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Tirreno-Adriatico, Cavendish fa cadere Viviani: tappa a Debusschere. Parigi-Nizza, tappa regina a Porte

La volata di cascina è caratterizzata da una brivido nel finale, protagonisti involontari il britannico e il veneto: ne approfitta il campione del Belgio. In Francia monologo Sky e vittoria dell'australiano: Kwiatkowski riprende la maglia per un solo secondo

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ROMA - Tra sprint e cadute. Il brivido è in coda ai 153 km da Camaiore a Cascina, sede d'arrivo della seconda tappa della Tirreno-Adriatico.  La vittoria va in volata al belga Jens Debusschere (Lotto-Belisol). Non una sorpresa in senso assoluto, viste le attitudini da velocista del campione del Belgio, ma non si può certo dire che questo rientrasse nel lotto del favoriti. Quel ruolo ce lo avevano altri, in primis il re della velocità Mark Cavendish, ma... Ma proprio Cavendish, eseguendo quasi a memoria un copione insieme al compagno di squadra Renshaw, commette un errore: un leggero spostamento laterale che toglie certezze, e soprattutto l'equilibrio, a Elia Viviani, che ne stava curando la ruota. Risultato: Cavendish sgancia il piede dal pedale ma almeno resta in sella, mentre Viviani tocca violentemente l'asfalto, mandando suo malgrado giù anche Modolo. Un peccato per i due italiani, ma anche per la squadra di Cavendish. La Etixx - Quickstep infatti è quella che si assume l'onere di portare il lungo inseguimento alla fuga di giornata -davanti in sette-, salvo poi non ricevere onori.
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Debusschere comunque ringrazia e va a vincere, precedendo Peter Sagan (Tinkoff-Saxo) e Sam Bennett (Bora-Argon 18). Sagan nonostante il secondo posto mostra ancora un ritardo di brillantezza, mentre la Sanremo si avvicina. Di solito lo slovacco arrivi del genere non li sbaglia, e stavolta il rimpianto è doppio. Avesse vinto infatti avrebbe tolto la maglia azzurra di leader della generale, Adriano Malori (Movistar). Per ora invece deve accontentarsi di condividerne lo stesso tempo complessivo.

"E' la più bella vittoria della mia carriera -è il primo commento del vincitore-. Ho avuto buone sensazioni sin dalla scorsa settimana, l'impressione però era che la miglior forma stagionale fosse in arrivo e ieri ho fatto un buon prologo. Speravo di poter ottenere un buon risultato, ma vincere qui contro tutti questi sprinter non era esattamente il mio piano stamattina. Volevo fare il meglio possibile e così ho fatto". Il belga racconta di aver avvertito alle spalle "una caduta o uno scontro tra corridori. Non pensavo ancora alla vittoria quando ho allungato. Pensavo che Cavendish o Viviani fossero a ruota e che mi avrebbero superato. Ma la velocità era altissima e non è facile sorpassare quando vai a 70 km/h. Pensavo che forse uno o due corridori potessero battermi ma fortunatamente nessuno c'è riuscito".

PARIGI-NIZZA. TAPPA REGINA A PORTE - Alla Parigi-Nizza invece il Team Sky fa vedere di essere sempre uno squadrone. Per farlo sceglie la tappa regina, con sette GPM tra i quali quello della Croix de Chaubouret, punto d'arrivo dopo 204 km.  La vittoria VA all'australiano Richie Porte, protagonista di un duetto -più che un duello- finale con il britannico, nonché compagno di squadra, Geraint Thomas. Gara caratterizzata dalla fuga portata avanti da De Gendt, che una volta dominò lo Stelvio innevato al Giro ma ora si accontenta di altro tipo di azioni,  Chris-Anker Sorensen e Antoine Duchesne, il primo a mollare. Ma il sale della sfida è sulla saluta finale. Chi rompe decisamente gli indugi è Thomas, seguito da Fuglsang e dal vincitore della Strade Bianche Spilak. Sui tre si riporta un drappello comprendente, tra gli altri, Porte, Van Garderen e il polacco Kwiatkowski. Preludio all'assolo degli uomini Sky, ai quali Kwiatkowski resiste parzialmente, limitando i danni e riprendendo la maglia gialla lasciata a Matthews per un solo secondo.
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