CAMBRAI - Attacchi, attacchi e ancora attacchi. Non piove, e il tanto temuto pavé diventa un nido di polvere. Nibali alza più di una nuvola con accelerazioni al limite delle proprie possibilità, ma quando ne esce e la nebbia svanisce, accanto gli si materializza sempre la sagoma di Chris Froome e degli altri favoriti. Una grande prova del siciliano, per descriverla basta un dato: l'organizzazione gli assegna il premio della combattività, nella quinta tappa il dorsale sarà colorato di rosso. Ottime indicazioni, ma a conti fatti il tutto serve a poco: tengono Froome, che temeva tantissimo questa giornata, Contador e Quintana. Grande sconfitto è Thibaut Pinot, ma il ragazzo di Francia inizia amaramente a farci l'abitudine. Tornando a Froome, raramente si è visto uno così contento dopo aver perso la maglia gialla. Gliela sfila Tony Martin. Il tedesco, dopo vicissitudini varie delle prime tappe - lo aveva sempre beffato il gioco degli abbuoni- piazza una stoccata a 3 km dal traguardo: un colpo dei suoi, una sentenza, gli vale anche la vittoria di tappa.
E' spettacolo puro, ma senza troppi scossoni, nel giorno del pavé. Sette settori, gli ultimi 6 ereditati dalla Parigi-Roubaix: uno spauracchio per gente che nell'inferno del Nord non ci mette mai piede ma che stavolta è costretta a mangiare la minestra. Frazione anche lunga, 223 km. Via da Seraing, zona ad alta concentrazione italiana; non a caso vi prese il via il Giro di nove anni fa. L'arrivo a Cambrai, nota agli appassionati di fumetti perché vi gironzolavano Asterix e Obelix nella costante lotta ai romani 'cattivi'. Vincenzo Nibali forse ama i fumetti, sicuramente gli piace il déjà vu: manda infatti in avanscoperta quello che fu il suo più valido aiuto nella impresa 'dantesca' dello scorso anno sul pavé, Lieuwe Westra.
[[ge:rep-locali:repubblica:118573686]]
L'olandese fa parte del solito quartetto che si avvantaggia: con lui il belga De Gendt, sulla scia del punto guadagnato al Gpm della suggestiva fortezza di Namur, e i francesi Quemeneur e Brun. E' uno Squalo determinato, lo si evince dalla ferocia con la quale aggredisce il primo settore di pavé, peraltro molto più semplice rispetto ai sei posti tutti nella parte finale. In mezzo tanto vento, passaggi a livello blindati (basta furbi che si infilano sotto) ed il verso fatto nuovamente alla F1: nel giorno precedente la primizia della 'Safety' car' ordinata dalla direzione dopo la spaventosa maxicaduta, stavolta il pit stop, comunque molto più in voga. Non è il cambio gomme ma quello delle bici (tra i fruitori lo stesso Nibali e Contador) per rendere il massimo a seconda del terreno.
Fasi decisive negli ultimi 60 km. Ogni volta che vede la pietraia Nibali fa fuoco e fiamme. Froome rischia anche di finire per terra, ma con il passare dei km prende fiducia, battezza la ruota del siciliano e se la cava. Piccolo appunto per il keniano bianco: all'uscita dall'ultimo settore di pavé preso dall'entusiasmo, dà una accelerazione invece di restarsene coperto alle spalle del luogotenente Thomas. Tradotto: energie gratuite buttate, un po' come il 'vecchio' Froome. Uno sguardo agli altri pretendenti alla gialla finale. Contador con la solita classe: se al Giro, pur vinto, la squadra lo aveva un po' tradito, stavolta la scorta di Daniele Bennati è a dir poco eccezionale. Circa Quintana, ringrazia gli dei del ciclismo per il clima asciutto: in condizioni da tregenda il suo Tour sarebbe andato probabilmente a farsi benedire, così invece la giornata va archiviata in modo trionfale o quasi.
Il gran finale. Tony Martin, che già lo scorso anno aveva conquistato due tappe al Tour, non è uno che fa calcoli. Una volta alla Vuelta fece una tappa solo al comando per poi essere ripreso a 50 metri dal traguardo. Stavolta, nonostante una foratura che ne ritarda l'azione, attende l'epilogo. Un po' come capita con Cancellara (a proposito, lo svizzero si è ritirato dopo la disavventura del giorno prima), se al tedesco lasci dieci metri sei fregato. Del resto se uno come alias ha 'panzerwagen'...
ORDINE D'ARRIVO
1. Tony Martin (Ger, Quick) in 5h28'58"
2. John Degenkolb (Ger, Team Giant) a 3"
3. Peter Sagan (Svk, Tinkoff) s.t.
4. Greg Van Avermaet (Bel) s.t.
5. Edvald Boasson Hagen (Den) s.t.
6. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
7. Jacopo Guarnieri (Ita) s.t.
8. Tony Gallopin (Fra) s.t.
9. Zdenek Stybar (Cze) s.t.
10. Bryan Coquard (Fra) s.t.
11. Alejandro Valverde (Esp) s.t.
12. Mark Cavendish (Gbr) s.t.
13. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t.
15. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
17. Christopher Froome (Gbr) s.t.
19. Alberto Contador (Esp) s.t.
20. Joachim Rodriguez (Esp) s.t.
23. Nairo Quintana (Col) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Tony Martin (Ger, Quick Step) in 12h40'26"
2. Christopher Froome (Ger, Sky) a 12"
3. Tejay Van Garderen (Usa, Bmc) a 25"
4. Tony Gallopin (Fra) a 38"
5. Peter Sagan (Svk) a 39"ù
6. Greg Van Avermaet (Bel) a 40"
7. Rigoberto Uran Uran (Col) a 46"
8. Alberto Contador (Esp) a 48"
9. Thomas Geraint (Gbr) a 1'15"
10. Zdenek Stybar (Cze) a 1'16"
13. Vincenzo Nibali (Ita) a 1'50"
16. Alejandro Valverde (Esp) a 2'03"
17. Nairo Quintana (Col) a 2'08"
E' spettacolo puro, ma senza troppi scossoni, nel giorno del pavé. Sette settori, gli ultimi 6 ereditati dalla Parigi-Roubaix: uno spauracchio per gente che nell'inferno del Nord non ci mette mai piede ma che stavolta è costretta a mangiare la minestra. Frazione anche lunga, 223 km. Via da Seraing, zona ad alta concentrazione italiana; non a caso vi prese il via il Giro di nove anni fa. L'arrivo a Cambrai, nota agli appassionati di fumetti perché vi gironzolavano Asterix e Obelix nella costante lotta ai romani 'cattivi'. Vincenzo Nibali forse ama i fumetti, sicuramente gli piace il déjà vu: manda infatti in avanscoperta quello che fu il suo più valido aiuto nella impresa 'dantesca' dello scorso anno sul pavé, Lieuwe Westra.
[[ge:rep-locali:repubblica:118573686]]
L'olandese fa parte del solito quartetto che si avvantaggia: con lui il belga De Gendt, sulla scia del punto guadagnato al Gpm della suggestiva fortezza di Namur, e i francesi Quemeneur e Brun. E' uno Squalo determinato, lo si evince dalla ferocia con la quale aggredisce il primo settore di pavé, peraltro molto più semplice rispetto ai sei posti tutti nella parte finale. In mezzo tanto vento, passaggi a livello blindati (basta furbi che si infilano sotto) ed il verso fatto nuovamente alla F1: nel giorno precedente la primizia della 'Safety' car' ordinata dalla direzione dopo la spaventosa maxicaduta, stavolta il pit stop, comunque molto più in voga. Non è il cambio gomme ma quello delle bici (tra i fruitori lo stesso Nibali e Contador) per rendere il massimo a seconda del terreno.
Fasi decisive negli ultimi 60 km. Ogni volta che vede la pietraia Nibali fa fuoco e fiamme. Froome rischia anche di finire per terra, ma con il passare dei km prende fiducia, battezza la ruota del siciliano e se la cava. Piccolo appunto per il keniano bianco: all'uscita dall'ultimo settore di pavé preso dall'entusiasmo, dà una accelerazione invece di restarsene coperto alle spalle del luogotenente Thomas. Tradotto: energie gratuite buttate, un po' come il 'vecchio' Froome. Uno sguardo agli altri pretendenti alla gialla finale. Contador con la solita classe: se al Giro, pur vinto, la squadra lo aveva un po' tradito, stavolta la scorta di Daniele Bennati è a dir poco eccezionale. Circa Quintana, ringrazia gli dei del ciclismo per il clima asciutto: in condizioni da tregenda il suo Tour sarebbe andato probabilmente a farsi benedire, così invece la giornata va archiviata in modo trionfale o quasi.
Il gran finale. Tony Martin, che già lo scorso anno aveva conquistato due tappe al Tour, non è uno che fa calcoli. Una volta alla Vuelta fece una tappa solo al comando per poi essere ripreso a 50 metri dal traguardo. Stavolta, nonostante una foratura che ne ritarda l'azione, attende l'epilogo. Un po' come capita con Cancellara (a proposito, lo svizzero si è ritirato dopo la disavventura del giorno prima), se al tedesco lasci dieci metri sei fregato. Del resto se uno come alias ha 'panzerwagen'...
ORDINE D'ARRIVO
1. Tony Martin (Ger, Quick) in 5h28'58"
2. John Degenkolb (Ger, Team Giant) a 3"
3. Peter Sagan (Svk, Tinkoff) s.t.
4. Greg Van Avermaet (Bel) s.t.
5. Edvald Boasson Hagen (Den) s.t.
6. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
7. Jacopo Guarnieri (Ita) s.t.
8. Tony Gallopin (Fra) s.t.
9. Zdenek Stybar (Cze) s.t.
10. Bryan Coquard (Fra) s.t.
11. Alejandro Valverde (Esp) s.t.
12. Mark Cavendish (Gbr) s.t.
13. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t.
15. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
17. Christopher Froome (Gbr) s.t.
19. Alberto Contador (Esp) s.t.
20. Joachim Rodriguez (Esp) s.t.
23. Nairo Quintana (Col) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Tony Martin (Ger, Quick Step) in 12h40'26"
2. Christopher Froome (Ger, Sky) a 12"
3. Tejay Van Garderen (Usa, Bmc) a 25"
4. Tony Gallopin (Fra) a 38"
5. Peter Sagan (Svk) a 39"ù
6. Greg Van Avermaet (Bel) a 40"
7. Rigoberto Uran Uran (Col) a 46"
8. Alberto Contador (Esp) a 48"
9. Thomas Geraint (Gbr) a 1'15"
10. Zdenek Stybar (Cze) a 1'16"
13. Vincenzo Nibali (Ita) a 1'50"
16. Alejandro Valverde (Esp) a 2'03"
17. Nairo Quintana (Col) a 2'08"