VITTORIO VENETO - Si, il solito Pirazzi che va in fuga e mai una volta che arrivi... Il ritornello aleggia di nuovo quando il corridore di Fiuggi agita col vento della sua azione lo striscione dei tifosi irriducibili "Tutti pazzi per Pirazzi". Attacchi continui in 5 anni da professionista, spesso scriteriati, che puntualmente andavano a vuoto generando alla lunga anche l'ilarità generale. Ora la tendenza è finalmente invertita. Il laziale coglie due attimi e vince a Vittorio Veneto. Il primo, quando sul Cà del Poggio segue le orme di De Gendt che sta selezionando gli attaccanti della prima ora. Il secondo, quando rimasti in cinque davanti, mentre tutti lo danno praticamente spacciato allo sprint, allunga deciso e va a cogliere il primo successo della carriera. Un sorriso, le braccia alzate. Che ti devi aspettare da uno che vince? Pirazzi si adegua ma aggiunge l'inopportuno moto di rabbia: un 'bel' gesto dell'ombrello dedicato a chi lo criticava. Una esibizione che al Giro mancava dai tempi di Tonkov, che lo aveva fatto dieci anni fa quando vinse a Sarnonico, tra l'altro sede di partenza della tappa odierna. Che dire, sarà l'aria...
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VENTISEI UOMINI IN FUGA - A Vittorio Veneto invece il Giro mancava dal 1988: allora ci fu l'epilogo, con la rosa finale appannaggio dell'americano Hampsten. Ventisei anni, tanti quanti gli uomini che vanno in fuga. Ci sono nomi interessanti. C'è gente da classica del nord come Cunego, Gatto, per certi aspetti anche Oss. C'è un attaccante nato come Malacarne, c'è un finisseur da sorvegliare con attenzione come Bak (che al Giro ha già colpito), c'è gente che ha modificato gli obbiettivi nelle grandi corse a tappe (da podio a successo parziale, De Gendt e Anton). C'è persino una squadra che può giocare tre carte: la Bardiani e il suo grandissimo Giro, con Pirazzi, Boem e Canola. Non è tutto rose e fiori il percorso, il tratto più tosto il Muro di Ca' del Poggio, 1200 metri con pinte del 12%.
LO SFOGO DI PIRAZZI - Dei corridori citati, dopo la salita di quelli citati ritrovi davanti solo Pirazzi e De Gendt. Con loro Montaguti, Wellens e McCarthy. Dietro è il paradosso. Chi non demorde sono proprio i compagni di Pirazzi, che evidentemente non si fidano del loro compagno: in particolare Boem, se è vero che in molte circostanze fa lo stopper, in un'altra, e con decisione, cerca il riaggancio. Ma alla fine è Pirazzi, con le sue inquietudini e il gesto dell'ombrello per i posteri. Dietro, a completare un arrivo dai toni un po' grotteschi, il finlandese Veikkanen. Completamente ignaro che cinque uomini gli stavano davanti, esulta come una belva per il sesto posto. "La aspettavo da cinque anni, finalmente è arrivata", commenta quasi in lacrime Stefano Pirazzi. "Non ne potevo più delle critiche, è arrivata al momento opportuno, ero giù di morale. Sapevo che la condizione era in crescendo, mi spiace essere arrivato scarico nelle tre settimane, ma la gamba cresceva. In Val Martello ho visto che era il momento giusto per centrare la vittoria". Sul gesto dell'ombrello: "Dopo cinque anni di critiche, ho potuto sfogarmi". Poi a mente fredda arrivano le scuse.
QUINTANA, SERENITA' E TENSIONE - Circa i big, ovviamente non accendono niente dopo la battaglia nella neve del giorno precedente: le scorie fisiche sono tante, quelle psicologiche sono ancora di più. L'astio verso Nairo Quintana (a proposito, senza particolari problemi primo giorno in rosa) è sembrato palpabile nelle dichiarazioni dei team manager. Ora, parlare di alleanze trasversali rientra in una dietrologia che non può trovare conferme. Intanto però in parecchi non gli hanno stretto la mano alla partenza ("Gente che non sa accettare la sconfitta", spiega la rosa). La sensazione è che, se per caso già a partire dalla prossima frazione verso Rifugio Panarotta il colombiano dovesse accusare qualche tentennamento, non ci sarebbe di certo la fila per aiutarlo...I gruppi sportivi hanno anche chiesto che il vantaggio preso nella discesa dallo Stelvio (per la storia della safety car interpretata o meno) dalla maglia rosa fosse tolto: affare da un minuto e mezzo. Chiara la giuria dell'Uci, che ha respinto il tutto, giudicando la corsa regolare e chiudendo la questione.. "Sarebbe totalmente ingiusto, quel margine me lo sono meritato", insiste Quintana. Giro aperto su tutti i campi, ne vedremo delle belle in queste ultime tappe.
ORDINE D'ARRIVO
1. Stefano Pirazzi (Ita, Bardiani) in 4h38'11"
2. Tim Wellens (Bel, Ltb) s.t.
3. Jay McCarthy (Aus, Tcs) s.t.
4. Thomas De Gendt (Bel) s.t.
5. Matteo Montaguti (Ita) s.t.
6. Jussi Veikkanen (Fin) a 28"
7. Simon Geschke (Ger) s.t.
8. Fabio Felline (Ita) s.t.
9. Marco Canola (Ita) s.t.
10. Serge Pauwels (Bel) s.t.
24. Damiano Cunego (Ita) a 33"
28. Rigoberto Uran (Col) a 15'36"
30. Cadel Evans (Aus) s.t.
33. Ryder Hesjedal (Can) s.t.
37. Rafal Majka (Pol) s.t.
42. Fabio Aru (Ita) s.t.
45. Pierre Rolland (Fra) s.t.
47. Nairo Quintana (Col) s.t.
56. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Nairo Quintana (Col, Movistar) in 73h05'31"
2. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) a 1'41"
3. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 3'21"
4. Pierre Rolland (Fra) a 3'26"
5. Rafal Majka (Pol) a 3'28"
6. Fabio Aru (Ita) a 3'34"
7. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'49"
8. Wilco Kelderman (Ned) a 4'06"
9. Ryder Hedjedal (Can) a 4'16"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 8'02"
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VENTISEI UOMINI IN FUGA - A Vittorio Veneto invece il Giro mancava dal 1988: allora ci fu l'epilogo, con la rosa finale appannaggio dell'americano Hampsten. Ventisei anni, tanti quanti gli uomini che vanno in fuga. Ci sono nomi interessanti. C'è gente da classica del nord come Cunego, Gatto, per certi aspetti anche Oss. C'è un attaccante nato come Malacarne, c'è un finisseur da sorvegliare con attenzione come Bak (che al Giro ha già colpito), c'è gente che ha modificato gli obbiettivi nelle grandi corse a tappe (da podio a successo parziale, De Gendt e Anton). C'è persino una squadra che può giocare tre carte: la Bardiani e il suo grandissimo Giro, con Pirazzi, Boem e Canola. Non è tutto rose e fiori il percorso, il tratto più tosto il Muro di Ca' del Poggio, 1200 metri con pinte del 12%.
LO SFOGO DI PIRAZZI - Dei corridori citati, dopo la salita di quelli citati ritrovi davanti solo Pirazzi e De Gendt. Con loro Montaguti, Wellens e McCarthy. Dietro è il paradosso. Chi non demorde sono proprio i compagni di Pirazzi, che evidentemente non si fidano del loro compagno: in particolare Boem, se è vero che in molte circostanze fa lo stopper, in un'altra, e con decisione, cerca il riaggancio. Ma alla fine è Pirazzi, con le sue inquietudini e il gesto dell'ombrello per i posteri. Dietro, a completare un arrivo dai toni un po' grotteschi, il finlandese Veikkanen. Completamente ignaro che cinque uomini gli stavano davanti, esulta come una belva per il sesto posto. "La aspettavo da cinque anni, finalmente è arrivata", commenta quasi in lacrime Stefano Pirazzi. "Non ne potevo più delle critiche, è arrivata al momento opportuno, ero giù di morale. Sapevo che la condizione era in crescendo, mi spiace essere arrivato scarico nelle tre settimane, ma la gamba cresceva. In Val Martello ho visto che era il momento giusto per centrare la vittoria". Sul gesto dell'ombrello: "Dopo cinque anni di critiche, ho potuto sfogarmi". Poi a mente fredda arrivano le scuse.
QUINTANA, SERENITA' E TENSIONE - Circa i big, ovviamente non accendono niente dopo la battaglia nella neve del giorno precedente: le scorie fisiche sono tante, quelle psicologiche sono ancora di più. L'astio verso Nairo Quintana (a proposito, senza particolari problemi primo giorno in rosa) è sembrato palpabile nelle dichiarazioni dei team manager. Ora, parlare di alleanze trasversali rientra in una dietrologia che non può trovare conferme. Intanto però in parecchi non gli hanno stretto la mano alla partenza ("Gente che non sa accettare la sconfitta", spiega la rosa). La sensazione è che, se per caso già a partire dalla prossima frazione verso Rifugio Panarotta il colombiano dovesse accusare qualche tentennamento, non ci sarebbe di certo la fila per aiutarlo...I gruppi sportivi hanno anche chiesto che il vantaggio preso nella discesa dallo Stelvio (per la storia della safety car interpretata o meno) dalla maglia rosa fosse tolto: affare da un minuto e mezzo. Chiara la giuria dell'Uci, che ha respinto il tutto, giudicando la corsa regolare e chiudendo la questione.. "Sarebbe totalmente ingiusto, quel margine me lo sono meritato", insiste Quintana. Giro aperto su tutti i campi, ne vedremo delle belle in queste ultime tappe.
ORDINE D'ARRIVO
1. Stefano Pirazzi (Ita, Bardiani) in 4h38'11"
2. Tim Wellens (Bel, Ltb) s.t.
3. Jay McCarthy (Aus, Tcs) s.t.
4. Thomas De Gendt (Bel) s.t.
5. Matteo Montaguti (Ita) s.t.
6. Jussi Veikkanen (Fin) a 28"
7. Simon Geschke (Ger) s.t.
8. Fabio Felline (Ita) s.t.
9. Marco Canola (Ita) s.t.
10. Serge Pauwels (Bel) s.t.
24. Damiano Cunego (Ita) a 33"
28. Rigoberto Uran (Col) a 15'36"
30. Cadel Evans (Aus) s.t.
33. Ryder Hesjedal (Can) s.t.
37. Rafal Majka (Pol) s.t.
42. Fabio Aru (Ita) s.t.
45. Pierre Rolland (Fra) s.t.
47. Nairo Quintana (Col) s.t.
56. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Nairo Quintana (Col, Movistar) in 73h05'31"
2. Rigoberto Uran Uran (Col, Omega) a 1'41"
3. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 3'21"
4. Pierre Rolland (Fra) a 3'26"
5. Rafal Majka (Pol) a 3'28"
6. Fabio Aru (Ita) a 3'34"
7. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'49"
8. Wilco Kelderman (Ned) a 4'06"
9. Ryder Hedjedal (Can) a 4'16"
10. Robert Kiserlovski (Cro) a 8'02"