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Giro d'Italia, Uran domina la crono e prende la maglia rosa. Ulissi stupisce ancora

Rigoberto Uran in maglia rosa (lapresse)
Il colombiano è sensazionale nei 42 km da Barbaresco a Barolo: batte Evans e gli strappa la leadership. Dietro arriva il toscano, che sfodera una nuova prestazione di grande livello. Male Quintana. Pozzovivo benino, ma quanti rimpianti
di LUIGI PANELLA
3 minuti di lettura
BAROLO - Era stato dipinto come raffinato intenditore di vino, Cadel Evans. Ma proprio sui 42 km della reclamizzatissima crono 'enologica' da Barbaresco a Barolo, riemergono vecchi tormenti con la corsa rosa, con la maglia rosa. L'australiano la molla proprio sul terreno che doveva essere il preferito, sciogliendosi in salita, sbagliando la discesa, andando in bambola anche sotto il profilo psicologico. Tutto l'esatto contrario di un colombiano, ma non di quello che ti aspetti. L'atteso Nairo Quintana si difendicchia poco e male. Il nuovo leader del Giro invece è Rigoberto Uran, che sfodera la crono perfetta. La sfida contro gli altri pretendenti alla vittoria finale, il buon Rigoberto la vince per ko. L'unico che, restando alla metafora pugilistica, viene sconfitto ai punti è Diego Ulissi: prova stupenda del toscano, che per parecchio tempo culla anche il sogno della vittoria. Lo frega la discesa che segue la prima salita, la fresca memoria della brutta caduta del giorno prima: rallenta al punto tale che Cunego, in precedenza passato con disinvoltura, lo riprende e supera. Però resta una prestazione eccezionale, una metà Giro da sballo. E' il nostro probabile futuro delle corse in linea e chissà che anche al Giro... "Quando la condizione c'è si riesce ad andare forte - spiega Ulissi - . In discesa sono andato piano, ma avevo paura di ricadere e farmi davvero male. Ho spinto forte in salita, ci ho creduto, sono davvero felice".

POZZOVIVO, CHE RIMPIANTO - ''Sono andato molto bene in salita, poi in discesa ho evitato di prendere rischi''. Dichiarazione quasi fotocopia. Parole sacrosante se dette da Ulissi, molto meno se partono da Domenico Pozzovivo. Il lucano ricorda lo scalatore spagnolo vecchia maniera, di quelli tascabili che in salita aggrediscono la strada come aquile ma poi vanno in depressione nelle picchiate. Rappresenta il grande rimpianto della giornata. Complessivamente va benino, ma poteva cambiare completamente dimensione. Insomma, in discesa si ferma proprio, i numeri parlano chiaro: primo intermedio dopo 12 km con una quindicina di secondi su Uran, ma già al secondo, dopo la discesa su pendenze tutto sommato dolci, accusa oltre un minuto. Per non parlare poi del finale. Ripetiamo, discreta prova che fa ben sperare in vista delle salite, ma poteva veramente essere la svolta.
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BRIVIDO LUDVIGSSON - Analisi di una crono complicata. Ci sono tratti per specialisti puri, ma non tanti. C'è salita, discesa, l'ultima con una curva a imbuto prima della picchiata su una strada molto stretta. E poi c'è la pioggia, che risparmia i big ma non ha pietà per chi è partito prima. Il grosso brivido lo offre suo malgrado Tobias Ludvigsson. Lo svedese scivola sul viscido di una curva saltando di netto il guard rail e finendo su un prato sottostante, molti metri lontano dalla sua bicicletta che assume un inquietante aspetto deforme. Insomma, un tracciato in cui puoi esaltare o compromettere tutto. Si esalta Uran, che sorprende perfino se stesso: "Sono senza parole, sono sorpreso da quello che ho fatto. Ho lavorato tanto a cronometro, è da dicembre che ci lavoro, ho avuto l'appoggio speciale della squadra, non pensavo di vincere ma siamo stati anche fortunati visto che non pioveva tanto quando sono partito, è andata meglio di quanto ci aspettassimo".

EVANS PERDE MA NON DEMORDE - Non demorde invece Evans: "Siamo ancora tutti lì e il Giro prende ora un altro modo di correre. Uran è stato un fuoriclasse rispetto a tutti noi, che siamo stati abbastanza vicini nei tempi e regolari. Avevo visto che era tra quelli che pedalava meglio, era il più adatto al percorso anche se non mi aspettavo che andasse così forte. Io, invece, non sono riuscito a dare il massimo". Trentasette ora i secondi da recuperare nella generale: "Sono messo bene, siamo in gioco e forse essere secondo è anche meglio in vista delle montagne". Preso atto di questo avvertimento dell'australiano, dell'emergente olandese Kelderman (è un regolarista, quinto posto per lui) e dell'imperscrutabile Majka (il polacco non lo noti mai, intanto è terzo nella generale), uno sguardo agli altri italiani attesi. Malissimo Basso, mai in gara su nessun settore, da rivedere Aru. Perde ma non crolla, distribuisce male le energie ed in discesa (sbandata da brivido) rischia troppo. Sconfitta di inesperienza, da rivedere sulle montagne: "Ho ancora tanto da imparare ed avrò tempo in futuro di farlo - analizza il sardo -. Al mio fianco ho delle persone che mi insegnano, e questa è una fortuna"

ORDINE D'ARRIVO
1. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) in 57'34"
2. Diego Ulissi (Ita, Lampre) a 1'17"
3. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 1'34"
4. Rafal Majka (Pol) a 1'39"
5. Gianluca Brambilla (Ita) a 1'53"
6. Wouter Poels (Ned) a 2'00"
7. Wilco Kelderman (Ned) a 2'03"
8. Thomas De Gendt (Bel) a 2'07"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 2'09"
10. Patrick Gretsch (Ger) a 2'12"
11. Dario Cataldo (Ita) a 2'23"
13. Nairo Quintana (Col) a 2'41"
16. Fabio Aru (Ita) a 2'55"
17. Damiano Cunego (Ita) a 3'04"
18. Matteo Rabottini (Ita) a 3'09"
19. Stefano Pirazzi (Ita) a 3'20"
29. Robert Kiserlovski (Cro) a 3'49"
30. Ivan Basso (Ita) a 4'05"
CLASSIFICA GENERALE
1. Rigoberto Uran Uran (Col) 49h 37'35"
2. Cadel Evans (Aus) a 0'37"
3. Rafal Majka (Pol) a 1'52"
4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 2'32"
5. Wilco Kelderman (Ola) a 2'50"
6. Nairo Quintana (Col) a 3'29"
7. Fabio Aru (Ita) a 3'37"
8. Wouter Poels (Ola) a 4'06"
9. Steve Morabito (Svi) a 4'20"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 4'41"
11. Ivan Basso (Ita) a 5'09"
13. Gianluca Brambilla (Ita) a 5'57"
14. Diego Ulissi (Ita) a 6'24"
20. Damiano Cunego (Ita) a 8'42"




 
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