Armstrong: "Non seguo più il ciclismo, ora ho altre priorità"
L'ex vincitore di sette Tour de France, squalificato a vita dopo la bufera doping, parla di come sia diventata la sua vita: "Sto cercando di riprendermi il tempo perduto, sia coi miei figli che viaggiando"
PARIGI - Lance Armstrong si confessa e piega come è diventata la sua carriera dopo la bufera doping che lo ha travolto privandolo di gran parte deigli allori conquistati in carriera. "Non c'è bisogno di dire che la fine della mia carriera è stata complicata. E' ancora un casino ma sono andato avanti", spiega il texano, vincitore di 7 Tour de France poi tutti revocati, a "L'Edition du Soir", versione serale digitale del quotidiano "Ouest France". Armstrong, squalificato a vita, ha partecipato a una gara di beneficenza in California per la lotta contro il cancro anche se, confessa, "non mi alleno più molto, non più di una volta a settimana, e non su una bici da corsa ma su una mountain bike".
Dopo la confessione nel gennaio 2013, Armstrong è in causa col governo federale statunitense e spera ancora in una riduzione della squalifica. "Non seguo più i risultati, di tanto in tanto leggo i giornali…
Dopo la confessione nel gennaio 2013, Armstrong è in causa col governo federale statunitense e spera ancora in una riduzione della squalifica. "Non seguo più i risultati, di tanto in tanto leggo i giornali…
PARIGI - Lance Armstrong si confessa e piega come è diventata la sua carriera dopo la bufera doping che lo ha travolto privandolo di gran parte deigli allori conquistati in carriera. "Non c'è bisogno di dire che la fine della mia carriera è stata complicata. E' ancora un casino ma sono andato avanti", spiega il texano, vincitore di 7 Tour de France poi tutti revocati, a "L'Edition du Soir", versione serale digitale del quotidiano "Ouest France". Armstrong, squalificato a vita, ha partecipato a una gara di beneficenza in California per la lotta contro il cancro anche se, confessa, "non mi alleno più molto, non più di una volta a settimana, e non su una bici da corsa ma su una mountain bike".
Dopo la confessione nel gennaio 2013, Armstrong è in causa col governo federale statunitense e spera ancora in una riduzione della squalifica. "Non seguo più i risultati, di tanto in tanto leggo i giornali o navigo su internet ma senza soffermarmi su qualcosa in particolare. Non perchè sia doloroso ma solo perchè ho voltato pagina. Quando dedichi la tua vita allo sport, capisci alla fine della tua carriera che ti sei perso tante cose e sto cercando di riprendermi il tempo perduto, sia coi miei figli o viaggiando. Sto anche dedicando del tempo alla lotta contro il cancro. Tutte le mie priorità sono cambiate, soprattutto dopo la morte del mio amico Robin Williams. Mi sono reso conto che si stava godendo la vita in pieno".
Tornando alle sue ammissioni, Armstrong sottolinea: "Ho confessato, cosa potevo dire di più? Ho detto in tv quello che dovevo dire e sto ancora pagando le conseguenze. E' un lungo tunnel ma spero di arrivare alla fine prima o poi". Qualcuno ha definito il texano il capro espiatorio di un'intera generazione di corridori abituati a fare uso di doping. "Forse - replica - Ho fatto parte di una generazione complicata che ha ereditato i costumi di quella precedente, sulla quale non c'è mai stata alcuna indagine. Ma è la vita".
Dopo la confessione nel gennaio 2013, Armstrong è in causa col governo federale statunitense e spera ancora in una riduzione della squalifica. "Non seguo più i risultati, di tanto in tanto leggo i giornali o navigo su internet ma senza soffermarmi su qualcosa in particolare. Non perchè sia doloroso ma solo perchè ho voltato pagina. Quando dedichi la tua vita allo sport, capisci alla fine della tua carriera che ti sei perso tante cose e sto cercando di riprendermi il tempo perduto, sia coi miei figli o viaggiando. Sto anche dedicando del tempo alla lotta contro il cancro. Tutte le mie priorità sono cambiate, soprattutto dopo la morte del mio amico Robin Williams. Mi sono reso conto che si stava godendo la vita in pieno".
Tornando alle sue ammissioni, Armstrong sottolinea: "Ho confessato, cosa potevo dire di più? Ho detto in tv quello che dovevo dire e sto ancora pagando le conseguenze. E' un lungo tunnel ma spero di arrivare alla fine prima o poi". Qualcuno ha definito il texano il capro espiatorio di un'intera generazione di corridori abituati a fare uso di doping. "Forse - replica - Ho fatto parte di una generazione complicata che ha ereditato i costumi di quella precedente, sulla quale non c'è mai stata alcuna indagine. Ma è la vita".