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Ciclismo, doping: positivo un altro dell'Astana. Ora la licenza è a rischio

Dopo i fratelli Iglinskiy, anche il giovane Davidenok, dal mese di agosto prosso al ruolo di stagista, non ha superato i controlli. La federazione internazionale riesamirà dunque lo status del team di cui fanno parte anche Nibali e Aru

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ROMA - Terzo caso di positività all'Astana in un breve lasso di tempo, e l'Uci vuole andare a fondo. La Federazione internazionale di ciclismo annuncia in una nota che dopo i casi dei fratelli Maxim e Valentin Iglinskiy, positivi all'Epo, un altro corridore del team kazako non ha superato un controllo antidoping: si tratta di Ilya Davidenok, nel cui campione prelevato lo scorso 28 agosto, in occasione del Tour de l'Avenir, sono state trovate tracce di steroidi anabolizzanti. Davidenok, 22enne kazako, era tesserato per la formazione Continental dell'Astana ma dallo scorso 1 agosto era stato promosso come stagista nella prima squadra. In attesa delle contronalisi, l'Uci ha però fatto sapere che chiederà alla commissione per le licenze di indagare sul management e sulla politica anti-doping dell'Astana.

La Commissione delle licenze dovrà riesaminare lo status del team di cui fanno parte anche Vincenzo Nibali, maglia gialla dell'ultimo Tour de France e Fabio Aru. All'esame "una valutazione del livello di conformità del team con i criteri etici affinché possano essere prese le misure appropriate". La Astana non ha corso il recente Giro di Pechino questo fine settimana dopo la decisione di Iglinskiy di non contestare il suo test positivo. La decisione è in conformità con le regole del movimento per un ciclismo credibile, di cui la squadra di Nibali fa parte insieme ad altre 10 squadre del World Tour.
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