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Giro d'Italia, Contador vuole la doppietta con il Tour: "Gambe e testa a posto, sono pronto"

Il pistolero cerca l'ingresso nella storia partendo dalla corsa rosa: "Mi sono preparato molto bene, ho raggiunto un buon livello di sono pronto sia fisicamente che psicologicamente"

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ROMA - Lo scorso anno saltò il Giro per andarsi a prendere il Tour, ma una caduta rovinò metà di un a stagione poi salvata, neanche troppo parzialmente, dalla significativa vittoria nella Vuelta di Spagna. Stavolta però, mentre Nibali, Quintana e Froome preparano l'assalto al Tour de France, Contador lancia la sfida a trecentosessanta gradi, cerca la doppietta con il Giro d'Italia. Il pistolero cercherà di riallacciare il rapporto con la corsa rosa che gli manca dal 2008, anno della sua unica vittoria: la seconda, ottenuta nel 2011, gli fu revocata come effetto della squalifica di due anni per un doping pregresso, la famosa 'bistecca contaminata' che con quel Giro comunque poco entrava. L'approccio stagionale non è stato dei più esaltanti, con la sola vittoria alla Ruta del Sol, ma c'è la chiara sensazione di una preparazione mirata per dare il massimo nella sfida contro Richie Porte, Rigoberto Uran e Fabio Aru. " "Mi sarebbe piaciuto ottenere dei risultati migliori fin qui, ma era tutto programmato. Ho raggiunto comunque un buon livello e a preoccuparmi un po' sono state soltanto le cadute alla Tirreno-Adriatico e al Giro di Catalogna, che avrebbero potuto rovinare i miei piani. Sono fisicamente pronto per il Giro e psicologicamente preparato per quello che mi aspetta dopo - spiega al quotidiano iberico 'As' -. So di aver trascurato un po' l'avvio di stagione per la sfida del Giro e del Tour, una sfida che per qualcuno è impossibile e che invece mi motiva enormemente".

In particolare Richie Porte è molto considerato dallo spagnolo: "E 'stato incredibile sin dal Tour Down Under, Sembra molto motivato e sa di avere una grande opportunità di lottare per la classifica generale: sarà un avversario difficile. Dovremo vedere come sta ma il mio livello al Giro sarà molto diverso. Ma non va dimenticato Rigoberto Uran, e anche Fabio Aru, che ha ottenuto un terzo posto al Giro e un quinto alla Vuelta. Se migliora un pò potrà lottare per il successo finale. Fra i tre grandi giri, la corsa rosa è la più aperta. Per questo abbiamo allestito una squadra altamente competitiva, nella quale spiccano Ivan Basso, Roman Kreuziger e Michael Rogers. Ho la massima fiducia in loro, mi daranno una grossa mano". Per non sbagliare, Contador ha svolto una preparazione molti dura alle Canarie: "Sto recuperando dai carichi di lavoro perché ho intensificato gli allenamenti nelle ultime tre settimane, incamerando più metri di dislivello. Sono fiducioso, sabato sarò al via in condizioni ottimali. Ci siamo sottoposti ad allenamenti estenuanti, con più di 5 mila metri di dislivello. Abbiamo lavorato sull'intensità". Contador sa che in caso di doppietta Giro-Tour entrerebbe in uno storico club per pochi eletti: "Pensavo che avrei fatto Giro e Tour, sapevo che sarei entrato in forma col tempo, il lavoro era mirato a una condizione più duratura - spiega Contador -. Sono soddisfatto, ma è anche vero che dobbiamo vedere cosa accadrà in gara. Non sarà facile mantenere una buona forma fino a luglio. In ogni caso devo aspettare la gara, per verificare il mio livello di competitività".

Uno sguardo anche al percorso, che Contador giudica diverso: "Quest'anno non ci sono grandissimi arrivi in montagna. La corsa resta molto difficile, con salite meno ripide, del 5, 6 o 7 per cento al massimo. Mi vengono in mente la tappa dell'Abetone, quella di Campitello Matese, a Madonna di Campiglio e Cervinia. Forse le montagne più impegnative quest'anno precedono grandi discese, come il Colle delle Finestre, il Sestriere o il Mortirolo. Bisognerà adeguare la strategia al percorso. Mi piacerebbe dare battaglia nell'ultima settimana, ma mi manca una salita finale come Marmolada o Zoncolan". Per fortuna che c'è il Mortirolo..."Quella tappa sarà durissima perché propone anche altre salite, a Campo Carlo Magno, Tonale, oltre a Mortirolo e Aprica al traguardo". Ma il punto chiave sono i 60 km a cronometro da Treviso a Valdobbiadene: "Ho visitato il percorso dopo il Giro di Catalogna, approfittando del fatto che non è molto lontano da casa mia, a Lugano - racconta -. Il tracciato è più piatto di quanto pensassi, mi sarebbe piaciuto un percorso più duro, in modo da fare la differenza".
 
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