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Tirreno-Adriatico, tappe e maglia van Avermaet: beffato Sagan. Parigi-Nizza: super sprint di Cimolai

L'arrivo vincente di Van Avermaet ad Arezzo (ansa)
Spettacolare affermazione del belga sul traguardo di Arezzo, nuovamente battuto lo slovacco. In Francia il velocista di Pordenone coglie un'altra bella vittoria dopo quella del Laigueglia
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ROMA - Non fa il bis Peter Sagan. Sul traguardo di Arezzo, modellato alla perfezione sulle sue caratteristiche e che lo aveva visto vincere nella scorsa Tirreno-Adriatico, lo slovacco non si ripete. Un eccessivo attendismo, forse la grande presunzione di poter riprendere terreno a tutti, probabilmente un po' di sfortuna, con una sbandata che gli fa perdere metri preziosi. Fatto sta che Sagan prende temporanemente un ruolo di eterno secondo 'strappandolo' al vincitore della terza tappa della corsa dei due mari, Greg van Avermaet.  Bellissima l'azione del belga sullo strappo prolungato verso il traguardo, studiato nei precedenti quattro passaggi nel circuito finale. Una volata lunghissima, di tenuta, che vanifica il recupero di Sagan. Completa un podio di qualità il vincitore della Strade Bianche, Zdenek Stybar, mentre è confortante la brillantezza esibita da Pippo Pozzato, da troppo tempo non pervenuto nelle posizioni di vertice e, ricordiamo, ultimo vincitore italiano della Milano-Sanremo nell'ormai remoto 2006. Nulla di particolare da segnalare per il tris d'assi che presumibilmente si giocherà il successo finale, Nibali. Contador e Quintana. Solo il siciliano è costretto ad un minimo di straordinario per un cambio ruota: niente di che comunque, nel finale sta con i migliori.

Frazione spettacolare soprattutto nel circuito finale, da ripetere per cinque volte. Nelle prime tre tornate è ancora in vita una fuga portata avanti dal nostro Boem, dal belga Flens, dallo svizzero Wyss, dallo statunitense Haga e dal colombiano Quintero. L'azione si esaurisce sotto l'impulso della Tinkoff Saxo di Sagan, poi lunga fase tattica fino all'epilogo. Se Sagan aveva fatto lavorare la squadra, van Avermaet deve ringraziare soprattutto Daniel Oss, sospeso tra compiti di gregariato e una forma tale da poter pensare a qualcosa di sostanzioso. Perfetto il lavoro del trentino, poi van Avermaet fa da solo meritando di cogliere la prima vittoria stagionale: con essa arrivano la maglia azzurra di leader (strappata a Malori, e per Sagan è un'altra beffa) ed una iniezione di fiducia per le classiche di primavera, dove l'anno scorso fu protagonista (secondo al Fiandre dietro Cancellara).  "Dopo essere stato tante volte secondo stavolta ce l'ho fatta -è soddisfatto il vincitore-. Ho cercato di anticipare partendo da lontano e mi è andata bene. Sono contento per la squadra e per la maglia di leader".

CIMOLAI, SPRINT DI CLASSE ALLA PARIGI-NIZZA - Le buone notizie per il ciclismo italiano vengono dalla Parigi-Nizza, dove Davide Cimolai si è aggiudicato la quinta tappa. Una volata che la dice lunga sulla crescita del 26enne di Pordenone, al secondo squillo stagionale dopo quello -di altrettanto prestigio- al Trofeo Laigueglia. Cresciuto nella pista, Cimolai sta riuscendo a mettere anche sulla strada le sue capacità. La volata di Rasteau, sede della quinta tappa, 192 km dopo la partenza da Saint Etienne, ne è indubbia conferma. L'epilogo infatti arriva dopo una frazione non facile: tante cote, anche se oggettivamente ammortizzabili per uno sprinter di tenuta. Inoltre il gruppo, prima di arrivarci, è particolarmente stressato dall'inseguimento al quintetto di testa, con l'ultimo sopravvissuto -De Gendt- neutralizzato a poco più di 500 metri dal traguardo. Di primo livello gli avversari messi in riga da Cimolai: dal francese Coquard all'ex maglia gialla Matthews, al potente e sfrontato Bouhanni, ad un piazzato classico come lo spagnolo Rojas. Insomma, per la laurea è presto, ma un diploma con voto alto Cimolai in questo scorcio stagionale se lo è guadagnato. Frazione molto interessante, anche per la consueta fuga: non però una avanscoperta a fini pubblicitari, ma un tentativo con l'intenzione di andare fino in fondo. Lo portano avanti De Gendt, Talansky, Sicard, Silin e Poljanski. Splendido De Gendt, che rilancia l'azione più di tutti ed a cui nel finale basta un falsopiano per liberarsi dell'unico che lo aveva tenuto, il russo Silin: per il belga arriva la maglia a pois di leader della montagna, per la vittoria invece chiedere a Cimolai. In classifica generale Michal Kwiatkowski (Etixx) resta in maglia gialla.
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