Ciclismo, altri guai per Armstrong: il governo Usa lo processerà
L'ex campione dovrà testimoniare sotto giuramento nel processo per il doping della sua squadra, la U.S.Postal, negli anni tra il 1998 e il 2004. In ballo un risarcimento da 100 milioni di dollaridi EUGENIO CAPODACQUA
ROMA - Questa volta sarà difficile che se la cavi con qualche semplice dichiarazione e/o intervista. Lance Armstrong dovrà testimoniare sotto giuramento nel processo intentatogli dal Governo americano per il doping suo e della sua squadra, la U. S. Postal, negli anni che vanno dal 1998 al 2004. Il giudice federale Robert Wilkins in un documento di 81 pagine ha respinto, infatti, il ricorso del texano nel procedimento per frode e gli impone di testimoniare sotto giuramento. Chiedendo nello stesso tempo un rimborso stratosferico per lo stato americano: di 100 milioni di dollari.
La difesa dell'ex corridore, squalificato a vita dall'Usada, l'agenzia antidoping americana e privato per questo delle sette vittorie al Tour, punta tutto sul fatto che il governo americano fosse a conoscenza del doping dell'U. S. Postal, ma che non abbia fatto nulla per fermarlo perché, alla fin dei conti, i risultati del texano e del suo team facevano comodo all'immagine dell'azienda postal…
La difesa dell'ex corridore, squalificato a vita dall'Usada, l'agenzia antidoping americana e privato per questo delle sette vittorie al Tour, punta tutto sul fatto che il governo americano fosse a conoscenza del doping dell'U. S. Postal, ma che non abbia fatto nulla per fermarlo perché, alla fin dei conti, i risultati del texano e del suo team facevano comodo all'immagine dell'azienda postal…
ROMA - Questa volta sarà difficile che se la cavi con qualche semplice dichiarazione e/o intervista. Lance Armstrong dovrà testimoniare sotto giuramento nel processo intentatogli dal Governo americano per il doping suo e della sua squadra, la U. S. Postal, negli anni che vanno dal 1998 al 2004. Il giudice federale Robert Wilkins in un documento di 81 pagine ha respinto, infatti, il ricorso del texano nel procedimento per frode e gli impone di testimoniare sotto giuramento. Chiedendo nello stesso tempo un rimborso stratosferico per lo stato americano: di 100 milioni di dollari.
La difesa dell'ex corridore, squalificato a vita dall'Usada, l'agenzia antidoping americana e privato per questo delle sette vittorie al Tour, punta tutto sul fatto che il governo americano fosse a conoscenza del doping dell'U. S. Postal, ma che non abbia fatto nulla per fermarlo perché, alla fin dei conti, i risultati del texano e del suo team facevano comodo all'immagine dell'azienda postale americana.
Il governo federale aveva intentato causa ad Armstrong lo scorso anno, chiedendo un rimborso di 100 milioni di dollari a favore dell'U. S. Postal, l'antico sponsor, sostenendo che lo sponsor non avrebbe pagato se avesse saputo del doping di squadra. Armstrong in risposta aveva chiesto l'archiviazione del caso sostenendo che il governo "conosceva bene quello che succedeva". E si era appellato anche al fatto che la vicenda era ormai coperta dalla prescrizione.
Il processo U. S. Postal era nato da una denuncia di Floyd Landis nel giugno del 2010. Dopo aver negato per anni, nel gennaio del 2013 Armstrong aveva ammesso il doping globale nella sua carriera ciclistica in una famosa intervista televisiva con Oprah Winfrey, una delle più popolari anchor-woman americane. Poche settimane dopo il governo americano aveva annunciato di unirsi al procedimento aperto da Landis contro il texano. Landis, in un primo tempo, aveva chiamato in causa Thomas Weisel, noto uomo d'affari che teneva i conti della U. S. Postal all'epoca. Ma il giudice Wilkins non aveva ritenuto sufficienti le accuse dell'ex compagno di Armstrong. Più di recente il governo Usa aveva fatto richiesta di una somma di 32,4 milioni di dollari per i danni creati dal doping di Lance & C lungo dieci anni di attività con lo sponsor Usa. Ma la somma potrebbe essere triplicata nella causa per gli effetti del reato di falso. Wilkins intende sentire sia il "cow boy" di Dallas che i suoi compagni e ha dato 20 giorni di tempo alle controparti per concordare un calendario degli interrogatori. La testimonianza sotto giuramento è un passo molto delicato nel processo americano. Le leggi, infatti, sono molto severe: in caso di menzogna è previsto anche il carcere. Armstrong ha anche un altro procedimento penale in corso: quello con al SCA Promotions, la compagnia di assicurazione di Dallas che gli chiede la restituzione di oltre 12 milioni di dollari per le polizze pagate al texano in relazione alle vittorie dal 2002 al 2004. Vittorie ottenute con la frode del doping.
La difesa dell'ex corridore, squalificato a vita dall'Usada, l'agenzia antidoping americana e privato per questo delle sette vittorie al Tour, punta tutto sul fatto che il governo americano fosse a conoscenza del doping dell'U. S. Postal, ma che non abbia fatto nulla per fermarlo perché, alla fin dei conti, i risultati del texano e del suo team facevano comodo all'immagine dell'azienda postale americana.
Il governo federale aveva intentato causa ad Armstrong lo scorso anno, chiedendo un rimborso di 100 milioni di dollari a favore dell'U. S. Postal, l'antico sponsor, sostenendo che lo sponsor non avrebbe pagato se avesse saputo del doping di squadra. Armstrong in risposta aveva chiesto l'archiviazione del caso sostenendo che il governo "conosceva bene quello che succedeva". E si era appellato anche al fatto che la vicenda era ormai coperta dalla prescrizione.
Il processo U. S. Postal era nato da una denuncia di Floyd Landis nel giugno del 2010. Dopo aver negato per anni, nel gennaio del 2013 Armstrong aveva ammesso il doping globale nella sua carriera ciclistica in una famosa intervista televisiva con Oprah Winfrey, una delle più popolari anchor-woman americane. Poche settimane dopo il governo americano aveva annunciato di unirsi al procedimento aperto da Landis contro il texano. Landis, in un primo tempo, aveva chiamato in causa Thomas Weisel, noto uomo d'affari che teneva i conti della U. S. Postal all'epoca. Ma il giudice Wilkins non aveva ritenuto sufficienti le accuse dell'ex compagno di Armstrong. Più di recente il governo Usa aveva fatto richiesta di una somma di 32,4 milioni di dollari per i danni creati dal doping di Lance & C lungo dieci anni di attività con lo sponsor Usa. Ma la somma potrebbe essere triplicata nella causa per gli effetti del reato di falso. Wilkins intende sentire sia il "cow boy" di Dallas che i suoi compagni e ha dato 20 giorni di tempo alle controparti per concordare un calendario degli interrogatori. La testimonianza sotto giuramento è un passo molto delicato nel processo americano. Le leggi, infatti, sono molto severe: in caso di menzogna è previsto anche il carcere. Armstrong ha anche un altro procedimento penale in corso: quello con al SCA Promotions, la compagnia di assicurazione di Dallas che gli chiede la restituzione di oltre 12 milioni di dollari per le polizze pagate al texano in relazione alle vittorie dal 2002 al 2004. Vittorie ottenute con la frode del doping.