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Giro d'Italia, l'impresa del 'vecchio' gregario: Tiralongo vince tra le lacrime. Aru rosicchia un secondo a Contador

L'arrivo di Paolo Tiralongo (ansa)
Il siciliano della Astana vince una tappa difficilissima e il giovane capitano lo festeggia commosso. Lo spagnolo sempre in rosa, ma il sardo lo precede sul traguardo
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SAN GIORGIO DEL SANNIO - E' un ragazzo di 38 anni, viene dalla Sicilia, nella vita fa il gregario ma ogni tanto esce dal ruolo che la strada gli ha assegnato e si diverte a portare la classe operaia in paradiso. A San Giorgio del Sannio è il grande giorno di Paolo Tiralongo, in corsa un fratello maggiore di Fabio Aru, in gruppo una vera istituzione. La sua è una impresa, perchè dopo otto giorni passati a dare tutto per il bene comune, va a vincere una tappa difficilissima: 224 km conditi da 3 GPM e da 4000 metri di dislivello. E' nel drappello dei fuggitivi di giornata, poi nel momento decisivo pianta la compagnia, spegne le illusioni del passistone olandese Tom Slagter e va a vincere in splendida solitudine. L'immagine più bella è la festa dei compagni di squadra e soprattutto l'abbraccio di Fabio Aru, che non riesce a trattenere lacrime di gioia: "In questi nove giorni abbiamo corso da vera squadra - spiega il giovane sardo -. Siamo inanzitutto un gruppo di amici, e il fatto che abbia vinto lui per me è una gioia immensa. Non sarei stato così felice se avessi vinto io. Per me è come un fratello o un padre, tra noi c'è un rapporto bellissimo: quando ho saputo che avevo vinto, ai 500 metri, ho provato un'emozione indescrivibile". Vero, a uno come Tiralongo puoi solo voler bene: in una delle due precedenti vittorie al Giro (nel 2011 a Macugnaga) era in crisi, ma il suo ex capitano -un certo Alberto Contador -, uscì dal gruppo per andarlo a scortare verso il successo con un gesto da Libro Cuore.

Tecnicamente, la vittoria di Tiralongo è un'altra dimostrazione di forza della Astana, anche se poi all'atto pratico (fatta eccezione per la minicrisi di Uran, che inizia a diventare un classico), in classifica succede poco. Da registrare le punzecchiate di Aru in salita, un piccolo secondo rosicchiato sul traguardo a Contador e l'atteggiamento passivo di Richie Porte. Il tasmaniano non lo vedi e non lo senti, ma è sempre lì: su uno degli scatti di Aru non è sembrato brillantissimo, ma il risultato finale è quello che conta. Piuttosto, facendo proiezioni su quello che potrà essere il futuro del Giro, possiamo giocare a fare un'ipotesi: Aru e Contador si sono parlati quando Uran era dietro, tra i due c'è una intesa. Porte invece è sembrato sulle sue, un po' snob. In pratica, se i 60 km della crono del prosecco favoriranno il tasmaniano, sulle salite decisive una santa alleanza tra il Pistolero e il sardo non va esclusa.  "Fabio ed io ci siamo parlati, abbiamo cercato di isolare Uran. Aru non perde occasione per attaccare, ho controllato ma all'arrivo mancava molto, ho preferito non forzare. Voglio attaccare quando il tempo sarà dalla mia parte". Sull'attacco in extremis subito sul rettilineo finale: "La volata di Aru? spero che questo Giro non si risolva per un secondo...". 

"Sapevamo che si era staccato Uran, ci ho provato sull'ultima salita -replica Aru-. Porte non lavorava ed ho parlato con Alberto per guadagnare un po' ed ho avuto un Landa fortissimo. Il mio sprint su Contador all'arrivo? La gara finisce sulla linea, questa era la nostra tattica". La tappa offre un copione già visto. Aru manda un uomo -Tiralongo- in avanscoperta, Porte e Contador non fanno altrettanto. Con il siciliano ci sono Slagter,  Betancur e Kruijswijk (davanti anche ieri), Moinard, Elissonde, Herrada, un ex maglia rosa come Hesjedal, Geschke e Belkov. Collaborano, prendono un vantaggio di sicurezza o quasi. Slagter è quello che sembra avvantaggiarsi, esprime doti da passistone, ma la benzina finisce. Parte la caccia, ci vuole un cacciatore esperto, Tiralongo è l'uomo giusto: "Questa mattina ero entrato nella fuga perchè dovevo aspettare Fabio - spiega il vincitore -. Abbiamo completato un lavoro di squadra, quando ho capito che da dietro non sarebbero rientrati ho dovuto prendermi delle responsabilità. Slagter aveva preso due minuti, ho fatto l'ultima salita alla morte ed ho scollinato a tutta.Sapevo che c'era un altro strappo avevo le gambe buone e ho fatto gli ultimi chilometri a tutta". Dietro altro copione Astana già visto: Aru attacca e fa selezione, Landa è il suo fido scudiero, Contador tiene, Porte c'è, Uran molla. Sembra finisca in pareggio, ma in extremis lo 'sgarbo' di Aru, il famoso scatto in faccia, un secondo rosicchiato. Inutile? Forse no...

ORDINE D'ARRIVO
1. Paolo Tiralongo              (Ita-Astana)        in 5h50'31"
2. Steven Kruijswijk            (Ned-Lotto NL)       a    0'21"
3. Simon Geschke                (Ger-Giant)          a    0'23"
4. Amael Moinard                (Fra)                      s.t.
5. Jesus Herrada Lopez          (Esp)                      s.t.
6. Carlos Betancur              (Col)                      s.t.
7. Tom Jelte Slagter            (Ned)                      s.t.
8. Kenny Elossonde              (Fra)                      s.t.
9. Ryder Hesjedal               (Can)                a    0'27"
10. Fabio Aru                    (Ita)                a    0'56"
11. Alberto Contador             (Esp)                a    0'57"
12. Richie Porte                 (Aus)                      s.t.
14. Giovanni Visconti            (Ita)                a    1'43"
18. Fabio Felline                (Ita)                      s.t.
19. Stefano Pirazzi              (Ita)                      s.t.
20. Damiano Caruso               (Ita)                      s.t.
CLASSIFICA GENERALE
 1. Alberto Contador            (Esp-Tinkoff)       in 38h31'35"
2. Fabio Aru                   (Ita-Astana)         a     0'03"
3. Richie Porte                (Aus-Sky)            a     0'22"
4. Mikel Landa                 (Esp)                a     0'46"
5. Dario Cataldo               (Ita)                a     1'16"
6. Roman Kreuziger             (Cze)                a     1'46"
7. Giovanni Visconti           (Ita)                a     2'02"
8. Rigoberto Uran Uran         (Col)                a     2'10"
9. Damiano Caruso              (Ita)                a     2'20"
10. Andrey Amador               (Crc)                a     2'24"
13. Davide Formolo              (Ita)                a     3'01"
14. Damiano Cunego              (Ita)                a     3'10"
16. Jurgen Van den Broeck       (Bel)                a     3'33"







 
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