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Tirreno-Adriatico, è finalmente Sagan. Quintana resta leader

Proprio a sei giorni dalla Milano-Sanremo lo slovacco torna a vincere dopo lungo tempo: sprint a Sant'Elpidio sotto una pioggia battente. Il colombiano mantiene la maglia azzurra in attesa della crono finale di San Benedetto

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ROMA - Mancavano due cose a Peter Sagan: la vittoria e un messaggio ai rivali in vista della Milano-Sanremo di domenica prossima. Entrambe arrivano a Porto Sant'Elpidio, arrivo della sesta tappa della Tirreno-Adriatico, 210 km dopo la partenza da Rieti. La vittoria gli mancava dal campionato nazionale dello scorso giugno, e per uno come lui è astinenza vera. Circa la Sanremo, proprio la lunghezza della gara, anche se lontana dai 300 km previsti per la classicissima, dà maggiore valenza alla prestazione dello slovacco: magari ancora non sarà brillantissimo, sicuramente però ha tenuta. Altro particolare, il carattere: primeggiare dopo una giornata passata ad inzupparsi di pioggia non è cosa da tutti. Insomma, giornata sì a tutti gli effetti per Sagan, che in una volata a ranghi ridotti precede il tedesco Gerald Ciolek, uno che il maltempo lo adora (ricordare la vittoria nella tremenda Sanremo 2013) e Jens Debusschere, che dopo la vittoria a sorpresa nella seconda frazione ci ha preso gusto. Il compito degli uomini del podio è favorito da una scaramuccia tra Alberto Contador e Nairo Quintana (quest'ultimo resta saldamente leader della generale): succede sul GPM di giornata a Montelparo, accelerazione violenta che determina una rottura del gruppo mai ricucita. Dietro rimane gente come Cavendish, Farrar, Modolo.

Quando il gruppo si spezza, davanti c'è già una fuga a tre: il giapponese Arashiro -non  nuovo a queste azioni-, l'uomo da Fiandre Devolder, il nostro Vanotti. Proprio l'italiano è il più combattivo: è l'unico che ha voglia di rilanciare ad esaurimento fuga, facendosi un po' di altri km in avanscoperta con il francese Vuillermoz. Tutto inutile quando rientrano da dietro. A quel punto la medaglia ha due rovesci: se la Tinkoff di Sagan fa il grosso del lavoro per controllare la fuga, la superiorità numerica in volata è tutta per la MTN - Qhubeka di Ciolek. Nella squadra sudafricana anche un elemento perfetto per giornate del genere come Boasson Hagen, ma a conti fatti quando Sagan parte da lontano, prepotente e voglioso di riscatto, la volata prende una piega precisa.

"Sono felicissismo e vorrei ringraziare tutto il team perché oggi hanno fatto un ottimo lavoro - il commento di Sagan sul sito della Tinkoff-Saxo - Tutti mi hanno aiutato, anche Alberto Contador, che nelle ultime due salite ha tirato più forte che poteva per rompere il gruppo. Siamo riusciti a eliminare un certo numero di velocisti. Quella di oggi è una grande vittoria sia per il team sia per me. Meglio non poteva andare".

Ora per scrivere la parola fine a questa 50esima Tirreno-Adriatico manca solo la cronometro finale di San Benedetto. Nairo Quintana la affronta con una quarantina di secondi di vantaggio sull'olandese Bauke Mollema. I colombiani, eccezion fatta per l'atipico specialista del recente passato, Santiago Botero, contro il tempo hanno spesso avuto problemi. Non inganni però quella faccia da scalatore: Quintana è abbastanza solido anche a crono, per spodestarlo dalla poltrona ci vorrà un'impresa.
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