ROMA - Contrariamente a quanto avviene per la Milano-Sanremo, la tipologia stessa del Giro delle Fiandre consegna solitamente un lotto di favoriti abbastanza ristretto. L'edizione numero 99 della Ronde del giorno di Pasqua parte però sotto insegne diverse: mancano infatti Fabian Cancellara e Tom Boonen, che nelle ultime dieci edizioni hanno fatto il vuoto vincendone tre a testa. Due brutte cadute li hanno fatti fuori (anche se il bel Tom alla Roubaix potrebbe esserci), lasciando campo aperto a parecchie altre soluzioni. Mancheranno i re, non mancherà sicuramente lo spettacolo. In questo gli organizzatori hanno aggiunto il loro zampino, con due muri in più lungo i 256 km del percorso, il Tiegemberg e il Berendries: non decideranno questi, ma intanto le asperità passano da 17 a 19, particolare da non sottovalutare per una corsa che tra pavè e stradine strette si annuncia durissima. Premesso che ogni metro potrebbe essere decisivo, i punti chiave tradizionalmente sono un paio: il Koppenberg, affrontato al km 220, il punto più duro della Ronde, e se non dovesse bastare questa a fare la selezione definitiva, il Vecchio Kwaremont (meno di 20 km al traguardo) è perfetto per dare altre risposte.
Dunque, mancano i big, ma il favorito -condizione alla mano- esiste. Il Geraint Thomas visto ad Harelbeke e non solo, sembra pronto per raccogliere una grande classica. Il britannico è andato forte anche alla Gand Wevelgem, dove ha duellato con Niki Terpstra (altro nome papabile che potrà giocare di squadra con il ceco Stybar), per poi arrendersi alla genialità tattica di Luca Paolini. Ecco, Paolini... Le speranze italiane per domenica sono abbastanza limitate, ed il milanese è quello con la forma psicofisica migliore. Un 'ma' grande come una casa però aleggia sul milanese: è un luogotenente di Alexander Kristoff, il norvegese uscito dalla Tre Giorni di La Panne in grandi condizioni e si pone come candidato importante. In pratica, la fotografia in casa Katusha la fanno le frasi di Paolini: "Ritornerò al mio ruolo e aiuterò Kristoff, ma se non starà bene allora magari ci riproverò...". Quindi, visto che il milanese dovrà correre di sponda, per sperare di riportare a casa la Ronde che ci manca dal 2007 (vinse Ballan), bisogna puntare anche su altri cavalli. Matteo Trentin e Daniel Oss stanno bene, ma è anche loro sono legati alle strategie delle Etixx Quick Step (Terpstra e Stybar), e Bmc (van Avermaet), mentre faranno presumibilmente i capitani due adatti al percorso ma in crisi di risultati come Oscar Gatto e Filippo Pozzato.
La sensazione è quindi di una lunga attesa degli eventi, all'insegna della massima concentrazione viste le insidie del tracciato. Inoltre è probabilmente una delle due-tre corse in cui il fattore campo potrebbe contare. Per i belgi il Fiandre è come per gli italiani una partita di calcio che vale lo scudetto e per vincere non si può improvvisare. Non è un caso che i padroni di casa, che non avranno Boonen ma possono contare tra gli altri su van Avermaet, Vanmarcke e Devolder, l'hanno vinta 68 volte: seconda è l'Italia, che però è ferma a 10 vittorie. Riuscirà il vincitore della Sanremo John Degenkolb a mettere la terza bandierina tedesca? Oppure Peter Sagan si libererà da una minicrisi che lo sta attanagliando dando la prima volta alla Slovacchia? E Valverde, porrà fine al digiuno infinito della Spagna? Tante domande, la risposta a Pasqua.
Dunque, mancano i big, ma il favorito -condizione alla mano- esiste. Il Geraint Thomas visto ad Harelbeke e non solo, sembra pronto per raccogliere una grande classica. Il britannico è andato forte anche alla Gand Wevelgem, dove ha duellato con Niki Terpstra (altro nome papabile che potrà giocare di squadra con il ceco Stybar), per poi arrendersi alla genialità tattica di Luca Paolini. Ecco, Paolini... Le speranze italiane per domenica sono abbastanza limitate, ed il milanese è quello con la forma psicofisica migliore. Un 'ma' grande come una casa però aleggia sul milanese: è un luogotenente di Alexander Kristoff, il norvegese uscito dalla Tre Giorni di La Panne in grandi condizioni e si pone come candidato importante. In pratica, la fotografia in casa Katusha la fanno le frasi di Paolini: "Ritornerò al mio ruolo e aiuterò Kristoff, ma se non starà bene allora magari ci riproverò...". Quindi, visto che il milanese dovrà correre di sponda, per sperare di riportare a casa la Ronde che ci manca dal 2007 (vinse Ballan), bisogna puntare anche su altri cavalli. Matteo Trentin e Daniel Oss stanno bene, ma è anche loro sono legati alle strategie delle Etixx Quick Step (Terpstra e Stybar), e Bmc (van Avermaet), mentre faranno presumibilmente i capitani due adatti al percorso ma in crisi di risultati come Oscar Gatto e Filippo Pozzato.
La sensazione è quindi di una lunga attesa degli eventi, all'insegna della massima concentrazione viste le insidie del tracciato. Inoltre è probabilmente una delle due-tre corse in cui il fattore campo potrebbe contare. Per i belgi il Fiandre è come per gli italiani una partita di calcio che vale lo scudetto e per vincere non si può improvvisare. Non è un caso che i padroni di casa, che non avranno Boonen ma possono contare tra gli altri su van Avermaet, Vanmarcke e Devolder, l'hanno vinta 68 volte: seconda è l'Italia, che però è ferma a 10 vittorie. Riuscirà il vincitore della Sanremo John Degenkolb a mettere la terza bandierina tedesca? Oppure Peter Sagan si libererà da una minicrisi che lo sta attanagliando dando la prima volta alla Slovacchia? E Valverde, porrà fine al digiuno infinito della Spagna? Tante domande, la risposta a Pasqua.