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Mondiali, cronometro: oro a Wiggins, sconfitto Martin

Bradley Wiggins con la maglia iridata (afp)
Il britannico riscatta definitivamente un 2013 deludente vincendo la prova contro il tempo a scapito del favoritissimo tedesco. Terzo posto per l'olandese Tom Dumoulin, sesto l'azzurro Malori
di LUIGI PANELLA
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PONFERRADA - La storia se la prende il baronetto. Nel giorno in cui Tony Martin andava a caccia della sua massima punta di gloria, la quarta vittoria consecutiva al campionato del mondo a cronometro, spunta, o meglio dire, rispunta, Bradley Wiggins. Non certo una sorpresa, visto che il britannico si è messo al collo l'oro nella prova olimpica di Londra 2012 (a proposito, quest'anno ha vinto il titolo nazionale di specialità), ma neanche una affermazione scontata. Insomma, quella che poteva essere la stagione del suo mesto saluto alla strada per iniziare a pianificare nuovi trionfi nell'amata pista, si è trasformata per il 'Sir' in quella della gelida vendetta. A parte l'aver battuto Martin, che contro il tempo accusa la sua quinta sconfitta stagionale, il messaggio forte del 34enne neocampione del mondo è diretto soprattutto al connazionale rivale, Chris Froome. Il keniano bianco lo ha fatto fuori dalla squadra per i grandi appuntamenti, ha avuto il Team Sky per lui sia alla fallimentare Grande Boucle (chiusa dopo poche pedalate per una frattura alla mano) che alla Vuelta di Spagna, altro obiettivo fallito, stavolta per 'colpa' di Contador.

Wiggins, dopo un 2013 pessimo, ha però saputo aspettare, rimodellando gli obbiettivi, fino al giorno più bello. La crono è stata appassionante. La partenza del Panzerwagen Martin è spavalda, forse troppo sicura di mezzi indiscutibili ma un po' appannati da una stagione snervante. Ma Wiggins è lì, un pugno di secondi dietro al primo intermedio, pronto alla zampata che arriva nel tratto di salita. In quel punto il britannico scava il solco, Martin reagisce con classe e potenza, ma per lui non c'è più niente da fare. Gli altri sono comprimari, compresa la medaglia di bronzo, l'olandese Tom Dumoulin. Discreta la prova di Adriano Malori. Nel trono a tre piazze sistemato sul traguardo, che cambia le pedine a seconda dei tempi, Malori riesce a sedersi per qualche minuto sulla terza piazza. Peccato che ancora i big debbano arrivare, alla fine il cronoman di Parma è sesto. Wiggins copre i 57,1 km in 56'25"52, con 26"23 di vantaggio su Martin e 40"64 su Dumoulin. Malori chiude con un gap di 1'11"62, però va onestamente detto: da chi aveva vinto alla Vuelta a Santiago di Compostela era lecito attendersi qualcosa di più.

 "Sì, questo sarà il mio ultimo Mondiale. L'anno prossimo mi dedicherò alla pista, ci rivedremo a Rio 2016", annuncia Wiggins dopo la vittoria. "Oggi è stata una giornata perfetta. Conoscevo molto bene il percorso, ho pedalato in crescendo e non ho fatto errori. Non so cosa dire: sapevo di avere la gamba e, dopo una stagione di alti e bassi, dedico questo oro alla mia famiglia".

"Meglio di così non potevo fare", analizza Adriano Malori. "Volevo entrare nei primi cinque, c'è mancato poco. Ai Mondiali ci sto mettendo più del previsto a fare passi in avanti, però miglioro costantemente e ci riproverò l'anno prossimo".

ORDINE D'ARRIVO DELLA CRONOMETRO
1. Bradley Wiggins (Gbr) in 56'25"52
2. Tony Martin (Ger) a 26"23
3. Tom Dumoulin (Ned) a 40"64
4. Vasil Kiryienka (Blr) a 47"92
5. Rohan Dennis (Aus) a 57"74
6. Adriano Malori (Ita) a 1'11"62
7. Nelson Oliveira (Por) a 1'21"63
8. Anton Vorobyev (Rus) a 1'29"66
9. Jan Barta (Cze) a 1'43"41
10. Jonathan Castroviejo (Esp) a 1'44"20
30 Dario Cataldo (Ita) a 3'25"26

 
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