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 1'49"
11. Ivan Basso (Ita) a 2'01"
12. Pierre Rolland (Fra) a 2'56"