PONFERRADA - Un messaggio per Davide Cassani, in vista della attesissima prova di domenica, arriva dagli Under 23. A vincere non è infatti un velocista, ma uno capace di anticipare sull'ultima salita. La medaglia d'oro va al norvegese Sven Erik Bystrom, perfetto nel cogliere il momento giusto: parte sullo strappo di Mirador, riesce a scollinare con una manciata di secondi di margine che, uniti ad una discesa fatta a tutta, gli bastano per fregiarsi della maglia iridata. Il favorito australiano, Caleb Ewan, resta deluso ma non delude. L'Australia controlla la situazione da grande squadra per lunghi tratti, poi sul più bello gli manca una pedina, quella che avrebbe permesso al velocista (che domina lo sprint per l'argento) di rispettare il pronostico. Medaglia di bronzo per un altro norvegese, Kristoffer Skjerping, a completare la giornata notevole del paese scandinavo: torna a vincere tra gli under 23 dopo 17 anni (l'ultimo era stato Arvesen, sempre in Spagna). Primo degli italiani Iuri Filosi, giunto sesto. "C'è un po' di rammarico - spiega l'azzurro -, stavo bene e ci credevo all'ultimo giro. Quando c'era Moscon davanti ho fatto la guardia, poi quando lui è caduto ho provato da solo. Il norvegese aveva dieci metri di vantaggio ma non sono riuscito a prenderlo, poi mi sono messo a ruota di Ewan ma mi sono piantato negli ultimi cinquanta metri, ho preso troppo vento".
Già, la caduta di Moscon. Qui si apre una parentesi amara per la squadra azzurra. L'italiano infatti parte molto bene sulla scia dell'azione del colombiano Ramirez Chacon, è una azione supportata da pedalata e convinzione. Lo frega la discesa, molto pericolosa: cade, l'unica consolazione è che, vista la bruttezza della caduta, riesce a risalire subito in bici. Peccato, perché oggettivamente, visto l'arrivo di Bystrom dopo pochi secondi, ci poteva anche stare una azione a due. Gara emozionante solo negli ultimi due giri. In precedenza una lunghissima fase di attesa, caratterizzata da tentativi più o meno velleitari e dal controllo degli australiani. I canguri si muovo soprattutto quando prova un cliente ostico come il sudafricano Meintjes o quando il tedesco Zepunkte e l'olandese Hofstede entrano in un drappello. Una situazione tattica senza soluzione di continuità che si interrompe solo all'ultimo giro, quando Bystrom mette tutti in riga.
Archiviata con rammarico la prova maschile Under 23, l'Italia si consola con Sofia Bertizzolo, che conquista la medaglia d'argento juniores tra le donne. Qui il pronostico viene rispettato, con la vittoria della favorita danese Amalie Dideriksen (campionessa anche lo scorso anno). "La Dideriksen - analizza il finale la Bertizzolo - l'avevo incontrata solo una volta e sapevo che era forte. Così, al culmine della salita, ho atteso Sofia Beggin per non affrontarla da sola in volata, ma con lei è rientrato tutto il gruppo. Pensavamo che la salita facesse più selezione e la prima volta che l'abbiamo affrontata non l'abbiamo fatta a tutta. Abbiamo forzato solo nell'ultimo passaggio, ma non era una salita che permetteva selezione. Delusa per l'argento? Quando hai l'oro a pochi centimetri un po' di rammarico ti resta. Nella volata sono rimasta incastrata nel gruppo e non sono riuscita a sfruttare il lavoro di katia. Quando sono uscita ero troppo dietro e non c'è l'ho fatta a recuperare."
Già, la caduta di Moscon. Qui si apre una parentesi amara per la squadra azzurra. L'italiano infatti parte molto bene sulla scia dell'azione del colombiano Ramirez Chacon, è una azione supportata da pedalata e convinzione. Lo frega la discesa, molto pericolosa: cade, l'unica consolazione è che, vista la bruttezza della caduta, riesce a risalire subito in bici. Peccato, perché oggettivamente, visto l'arrivo di Bystrom dopo pochi secondi, ci poteva anche stare una azione a due. Gara emozionante solo negli ultimi due giri. In precedenza una lunghissima fase di attesa, caratterizzata da tentativi più o meno velleitari e dal controllo degli australiani. I canguri si muovo soprattutto quando prova un cliente ostico come il sudafricano Meintjes o quando il tedesco Zepunkte e l'olandese Hofstede entrano in un drappello. Una situazione tattica senza soluzione di continuità che si interrompe solo all'ultimo giro, quando Bystrom mette tutti in riga.
Archiviata con rammarico la prova maschile Under 23, l'Italia si consola con Sofia Bertizzolo, che conquista la medaglia d'argento juniores tra le donne. Qui il pronostico viene rispettato, con la vittoria della favorita danese Amalie Dideriksen (campionessa anche lo scorso anno). "La Dideriksen - analizza il finale la Bertizzolo - l'avevo incontrata solo una volta e sapevo che era forte. Così, al culmine della salita, ho atteso Sofia Beggin per non affrontarla da sola in volata, ma con lei è rientrato tutto il gruppo. Pensavamo che la salita facesse più selezione e la prima volta che l'abbiamo affrontata non l'abbiamo fatta a tutta. Abbiamo forzato solo nell'ultimo passaggio, ma non era una salita che permetteva selezione. Delusa per l'argento? Quando hai l'oro a pochi centimetri un po' di rammarico ti resta. Nella volata sono rimasta incastrata nel gruppo e non sono riuscita a sfruttare il lavoro di katia. Quando sono uscita ero troppo dietro e non c'è l'ho fatta a recuperare."