Giro, i velocisti si fanno i dispetti: a sorpresa vince Canola. Uran resta in maglia rosa
In una frazione che sembrava destinata alla volata, gli sprinter giocano a nascondino e arriva a sorpresa la fuga: se la giocano in tre, vince il vicentino. Non cambia nulla nella classifica generaledi LUIGI PANELLA
RIVAROLO CANAVESE - Ha perso Bouhanni o i grandi sconfitti di giornata sono i vari Nizzolo, Viviani e compagnia? Nella tappa in cui la scommessa sulla volata non aveva quota, arriva contro ogni pronostico la fuga da lontano. Tanto di guadagnato per Marco Canola, 25 anni da Vicenza: una vittoria che per lui rappresenta la storia. In precedenza aveva alzato le mani solamente una volta, in Malesia: con tutto il rispetto, questa è tutta un'altra cosa. Canola precede in una volata a tre il colombiano Jackson Rodriguez e il francese Tulik. Quelli che fanno loro compagnia per lunghi tratti della corsa (Romero, Belkov, Dockx), non ci credono più di tanto, ed alla fine per loro il rammarico è doppio. Velocisti, che succede? In una delle ultime chance per piazzare una volata, in troppi vogliono giocare a poker invece di mettersi a tirare decisamente.
Bouhanni, forte di tre vittorie, non se la sente di mettere alla frusta la sua squadra, quanto meno non vuole tutto il peso d…
Bouhanni, forte di tre vittorie, non se la sente di mettere alla frusta la sua squadra, quanto meno non vuole tutto il peso d…
RIVAROLO CANAVESE - Ha perso Bouhanni o i grandi sconfitti di giornata sono i vari Nizzolo, Viviani e compagnia? Nella tappa in cui la scommessa sulla volata non aveva quota, arriva contro ogni pronostico la fuga da lontano. Tanto di guadagnato per Marco Canola, 25 anni da Vicenza: una vittoria che per lui rappresenta la storia. In precedenza aveva alzato le mani solamente una volta, in Malesia: con tutto il rispetto, questa è tutta un'altra cosa. Canola precede in una volata a tre il colombiano Jackson Rodriguez e il francese Tulik. Quelli che fanno loro compagnia per lunghi tratti della corsa (Romero, Belkov, Dockx), non ci credono più di tanto, ed alla fine per loro il rammarico è doppio. Velocisti, che succede? In una delle ultime chance per piazzare una volata, in troppi vogliono giocare a poker invece di mettersi a tirare decisamente.
Bouhanni, forte di tre vittorie, non se la sente di mettere alla frusta la sua squadra, quanto meno non vuole tutto il peso dell'inseguimento. Gli altri, forti di altrettante sconfitte,a loro volta non sentono l'esigenza di dare una mano. I demeriti vanno a nostro avviso ripartiti, non in parti uguali. Bouhanni responsabile, ma meno degli altri. In fondo il lavoro della FDJ.fr c'è stato nella parte centrale di gara, ma è evidente che gli altri hanno avuto paura del francese. Magari con un fondo di ragione (il francese ha vinto anche la volata per il quarto posto), ma se i vari Nizzolo e Viviani si accontentano di non far vincere Bouhanni più che vincere loro, la situazione è decisamente modesta.
Dunque finale a sorpresa al termine dei 157 km da Fossano a Rivarolo Canavese: strade piemontesi, tradizionalmente depositarie di storia ciclistica. Gli indizi sono tanti e vanno tutti verso lo sprint, a partire dal percorso pianeggiante. L' eccezione è tale per modo di dire: la salita di Rivara, un km con una pendenza massima del 12% ma una media dolcissima intorno al 5%, è poca cosa. Altri indizi. E' una frazione compressa tra lo sforzo tremendo - almeno per i big - della crono emologica verso Barolo e un weeek end con salite insidiosissime. E anche la dinamica della fuga sembrerebbe indicativa. Nessun tourbillon per gli attaccanti, che vengono fatti partire subito confidando - con senno del poi apparentemente - di tenere tutto controllo. Tra i battistrada il più titolato è Belkov, non a caso già vincitore al Giro, lo scorso anno nella piovosa tappa di Firenze. Non è però il più convinto, visto che perde l'attimo quando Canola dà una prima scrematura.
Capitolo maltempo, ormai di prassi in questo Giro. Di pioggia ne cade tanta, sconfina anche nella grandine. Con il gruppo è una specie di gioco a nascondino, con la perturbazione che per fortuna - anche se di poco - ne anticipa il passaggio. Insomma. strada bagnata, ma di acqua addosso stavolta i corridori ne prendono in quantità limitata. Tutte situazioni che lasciano indifferente Rigoberto Uran, che può godersi agevolmente il suo primo giorno in rosa: anche perchè se il primato ha un sapore speciale per tutti, forse ne ha ancora di più per chi ha avuto una infanzia povera ed ha perso il padre, capitato per caso in una sparatoria tra narcotrafficanti. Certo, il colombiano sta attento, scortato dalla squadra, ma la tappa spetta ad altri attori.
Uno sguardo al finale. Canola a dire il vero commette due ingenuità. La prima è quando - mancano 4 km all'arrivo - cerca di levarsi da torno i due compagni di avventura. Il secondo è quando imposta una volata lunghissima, rischiando il ritorno di Jackson Rodriguez. Gli restano comunque le energie per tenere, a conti fatti è giusto così. "Da giovane - racconta un raggiante Canola - avevo conquistato sette successi e avevo fatto buone cose anche al primo anno da dilettante. Poi ho perso mio padre, a cui dedico la vittoria, e ho dovuto fare i conti con tanti ostacoli. Mi sono ritrovato grazie alla vicinanza delle persone giuste e in particolare di mio cugino Nerino Bordin (fratello dell'olimpionico Gelindo) che è stato come un fratello per me. Oggi ho avuto anche fortuna, ma quante volte in passato mi hanno ripreso ai 200 metri...". Canola parla anche di come sia cambiato il suo modo di vedere le cose: "Prima ero più cinico, ora sono più generoso con i compagni. Ho capito che contano i risultati, ma ancor di più essere una brava persona".
ORDINE D'ARRIVO
1. Marco Canola (Ita, Bardiani) in 3h37'20"
2. Jackson Rodriguez (Ven, Androni) s.t.
3. Angelo Tulik (Fra, Europcar) s.t.
4. Nacer Bouhanni (Fra) a 0'11"
5. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
6. Elia Viviani (Ita) s.t.
7. Luka Mezgec (Slo) s.t.
8. Ben Swift (Gbr) s.t.
9. Tyler Farrar (Usa) s.t.
10. Borut Bozic (Slo) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) in 53h15'06"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 37"
3. Rafal Majka (Pol, Tinkoff) a 1'52"
4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 2'32"
5. Wilco Kelderman (Ned) a 2'50"
6. Nairo Alexander Quintana (Col) a 3'29"
7. Fabio Aru (Ita) a 3'37"
8. Wouter Poels (Ned) a 4'06"
9. Steve Morabito (Sui) a 4'20"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 4'41"
11. Ivan Basso (Ita) a 5'09"
12. Pierre Rolland (Fra) a 5'45"
13. Gianluca Brambilla (Ita) a 5'57"
14. Diego Ulissi (Ita) a 6'24"
15. Matteo Rabottini (Ita) a 6'48"
20. Damiano Cunego (Ita) a 8'42"
Bouhanni, forte di tre vittorie, non se la sente di mettere alla frusta la sua squadra, quanto meno non vuole tutto il peso dell'inseguimento. Gli altri, forti di altrettante sconfitte,a loro volta non sentono l'esigenza di dare una mano. I demeriti vanno a nostro avviso ripartiti, non in parti uguali. Bouhanni responsabile, ma meno degli altri. In fondo il lavoro della FDJ.fr c'è stato nella parte centrale di gara, ma è evidente che gli altri hanno avuto paura del francese. Magari con un fondo di ragione (il francese ha vinto anche la volata per il quarto posto), ma se i vari Nizzolo e Viviani si accontentano di non far vincere Bouhanni più che vincere loro, la situazione è decisamente modesta.
Dunque finale a sorpresa al termine dei 157 km da Fossano a Rivarolo Canavese: strade piemontesi, tradizionalmente depositarie di storia ciclistica. Gli indizi sono tanti e vanno tutti verso lo sprint, a partire dal percorso pianeggiante. L' eccezione è tale per modo di dire: la salita di Rivara, un km con una pendenza massima del 12% ma una media dolcissima intorno al 5%, è poca cosa. Altri indizi. E' una frazione compressa tra lo sforzo tremendo - almeno per i big - della crono emologica verso Barolo e un weeek end con salite insidiosissime. E anche la dinamica della fuga sembrerebbe indicativa. Nessun tourbillon per gli attaccanti, che vengono fatti partire subito confidando - con senno del poi apparentemente - di tenere tutto controllo. Tra i battistrada il più titolato è Belkov, non a caso già vincitore al Giro, lo scorso anno nella piovosa tappa di Firenze. Non è però il più convinto, visto che perde l'attimo quando Canola dà una prima scrematura.
Capitolo maltempo, ormai di prassi in questo Giro. Di pioggia ne cade tanta, sconfina anche nella grandine. Con il gruppo è una specie di gioco a nascondino, con la perturbazione che per fortuna - anche se di poco - ne anticipa il passaggio. Insomma. strada bagnata, ma di acqua addosso stavolta i corridori ne prendono in quantità limitata. Tutte situazioni che lasciano indifferente Rigoberto Uran, che può godersi agevolmente il suo primo giorno in rosa: anche perchè se il primato ha un sapore speciale per tutti, forse ne ha ancora di più per chi ha avuto una infanzia povera ed ha perso il padre, capitato per caso in una sparatoria tra narcotrafficanti. Certo, il colombiano sta attento, scortato dalla squadra, ma la tappa spetta ad altri attori.
Uno sguardo al finale. Canola a dire il vero commette due ingenuità. La prima è quando - mancano 4 km all'arrivo - cerca di levarsi da torno i due compagni di avventura. Il secondo è quando imposta una volata lunghissima, rischiando il ritorno di Jackson Rodriguez. Gli restano comunque le energie per tenere, a conti fatti è giusto così. "Da giovane - racconta un raggiante Canola - avevo conquistato sette successi e avevo fatto buone cose anche al primo anno da dilettante. Poi ho perso mio padre, a cui dedico la vittoria, e ho dovuto fare i conti con tanti ostacoli. Mi sono ritrovato grazie alla vicinanza delle persone giuste e in particolare di mio cugino Nerino Bordin (fratello dell'olimpionico Gelindo) che è stato come un fratello per me. Oggi ho avuto anche fortuna, ma quante volte in passato mi hanno ripreso ai 200 metri...". Canola parla anche di come sia cambiato il suo modo di vedere le cose: "Prima ero più cinico, ora sono più generoso con i compagni. Ho capito che contano i risultati, ma ancor di più essere una brava persona".
ORDINE D'ARRIVO
1. Marco Canola (Ita, Bardiani) in 3h37'20"
2. Jackson Rodriguez (Ven, Androni) s.t.
3. Angelo Tulik (Fra, Europcar) s.t.
4. Nacer Bouhanni (Fra) a 0'11"
5. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
6. Elia Viviani (Ita) s.t.
7. Luka Mezgec (Slo) s.t.
8. Ben Swift (Gbr) s.t.
9. Tyler Farrar (Usa) s.t.
10. Borut Bozic (Slo) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) in 53h15'06"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 37"
3. Rafal Majka (Pol, Tinkoff) a 1'52"
4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 2'32"
5. Wilco Kelderman (Ned) a 2'50"
6. Nairo Alexander Quintana (Col) a 3'29"
7. Fabio Aru (Ita) a 3'37"
8. Wouter Poels (Ned) a 4'06"
9. Steve Morabito (Sui) a 4'20"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 4'41"
11. Ivan Basso (Ita) a 5'09"
12. Pierre Rolland (Fra) a 5'45"
13. Gianluca Brambilla (Ita) a 5'57"
14. Diego Ulissi (Ita) a 6'24"
15. Matteo Rabottini (Ita) a 6'48"
20. Damiano Cunego (Ita) a 8'42"