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Vincenzo Nibali, di furore e lealtà: dalla prima bici alla gloria

Il campione siciliano racconta la sua vita a Enrico Brizzi (Mondadori editore) in un libro che parte dal lontano: l'amore per lo sport da ragazzino, la tenacia nell'inseguire un sogno che tra Vuelta, Giro e Tour, si trasforma in lealtà
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ROMA - Un adolescente chiamato all'interrogazione che candidamente confessa alla professoressa di aver copiato e non essere preparato. Un atteggiamento, in realtà una sfida, raccolta dall'insegnante: questa con voce stridula, il tono ridotto dal passaggio delle parole tra le labbra serrate per il nervosismo, chiede come quel ragazzino avesse passato il fine settimana. La risposta arriva puntuale, data con un entusiasmo tale da creare sconcerto: "Sabato mi sono allenato, domenica ho gareggiato e vinto per distacco". Quel ragazzino per cui la bici è tutto o quasi è Vincenzo Nibali, che racconta la sua vita  a Enrico Brizzi nel  libro "Vincenzo Nibali. Di furore e lealtà" (Mondadori editore). Una storia avvincente, che racconta particolari inediti del percorso che porta un atleta a fare il salto di qualità e diventare campione.

Le vittorie alla Vuelta di Spagna, il Giro d'Italia con il leggendario arrivo in mag…
ROMA - Un adolescente chiamato all'interrogazione che candidamente confessa alla professoressa di aver copiato e non essere preparato. Un atteggiamento, in realtà una sfida, raccolta dall'insegnante: questa con voce stridula, il tono ridotto dal passaggio delle parole tra le labbra serrate per il nervosismo, chiede come quel ragazzino avesse passato il fine settimana. La risposta arriva puntuale, data con un entusiasmo tale da creare sconcerto: "Sabato mi sono allenato, domenica ho gareggiato e vinto per distacco". Quel ragazzino per cui la bici è tutto o quasi è Vincenzo Nibali, che racconta la sua vita  a Enrico Brizzi nel  libro "Vincenzo Nibali. Di furore e lealtà" (Mondadori editore). Una storia avvincente, che racconta particolari inediti del percorso che porta un atleta a fare il salto di qualità e diventare campione.

Le vittorie alla Vuelta di Spagna, il Giro d'Italia con il leggendario arrivo in maglia rosa in una bufera di neve, il Tour de France conquistato da dominatore, dopo aver sgretolato sul pavè infangato dal maltempo le certezze altrui e dominato su montagne che hanno fatto la storia del ciclismo. Vista dal finale sembra tutto rose e fiori, ma c'è anche un momento in cui gente che Nibali di solito batteva, inizia ad andare forte, talmente tanto da sembrare inarrivabile. Il senso del sospetto, la sensazione che qualcosa non va, è forte. Vincenzo però tiene botta, si tiene bene alla larga da tutto, sa aspettare un clima nuovo nel mondo del ciclismo per poter iniziare finalmente un ciclo vincente.

Insomma, un gran carattere, senza il quale del resto primeggiare nel ciclismo, ma in generale i qualsiasi sport, è impresa ardua. Scorrendo le pagine del libro, emerge una forte personalità sin dalle prime bici. E' tanto forte l'amore per la bicicletta, ma va di pari passo con il senso della giustizia. Vincenzino quei due-tre prepotenti che stanno nella sua scuola proprio non li sopporta. E allora giù con le zuffe e giù anche con i richiami all'ordine da parte degli insegnanti, che gli costano -decisione irrevocabile del padre- la bici divisa in due con una sega. Una sofferenza autentica, che però gli fa assaporare la gioia di risalire in sella una volta finita la punizione. Da lì le uscite con i più grandi, la prima gara contesa allo sprint contro uno che era il doppio, il trasferimento in Toscana per tuffarsi nel ciclismo che conta, il professionismo, la crescita graduale, i trionfi. In due parole, Vincenzo Nibali.