ROMA - Ha dell'incredibile la vicenda di Mauro Santambrogio. Il 30enne corridore lombardo a novembre aveva finito di scontare la squalifica di 18 mesi (merito della sua collaborazione con la Commissione indipendente di riforma del ciclismo) per la positività all'Epo al Giro d'Italia del 2013 e sarebbe dovuto tornare in sella l'anno prossimo vestendo i colori dell'Amore&Vita.
Ma il condizionale è d'obbligo perchè l'Uci ha informato che Santambrogio, lo scorso 22 ottobre, quando era ancora sotto squalifica, è stato sottoposto a un controllo antidoping che ha dato esito positivo per il testosterone. Santambrogio è di nuovo sospeso e può avvalersi del diritto di chiedere le controanalisi.
"Non ho niente da nascondere. Ero sotto gli effetti dell'Andriol: i miei livelli di testosterone erano bassi, avevo problemi di erezione e fertilità, per questo mi hanno prescritto l'Andriol". Contattato da "Cyclingnews", Mauro Santambrogio si difende. "Volevo tornare a correre nel luglio 2015 ma volevo anche pensare al mio futuro a lungo termine e avere un figlio, come una persona normale. Per questo ho cominciato il trattamento, se avessi aspettato ancora avrei potuto avere altri problemi e non diventare mai padre. All'epoca non avevo nemmeno offerte da altre squadre e non sapevo se sarei tornato a gareggiare. Al massimo sarei rientrato a febbraio e il testosterone non mi avrebbe dato alcun vantaggio per allora".
Il corridore lombardo sostiene di aver informato l'Uci prima del prelievo, mostrando la prescrizione e denunciando che stava utilizzando l'Andriol "e nessuno, fino ad oggi, mi aveva contattato dall'Uci. Non capisco perchè, non ho niente da nascondere perchè so che le prove sono dalla mia parte". Da parte del team Amore&Vita, che lo ha messo sotto contratto per la prossima stagione, massimo supporto: "proverò che non ho fatto niente di sbagliato, non volevo imbrogliare nessuno ma pensavo solo a un futuro da padre".
Ma il condizionale è d'obbligo perchè l'Uci ha informato che Santambrogio, lo scorso 22 ottobre, quando era ancora sotto squalifica, è stato sottoposto a un controllo antidoping che ha dato esito positivo per il testosterone. Santambrogio è di nuovo sospeso e può avvalersi del diritto di chiedere le controanalisi.
"Non ho niente da nascondere. Ero sotto gli effetti dell'Andriol: i miei livelli di testosterone erano bassi, avevo problemi di erezione e fertilità, per questo mi hanno prescritto l'Andriol". Contattato da "Cyclingnews", Mauro Santambrogio si difende. "Volevo tornare a correre nel luglio 2015 ma volevo anche pensare al mio futuro a lungo termine e avere un figlio, come una persona normale. Per questo ho cominciato il trattamento, se avessi aspettato ancora avrei potuto avere altri problemi e non diventare mai padre. All'epoca non avevo nemmeno offerte da altre squadre e non sapevo se sarei tornato a gareggiare. Al massimo sarei rientrato a febbraio e il testosterone non mi avrebbe dato alcun vantaggio per allora".
Il corridore lombardo sostiene di aver informato l'Uci prima del prelievo, mostrando la prescrizione e denunciando che stava utilizzando l'Andriol "e nessuno, fino ad oggi, mi aveva contattato dall'Uci. Non capisco perchè, non ho niente da nascondere perchè so che le prove sono dalla mia parte". Da parte del team Amore&Vita, che lo ha messo sotto contratto per la prossima stagione, massimo supporto: "proverò che non ho fatto niente di sbagliato, non volevo imbrogliare nessuno ma pensavo solo a un futuro da padre".