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Giro d'Italia: Aru le prova tutte in salita, ma Contador resta in rosa. Intxausti vince la tappa

(lapresse)
Grande battaglia in salita verso Campitello Matese: il sardo attacca, ma il pistolero (che guadagna 2'' di abbuono su un traguardo volante) e Porte replicano molto bene. Tiene anche Uran
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CAMPITELLO MATESE - Le prova tutte Fabio Aru, sfida Alberto Contador senza calcoli: scatena un forcing impressionante di squadra, piazza un paio di stoccate. Azioni secche, non dimostrative, ma Contador non perde un metro. Il Pistolero tiene, con la sua classe e la sua parte sinistra ammaccata. Maglia rosa mantenuta con ciliegina: sull'anonimo traguardo di Sora lo spagnolo acchiappa anche un paio di secondi di abbuono, potrebbe essere poca roba ma sono quelle punture di spillo che alla lunga possono dare fastidio. Botta e risposta dalla quale non si chiama certo fuori il terzo uomo. Richie Porte e il suo sguardo celato dietro gli occhialoni scuri: sempre tranquillo il tasmaniano, replica agli scatti attento a non spendere un'energia più del dovuto. Il ragionamento che fa il buon Richie è semplice: sto sulla ruota, tanto poi ci sono 60 km di cronometro individuale...

Ad ogni modo, la giornata di Aru va archiviata positivamente. L'Astana si dimostra la squadra più forte, e nel ragionamento rientra l'azione solitaria di Landa: lo spagnolo va a prendersi un secondo posto solitario che gli vale un rientro in classifica e la possibilità per il team del sardo di giocare tatticamente con due punte. Giusto però analizzare anche il rovescio della medaglia: se infatti Landa fosse rimasto con Aru, avrebbe probabilmente permesso al sardo di rientrare almeno sull'austriaco Reichenbach, giunto secondo. Tradotto: con l'abbuono dello sprint il sardo si sarebbe preso la rosa. Insomma, motivi a iosa nella sfida per il primato, che non devono mandare in secondo ordine il vincitore di giornata, il basco Benat Intxausti. Per lui il Giro è una corsa dolce: aveva vinto già una tappa a Ivrea nel 2013, anno in cui aveva anche indossato la maglia rosa, quindi...  "Pensavo di poter vincere una tappa, avevo una possibilità con una fuga assieme a grandi corridori, ho avuto gambe buone per tutto il giorno e ho aspettato gli ultimi 4 chilometri per attaccare a tutta", commenta il vincitore.

Intxausti è il più bravo della fuga giornaliera. Una azione che, si era intuito, potesse andare in porto. Tre motivi: la consistenza del drappello (una dozzina di uomini), l'ottimo margine (una decina di minuti) e il buon assortimento degli attaccanti. Lo aveva capito anche il ds della Nippo, Giuliani, che resosi conto della occasione sprecata dai suoi -fuori dall'azione - ordina tirate 'punitive' in testa al plotone. Intxausti si prende il palcoscenico sostituendo tante comparse: prima di lui Kruijskijk è il più brillante, ma anche Pellizotti dopo i misteriosi crampi che ne avevano attanagliato i muscoli nelle prime tappe e Betancur con la sua forma meno atletica del solito, avevano dato spallate ad un momento difficile.
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Un successo strameritato, perchè dopo il fair play della tappa precedente, dietro non lasciano fare, a cominciare dall'Astana che impone un ritmo infernale ben prima di una salita finale che nella storia del Giro riveste un certo significato: basta citare l'impresa del Tasso Hinault nel 1982 o quella della meteora - ma vincente - Berzin nel 1994. Una marea azzurra in testa al plotone, senza soluzione di continuità: Aru parte e riparte, Contador non concede niente e lo stesso fa Porte. E c'è anche Uran, che dopo le incertezze dei giorni scorsi stavolta replica a dovere. "C'ho provato -conferma Aru - e siamo riusciti a far uscire Landa. Va bene così, sono contentissimo per la squadra. Mikel ha cercato di andar via, eravamo d'accordo con tutto la squadra, peccato non abbia vinto, ma abbiamo corso da grande squadra. Mancano ancora tredici tappe, restiamo tranquilli e concentrati Contador? Sta bene".  Aru, infine, non scarta la possibilità di essere al via al Tour de France: "Non lo so ancora, ma non si sa mai, potrei partecipare anch'io".

Soddisfatto Contador:  "Si sapeva che oggi Aru avrebbe provato, così come Porte, ed ho cercato solo di controllare e un po' di attaccare, gestendo le forze. Sono cotento, il tempo volge a mio favore, non sto comodissimo in bicicletta e si vede, però questi giorni sono trascorsi senza problemi e questa è la cosa più importante. Di notte dormo con il braccio immobilizzato e devo ricordarmi di averlo così: per la cronometro, molto lunga, sarà un problema". Su Aru: "Ho grandissimo rispetto e ammirazione per lui, mi sembra di rivedermi quando ero più giovane. Farà grande il ciclismo italiano. I due secondi presi al traguardo volante? Ho un pò di esperienza in più...".

ORDINE D'ARRIVO
1 - Benat Intxausti (ESP-Movistar)
2 - Mikel Landa (ESP-Astana) a 20''
3 - Sebastien Reichenbach (SUI-IAM) a 31''
4 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 35''
5 - Alberto Contador (ESP-Tinkoff) a 35''
6 - Richie Porte (AUS-Sky) a 35''
7 - Rigoberto Uran (COL-Etixx) a 35''
8 - Dario Cataldo (ITA-Astana) a 35''
9 - Damiano Cunego (ITA-Nippo) a 45''
10 - Damiano Caruso (ITA-BMC) a 45''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Alberto Contador (ESP-Tinkoff)
2 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 4''
3 - Richie Porte (AUS-Sky) a 22''
4 - Dario Cataldo (ITA-Astana) a 30''
5 - Mikel Landa (ESP-Astana) a 42''
6 - Roman Kreuziger (CZE-Tinkoff) a 1'00''
7 - Giovanni Visconti (ITA-Movistar) a 1'16''
8 - Rigoberto Uran (COL-Etixx) a 1'24''
9 - Damiano Caruso (ITA-BMC) a 1'34''
10 - Andrey Amador (CRC-Movistar) a 1'38''

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