ROMA - Ha vinto tantissime corse in carriera, Alejandro Valverde, ma il tris calato alla Liegi-Bastogne-Liegi dopo le vittorie ormai lontano nel 2006 e 2008, rappresentano il capolavoro della sua carriera. Il murciano, freschissimo di 35 primavere, gestisce con classe e freschezza atletica - quella non può mai mancare - la situazione più difficile. La sua squadra (la Movistar) lavora, ma nella pendenza finale verso Ans, nella resa dei conti dopo 10 cote toste, resta solo: tutti contro di lui, in particolare la Katusha che può giocare di squadra con Giampaolo Caruso (ancora una volta protagonista), Moreno e soprattutto con il nemico giurato Purito Rodriguez, quello delle beffe in nazionale e degli sguardi incarogniti sul podio al mondiale di Firenze. Lo attaccano, è ovvio: Moreno va via in progressione, nessuno lo va a prendere, sembra finita. A questo punto Valverde, a dispetto della nomea che lo vuole muoversi sempre con un attimo di ritardo, parte ed annulla l'azione. Niente di risolto però: la sagoma di Purito gli succhia la ruota, il gioco Katusha sembra funzionare ma... Ma Valverde riesce a raschiare energie a quel punto insospettate per rilanciare sul rettilineo finale: quello che va più vicino a prenderlo è Julian Alaphilippe (Etixx - Quickstep, 22 anni, i francesi hanno trovato uno forte per la corse in linea), che coglie un altro secondo posto dopo quello della Freccia Vallone. Joaquim Rodriguez (Team Katusha), terzo, è il volto della delusione.
Gli italiani hanno deluso. Il guerriero è stato ancora una volta Giampaolo Caruso, che non ha potuto accarezzare il sogno dello scorso anno, quando arrivo ad una curva dal trionfo, in quanto chiamato al dovere per i più quotati Rodriguez e Moreno. Il meglio piazzato è Domenico Pozzovivo (ottavo) mentre Vincenzo Nibali non ha avuto gambe proporzionali alle aspirazioni. Lo Squalo spara le sue cartucce sulla salita degli italiani, la cote de Saint Nicolas, ma non è sorretto dalla necessaria brillantezza e nel momento topico manca l'appuntamento.
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Dunque la campagna delle Ardenne si chiude appannaggio di Valverde, che se non fosse stato per l'iridato Kwiatkowski nella corsa della birra, avrebbe fatto un tris riuscito solamente a Rebellin e, in tempi più recenti, a Gilbert. In molti hanno provato metterne il dubbio il regno nella corsa più antica (prima edizione nel 1892), anche da lontano. La prima azione vede protagonisti gli italiani: un drappello di cui fanno parte Ulissi (il nostro futuro nelle corse in linea), Montaguti e Benedetti. Dietro lavorano, annullano un margine considerevole ad una ottantina di km dall'arrivo. Poi l'Astana di Nibali inizia a pungere: manda in avanscoperta Scarponi e Kangert costringendo la Movistar a lavorare. Quindi è Fuglsang (altro Astana), ad entrare in un terzetto interessante con Giampaolo Caruso e Kreuziger. L'azione si esaurisce ai piedi di Saint Nicolas, poi Nibali illude per qualche pedalata, poi la Katusha prende in mano la corsa, poi Valverde compie il capolavoro.
ORDINE D'ARRIVO
1. Alejandro Valverde (ESP/MOV), 253 km in 6 h 14:20.
2. Julian Alaphilippe (FRA/ETI) s.t.
3. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) s.t.
4. Rui Costa (POR/LAM) s.t.
5. Roman Kreuziger (CZE/TIN) s.t.
6. Romain Bardet (FRA/ALM) s.t.
7. Sergio Henao (COL/SKY) s.t.
8. Domenico Pozzovivo (ITA/ALM) s.t.
9. Jakob Fuglsang (DEN/AST) s.t.
10. Daniel Moreno (ESP/KAT) s.t.
Gli italiani hanno deluso. Il guerriero è stato ancora una volta Giampaolo Caruso, che non ha potuto accarezzare il sogno dello scorso anno, quando arrivo ad una curva dal trionfo, in quanto chiamato al dovere per i più quotati Rodriguez e Moreno. Il meglio piazzato è Domenico Pozzovivo (ottavo) mentre Vincenzo Nibali non ha avuto gambe proporzionali alle aspirazioni. Lo Squalo spara le sue cartucce sulla salita degli italiani, la cote de Saint Nicolas, ma non è sorretto dalla necessaria brillantezza e nel momento topico manca l'appuntamento.
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Dunque la campagna delle Ardenne si chiude appannaggio di Valverde, che se non fosse stato per l'iridato Kwiatkowski nella corsa della birra, avrebbe fatto un tris riuscito solamente a Rebellin e, in tempi più recenti, a Gilbert. In molti hanno provato metterne il dubbio il regno nella corsa più antica (prima edizione nel 1892), anche da lontano. La prima azione vede protagonisti gli italiani: un drappello di cui fanno parte Ulissi (il nostro futuro nelle corse in linea), Montaguti e Benedetti. Dietro lavorano, annullano un margine considerevole ad una ottantina di km dall'arrivo. Poi l'Astana di Nibali inizia a pungere: manda in avanscoperta Scarponi e Kangert costringendo la Movistar a lavorare. Quindi è Fuglsang (altro Astana), ad entrare in un terzetto interessante con Giampaolo Caruso e Kreuziger. L'azione si esaurisce ai piedi di Saint Nicolas, poi Nibali illude per qualche pedalata, poi la Katusha prende in mano la corsa, poi Valverde compie il capolavoro.
ORDINE D'ARRIVO
1. Alejandro Valverde (ESP/MOV), 253 km in 6 h 14:20.
2. Julian Alaphilippe (FRA/ETI) s.t.
3. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) s.t.
4. Rui Costa (POR/LAM) s.t.
5. Roman Kreuziger (CZE/TIN) s.t.
6. Romain Bardet (FRA/ALM) s.t.
7. Sergio Henao (COL/SKY) s.t.
8. Domenico Pozzovivo (ITA/ALM) s.t.
9. Jakob Fuglsang (DEN/AST) s.t.
10. Daniel Moreno (ESP/KAT) s.t.