Sport

Pantani, inchiesta riaperta. Il procuratore: "Atto dovuto, dobbiamo approfondire. Non ci sono indagati". La madre: "Sapeva qualcosa, me l'hanno ammazzato"

Le parole del magistrato Paolo Giovagnoli il giorno dopo la riapertura dell'inchiesta sulla morte del ciclista con l'ipotesi di omicidio e non di overdose. La madre Tonina dà l'annuncio di Facebook. Cassani: "La verità per la famiglia". Chiappucci: "Quella morte mi sembrò strana"

3 minuti di lettura
RIMINI - La mattina dopo la notizia della riapertura dell'inchiesta sulla morte del ciclista Marco Pantani, con l'ipotesi di omicidio e non di overdose, i magistrati spiegano la loro decisione: "Abbiamo appena ricevuto le carte presentate dai familiari e aperto un'indagine. E' un atto dovuto quando arriva un esposto-denuncia per omicidio volontario. Leggeremo le carte, se ci sarà l'esigenza di indagini chiederemo al Gip". Sono queste le parole del procuratore Paolo Giovagnoli. "Nessun commento", quindi, la procedura è questa e se ci saranno nuovo elementi tutto ripartirà da capo. "Dobbiamo approfondire", aggiunge Giovagnoli. I familiari di Pantani e i loro legali, ha spiegato, "hanno fatto indagini e depositato memorie". Ad ogni modo, "bisogna vedere anche alla luce del risultato del processo che ci fu a suo tempo, bisogna vedere il risultato delle loro indagini in confronto all'esito del processo" sulla morte del 'Pirata'. Quindi l'ulteriore precisazione. Non ci sono indagati nella nuova inchiesta sulla morte di Marco Pantani, spiegando che il fascicolo è iscritto a modello 44, quello usato a carico di ignoti.

MAMMA TONINA: "SEDICI ANNI FA VINCEVA IL TOUR" - La notizia della riapertura dell'inchiesta è stata confermata anche dalla madre di Marco Pantani, Tonina, via Facebook . "Sedici anni fa 2 agosto Marco vinceva il Tour e quest'anno ai 10 anni della sua morte mentre Cesenatico festeggiava la sua notte gialla non più dedicata a lui vi do una notizia a tutti i tifosi e quelli che hanno creduto e voluto bene al mio Marco: il caso è aperto per omicidio". Successivamente la signora Tonina commenta a Tgcom24: "Me l'hanno ammazzato. La mia sensazione, sin da subito, è che avesse scoperto qualcosa e gli abbiano tappato la bocca. Non vedo altre ragioni. Non mi sono mai sbagliata su Marco. Così come non credo che siano stati gli spacciatori. Sono 10 anni che lotto e non mollerò, fino alla fine. Voglio la verità, voglio sapere cosa è successo a mio figlio. Da subito ho detto che me l'hanno ammazzato e, infatti, me l'hanno ammazzato".


E pensa proprio a mamma Tonina il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, per il quale "a distanza di 10 anni si riapre una ferita". "E' stata fondamentale la determinazione della madre", ha aggiunto. "Il cuore di una mamma fa il massimo, l'impossibile, per avere le sue ragioni. Gli va dato questo merito e credo che questo mondo ricordi Marco come un atleta vincente che fa le imprese. Questa immagine è rimasta intatta. A distanza di 10 anni abbiamo visto che spessore e che numeri ancora raccoglie Marco, l'entusiasmo che ha trasmesso in quel periodo, il cerchio di appassionati che creò fu enorme. E' entrato nell'immaginario globale e collettivo".

CASSANI: "VERITA' IMPORTANTE PER FAMIGLIA E TIFOSI" - "Credo che soprattutto per la famiglia sia importante capire cosa è realmente successo. Conoscere la verità fa bene a tutte le persone che vogliono bene a Marco Pantani", commenta Davide Cassani, ct della nazionale azzurra di ciclismo. "Sarebbe bello conoscere la verità su quanto accaduto, se è diversa rispetto a quella che ci hanno raccontato in questi 10 anni. Ho letto i giornali, se la procura ha riaperto il caso vuol dire che ci sono delle basi su cui approfondire".

CHIAPPUCCI: "NON CAPISCO IL RITARDO, MA ORA SI VADA FINO IN FONDO" -
"Non capisco perchè ci sia stato
tutto questo ritardo. Mi auguro che serva a qualcosa, ma è giusto che si vada a fondo una volta per tutte sulla tragica fine di Marco", commenta Claudio Chiappucci. "Marco era un introverso, ma era fiero di quello che aveva fatto - ricorda Chiappucci che fu compagno di squadra del Pirata alla Carrera -, so anche che aveva fatto delle terapie e che aveva persone che gli stavano vicine, per cui la notizia della sua morte, di un suicidio, mi ha sorpreso. Lo dico anche perchè l'ultima volta che lo vidi, per caso, in un ristorante, circa un mese prima della sua morte, l'avevo visto sorridente. Abbiamo parlato e mi sembrava quasi felice. Mi stupii un poco, dato che conoscevo il suo carattere, era diverso dal solito. Però ero anche contento perchè sembrava che avesse superato i problemi che aveva avuto, peraltro in parte comuni a chi cambia si trova a doversi reinventare la vita dopo aver vissuto fama e successi". La notizia della morte di Pantani fu quindi un colpo per l'ex compagno: "Non me l'aspettavo di certo, tanto più dopo quell'incontro. Era strano, non riuscivo a capire. Ho avuto dei dubbi? In parte sì. Mi chiedo però perchè si vada ad approfondire solo ora, ma l'importante è che si faccia chiarezza".


 
I commenti dei lettori