Gand-Wevelgem, capolavoro Paolini: trionfa a 38 anni
di LUIGI PANELLANella classica belga caratterizzata da freddo, pioggia e vento trasversale, il milanese doma un drappello di attaccanti comprendente i favoriti Terpstra e Thomas
WEVELGEM - Testa e cuore. Luca Paolini svela il segreto del suo successo proprio nel momento in cui gli altri non hanno più antidoti: lo fa mentre vede a pochi metri il traguardo della Gand-Wevelgem numero 77. Una vittoria eccezionale per il milanese, in considerazione di tanti fattori: viene infatti colta da un ciclista di 38 anni, in una giornata metereologicamente terribile. Tanta pioggia, tanto freddo ma soprattutto un fortissimo vento laterale che causa numerose cadute. Una bolgia agonistica nella quale Paolini gioca le sue chance con classe, carattere ed intelligenza. Solo così del resto poteva togliersi di torno la compagnia di co-fuggitivi molto forti, a cominciare dall'olandese Niki Terpstra, vincitore della scorsa edizione della classica belga e Geraint Thomas, il più in forma di tutti come dimostrato lo scorso venerdì ad Harelbeke. Un segnale incoraggiante per il ciclismo italiano, a secco da sette anni nei monumenti del ciclismo (cioè…
WEVELGEM - Testa e cuore. Luca Paolini svela il segreto del suo successo proprio nel momento in cui gli altri non hanno più antidoti: lo fa mentre vede a pochi metri il traguardo della Gand-Wevelgem numero 77. Una vittoria eccezionale per il milanese, in considerazione di tanti fattori: viene infatti colta da un ciclista di 38 anni, in una giornata metereologicamente terribile. Tanta pioggia, tanto freddo ma soprattutto un fortissimo vento laterale che causa numerose cadute. Una bolgia agonistica nella quale Paolini gioca le sue chance con classe, carattere ed intelligenza. Solo così del resto poteva togliersi di torno la compagnia di co-fuggitivi molto forti, a cominciare dall'olandese Niki Terpstra, vincitore della scorsa edizione della classica belga e Geraint Thomas, il più in forma di tutti come dimostrato lo scorso venerdì ad Harelbeke. Un segnale incoraggiante per il ciclismo italiano, a secco da sette anni nei monumenti del ciclismo (cioè Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia), ma che fa sapere di esserci ancora nelle classiche che contano. Quello di Paolini è un acuto che aspettavamo da 3 anni, da Gasparotto alla Amstel Gold Race 2012.
E' il quarto successo italiano nella storia di una corsa: l'avevano vinta in precedenza Francesco Moser, Guidone Bontempi (due volte) e Mario Cipollini (per tre volte, l'ultima nel 2002). Per Paolini è il successo clou di una carriera che ha comunque vissuto altri momenti importanti: al nord aveva vinto la Freccia del Brabante, ormai undici anni fa e, in situazioni non dissimili da quelle odierne (anche se migliori), la Omloop Het Nieuwsblad nel 2013. Sempre in quell'anno, una tappa al Giro con qualche giorno anche in rosa. Insomma, non certo l'ultimo arrivato.
Una gara durissima, a metà la selezione è marcata. Dietro, tra gli altri, uno dei primi a firmare una resa senza condizioni è Peter Sagan, annichilito all'interno del gruppo da una condizione psicofisica non ottimale. Lo slovacco non riesce a vincere neanche lo sprint dei battuti, regolaro da Alexander Kristoff, tra l'altro il capitano di Paolini. Nel momento in cui il grosso dei corridori cede, davanti ci sono otto protagonisti. Oltre a Paolini un altro azzurro, Daniel Oss. Con loro Thomas, Vanmarcke, Debusschere, Vandernbergh. Davanti c'è in azione solitaria il belga Roelandts, che doma con energie gli strappi sul pavè (il Kemmel è quello classico della Wevelgem) e soprattutto le seguenti, insidiosissime, discese. Chi più chi meno, tutti sono sopravvissuti a forature e cadute: Thomas ad esempio è sfortunato nel colpire terra con la clavicola, fortunato nel farlo su un erba molto alta. La cavalcata solitaria di Roelandts finisce quando rientra Tersptra: significa che la Etixx - Quickstep va in superiorità numerica e che Vandenbergh può tirare senza risparmiarsi.
E' esattamente quello che accade, tanto che sulle tirate del belga, Oss cede e addirittura Paolini sembra sul punto di farlo. Non è così però. Paolini sembra al gancio ma si sta gestendo, poi quando c'è da muoversi non esita. Prima va via con Terpstra, poi quando Thomas riporta gli altri sotto, prova da solo. Mancano 5 km all'arrivo, è il punto e il momento giusto: dietro ci mettono un po' a stringere una alleanza, quando Terpstra e Thomas si intendono, ormai Paolini già pregusta il trionfo.
"E' stata una giornata molto difficile, sono caduto due volte, ho anche cambiato bici -è l'analisi a caldo del milanese-. Conoscevo però il percorso, sapevo dove e quando stare davanti. Poi ho avuto fortuna. Il vento è stato talmente forte che non sapevamo neanche se continuare la corsa, ma questo è il vero ciclismo del nord. Il finale? Forse non ero il più forte, ma ho approfittato di un momento di incertezza di chi pensava ormai alla volata. E' comunque la vittoria più bella della mia carriera". Il giorno di Pasqua c'è il Giro delle Fiandre: "Ritornerò al mio ruolo e aiuterò Kristoff, ma se non starà bene allora magari ci riproverò...". Paolini, testa e cuore.
ORDINE D'ARRIVO
1. Luca Paolini (ITA/Katusha), 240 km in 6 h 20:55
2. Niki Terpstra (NED) a 11.
3. Geraint Thomas (GBR) a 11.
4. Stijn Vandenbergh (BEL) a 18.
5. Jens Debusschere (BEL) a 26.
6. Sep Vanmarcke (BEL) a 40.
7. Jürgen Roelandts (BEL) a 1:52.
8. Daniel Oss (BEL) a 4:15.
9. Alexander Kristoff (NOR) a 5:12.
10. Peter Sagan (SLO) a 5:12.
CATALOGNA A PORTE, ULTIMA A VALVERDE - Alejandro Valverde ha vinto la settima e ultima tappa del Giro di Catalogna, 126 km con partenza e arrivo a Barcellona. Lo spagnolo della Movistar si è imposto sul francese Bryan Coquard (Europcar) e il russo Sergei Chernetski (Katusha). L'australiano Richie Porte (Sky) si è aggiudicato la classifica finale precedendo di 4" Valverde e di 5" Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale).
COPPI-BARTALI A MEINTJES - Vittoria sudafricana della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali-Trofeo Banca Interprovinciale. Louis Meintjes, con una azione di forza sferrata ad una ventina di km dal traguardo, si è aggiudicato la tappa conclusiva, da Pavullo nel Frignano a Roccapelago tagliando il traguardo con 1'12" su Cunego e Rebellin e 1'15" sul croato Kvasina. Il ventitreenne della MTN Qhubeka, grazie agli abbuoni per la vittoria (10") è riuscito a conquistare la classifica finale per soli 2" sul britannico Ben Swift. Terzo posto per Kvasina a 46".
CRITERIUM INTERNAZIONALE, ANCORA PERAUD - Per il secondo anno consecutivo, Jean-Christophe Peraud ha vinto la classifica finale del Criterium International. Il corridore francese della Ag2R-La Mondiale, con uno scatto sulla rampa finale, si è imposto in solitaria nella terza ed ultima tappa della gara in Corsica, la Porto Vecchio-Col de l'Ospedale di 189,5 km, precedendo di 15" e 16" i connazionali Pierrick Fedrigo (Bretagne-Sechè Environnement) e Thibaut Pinot (Fdj.fr). Quinto, a 25", l'azzurro Fabio Felline, che chiude sul gradino più basso del podio conclusivo
E' il quarto successo italiano nella storia di una corsa: l'avevano vinta in precedenza Francesco Moser, Guidone Bontempi (due volte) e Mario Cipollini (per tre volte, l'ultima nel 2002). Per Paolini è il successo clou di una carriera che ha comunque vissuto altri momenti importanti: al nord aveva vinto la Freccia del Brabante, ormai undici anni fa e, in situazioni non dissimili da quelle odierne (anche se migliori), la Omloop Het Nieuwsblad nel 2013. Sempre in quell'anno, una tappa al Giro con qualche giorno anche in rosa. Insomma, non certo l'ultimo arrivato.
Una gara durissima, a metà la selezione è marcata. Dietro, tra gli altri, uno dei primi a firmare una resa senza condizioni è Peter Sagan, annichilito all'interno del gruppo da una condizione psicofisica non ottimale. Lo slovacco non riesce a vincere neanche lo sprint dei battuti, regolaro da Alexander Kristoff, tra l'altro il capitano di Paolini. Nel momento in cui il grosso dei corridori cede, davanti ci sono otto protagonisti. Oltre a Paolini un altro azzurro, Daniel Oss. Con loro Thomas, Vanmarcke, Debusschere, Vandernbergh. Davanti c'è in azione solitaria il belga Roelandts, che doma con energie gli strappi sul pavè (il Kemmel è quello classico della Wevelgem) e soprattutto le seguenti, insidiosissime, discese. Chi più chi meno, tutti sono sopravvissuti a forature e cadute: Thomas ad esempio è sfortunato nel colpire terra con la clavicola, fortunato nel farlo su un erba molto alta. La cavalcata solitaria di Roelandts finisce quando rientra Tersptra: significa che la Etixx - Quickstep va in superiorità numerica e che Vandenbergh può tirare senza risparmiarsi.
E' esattamente quello che accade, tanto che sulle tirate del belga, Oss cede e addirittura Paolini sembra sul punto di farlo. Non è così però. Paolini sembra al gancio ma si sta gestendo, poi quando c'è da muoversi non esita. Prima va via con Terpstra, poi quando Thomas riporta gli altri sotto, prova da solo. Mancano 5 km all'arrivo, è il punto e il momento giusto: dietro ci mettono un po' a stringere una alleanza, quando Terpstra e Thomas si intendono, ormai Paolini già pregusta il trionfo.
"E' stata una giornata molto difficile, sono caduto due volte, ho anche cambiato bici -è l'analisi a caldo del milanese-. Conoscevo però il percorso, sapevo dove e quando stare davanti. Poi ho avuto fortuna. Il vento è stato talmente forte che non sapevamo neanche se continuare la corsa, ma questo è il vero ciclismo del nord. Il finale? Forse non ero il più forte, ma ho approfittato di un momento di incertezza di chi pensava ormai alla volata. E' comunque la vittoria più bella della mia carriera". Il giorno di Pasqua c'è il Giro delle Fiandre: "Ritornerò al mio ruolo e aiuterò Kristoff, ma se non starà bene allora magari ci riproverò...". Paolini, testa e cuore.
ORDINE D'ARRIVO
1. Luca Paolini (ITA/Katusha), 240 km in 6 h 20:55
2. Niki Terpstra (NED) a 11.
3. Geraint Thomas (GBR) a 11.
4. Stijn Vandenbergh (BEL) a 18.
5. Jens Debusschere (BEL) a 26.
6. Sep Vanmarcke (BEL) a 40.
7. Jürgen Roelandts (BEL) a 1:52.
8. Daniel Oss (BEL) a 4:15.
9. Alexander Kristoff (NOR) a 5:12.
10. Peter Sagan (SLO) a 5:12.
CATALOGNA A PORTE, ULTIMA A VALVERDE - Alejandro Valverde ha vinto la settima e ultima tappa del Giro di Catalogna, 126 km con partenza e arrivo a Barcellona. Lo spagnolo della Movistar si è imposto sul francese Bryan Coquard (Europcar) e il russo Sergei Chernetski (Katusha). L'australiano Richie Porte (Sky) si è aggiudicato la classifica finale precedendo di 4" Valverde e di 5" Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale).
COPPI-BARTALI A MEINTJES - Vittoria sudafricana della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali-Trofeo Banca Interprovinciale. Louis Meintjes, con una azione di forza sferrata ad una ventina di km dal traguardo, si è aggiudicato la tappa conclusiva, da Pavullo nel Frignano a Roccapelago tagliando il traguardo con 1'12" su Cunego e Rebellin e 1'15" sul croato Kvasina. Il ventitreenne della MTN Qhubeka, grazie agli abbuoni per la vittoria (10") è riuscito a conquistare la classifica finale per soli 2" sul britannico Ben Swift. Terzo posto per Kvasina a 46".
CRITERIUM INTERNAZIONALE, ANCORA PERAUD - Per il secondo anno consecutivo, Jean-Christophe Peraud ha vinto la classifica finale del Criterium International. Il corridore francese della Ag2R-La Mondiale, con uno scatto sulla rampa finale, si è imposto in solitaria nella terza ed ultima tappa della gara in Corsica, la Porto Vecchio-Col de l'Ospedale di 189,5 km, precedendo di 15" e 16" i connazionali Pierrick Fedrigo (Bretagne-Sechè Environnement) e Thibaut Pinot (Fdj.fr). Quinto, a 25", l'azzurro Fabio Felline, che chiude sul gradino più basso del podio conclusivo