AMIENS - Vento, pioggia e nervi a fior di pelle. Il Tour vive una quinta tappa all'insegna del nervosismo dopo le trappole e il pavé dei giorni precedenti. Stavolta tra i big finisce patta: un lungo controllo reciproco, nessuno sbaglia e la classifica (a proposito, Martin sempre in maglia gialla) resta più o meno invariata. Con i più bravi anche Vincenzo Nibali, che però parlando a caldo sul traguardo appare piuttosto teso. Forse una semplice impressione, forse no. Di sicuro l'Astana anche stavolta -le inquadrature dall'elicottero parlano chiaro- nei momenti di bagarre non dà l'immagine della coesione. Fanno gruppo eccome invece quelli della Lotto: il loro velocista, Andre Greipel, dopo la vittoria a Zelande nel secondo giorno, colpisce ancora. Sprint da pokerista: il Gorilla si sente forte, sa aspettare fino agli ultimi metri per liberare l'urlo. Sotto di lui è il podio degli sconfitti. Sagan va forte ma non è più esplosivo come prima e deve accontentarsi di un altro secondo posto. A scusante, una squadra - la Tinkoff- che doverosamente lavora per capitan Contador. Il contrario per Mark Cavendish, terzo, che sbaglia tutto: prima la Etixx organizza il treno troppo presto, poi quando Renshaw e Stybar riprendono in mano la situazione, sulla loro ruota Cannonball non c'è. Un doppio errore che il guizzo finale non riesce a riparare.
Epilogo dopo una giornata climaticamente molto dura, nella quale vengono toccati luoghi simbolo, e non solo per il ciclismo. Lungo il percorso da Arras ad Amiens ci sono molti memoriali per i caduti della Grande Guerra: anche Chris Froome prima del via depone dei fiori a quello del Commonwealth. Inoltre dopo 3,5 km, al passaggio da Mont Saint Eloi, il ricordo va a François Faber, che vi morì in battaglia ed è uno dei tre vincitori del Tour de France (Lapize e Petit Breton gli altri) ad aver perso la vita nel conflitto bellico. In senso più strettamente ciclistico, Amiens è uno dei luoghi cerchiati di giallo da Eddy Merckx, che 1970 vi iniziò la corsa al suo secondo Tour. Era una frazione sul pavé, la vinse 'Monsieur Roubaix' Roger De Vlaeminck, ma il Cannibale spodestò dalla vetta il compagno di squadra Italo Zilioli iniziando una cavalcata tirannica: basta pensare che Zootmelk e Gosta Petterson, il più popolare dei 4 leggendari fratelli svedesi, arrivarono a 12' e 15'. Amarcord succulento anche in casa Italia però: Mario Cipollini ad Amiens conquistò una delle quattro vittorie consecutive nell'edizione del 1999, mentre in precedenza anche un altro nostro sprinter storico, Marino Basso, aveva lasciato il segno.
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Un segno invece stavolta lo lascia l'asfalto, soprattutto su Nacer Bouhanni: il francese è coinvolto nell'ennesima caduta, il suo Tour finisce nel posto peggiore, in ambulanza. Altra brutta scivolata nel finale, senza conseguenze irrimediabili ma comunque una ventina vanno giù: coinvolto anche Thibaut Pinot, per cui ogni giornata sembra presentare un conto pesante. Oltre a caduta, l'altra parola che in gruppo fa drizzare i capelli è ventaglio. Il vento non è una opinione, le bandiere dei tifosi indicano come soffi a volte contrario, a volte trasversale, ma sempre forte. Ogni volta che c'è una accelerazione, i volti dei corridori si contraggono dalla tensione. Il plotone si spezza, ma nella trappola stavolta non ci sono pesci grossi, anche se qualche bel nome (T-Blanc Voeckler, Kennaugh, Porte e Majka) resta invischiato. Alla fine comunque, sia pure a ranghi non compatti, è volata. Di Cavendish e Sagan abbiamo detto. C'è un momento in cui la Giant di Degenkolb sembra prendere in mano la situazione, poi è Kristoff, perfetto il clima plumbeo, che parte lungo. Tanta buona volontà per tutti, ma il più forte per ora è un 'gorilla' di nome Greipel.
ORDINE D'ARRIVO
1 - André Greipel (GER-Lotto Soudal)
2 - Peter Sagan (SVK-Tinkoff) s. t.
3 - Mark Cavendish (GBR-Etixx) s. t.
4 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s. t.
5 - Edvald Boasson Hagen (NOR-MTN Qhubeka) s. t.
6 - John Degenkolb (GER-Giant) s. t.
7 - Arnaud Demare (FRA-FDJ) s. t.
8 - Bryan Coquard (FRA-Europcar) s. t.
9 - Davide Cimolai (ITA-Lampre) s. t.
10 - Greg Van Avermaet (BEL-BMC) s. t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Tony Martin (GER-Etixx)
2 - Chris Froome (GBR-Sky) a 12''
3 - Tejay Vangarderen (USA-BMC) a 25''
4 - Peter Sagan (SVK-Tinkoff) a 33''
5 - Tony Gallopin (FRA-Lotto Soudal) a 38''
6 - Greg Van Avermaet (BEL-BMC) a 40''
7 - Rigoberto Uran (COL-Etixx) a 46''
8 - Alberto Contador (ESP-Tinkoff) a 48''
9 - Geraint Thomas (GBR-Sky) a 1'15''
Epilogo dopo una giornata climaticamente molto dura, nella quale vengono toccati luoghi simbolo, e non solo per il ciclismo. Lungo il percorso da Arras ad Amiens ci sono molti memoriali per i caduti della Grande Guerra: anche Chris Froome prima del via depone dei fiori a quello del Commonwealth. Inoltre dopo 3,5 km, al passaggio da Mont Saint Eloi, il ricordo va a François Faber, che vi morì in battaglia ed è uno dei tre vincitori del Tour de France (Lapize e Petit Breton gli altri) ad aver perso la vita nel conflitto bellico. In senso più strettamente ciclistico, Amiens è uno dei luoghi cerchiati di giallo da Eddy Merckx, che 1970 vi iniziò la corsa al suo secondo Tour. Era una frazione sul pavé, la vinse 'Monsieur Roubaix' Roger De Vlaeminck, ma il Cannibale spodestò dalla vetta il compagno di squadra Italo Zilioli iniziando una cavalcata tirannica: basta pensare che Zootmelk e Gosta Petterson, il più popolare dei 4 leggendari fratelli svedesi, arrivarono a 12' e 15'. Amarcord succulento anche in casa Italia però: Mario Cipollini ad Amiens conquistò una delle quattro vittorie consecutive nell'edizione del 1999, mentre in precedenza anche un altro nostro sprinter storico, Marino Basso, aveva lasciato il segno.
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Un segno invece stavolta lo lascia l'asfalto, soprattutto su Nacer Bouhanni: il francese è coinvolto nell'ennesima caduta, il suo Tour finisce nel posto peggiore, in ambulanza. Altra brutta scivolata nel finale, senza conseguenze irrimediabili ma comunque una ventina vanno giù: coinvolto anche Thibaut Pinot, per cui ogni giornata sembra presentare un conto pesante. Oltre a caduta, l'altra parola che in gruppo fa drizzare i capelli è ventaglio. Il vento non è una opinione, le bandiere dei tifosi indicano come soffi a volte contrario, a volte trasversale, ma sempre forte. Ogni volta che c'è una accelerazione, i volti dei corridori si contraggono dalla tensione. Il plotone si spezza, ma nella trappola stavolta non ci sono pesci grossi, anche se qualche bel nome (T-Blanc Voeckler, Kennaugh, Porte e Majka) resta invischiato. Alla fine comunque, sia pure a ranghi non compatti, è volata. Di Cavendish e Sagan abbiamo detto. C'è un momento in cui la Giant di Degenkolb sembra prendere in mano la situazione, poi è Kristoff, perfetto il clima plumbeo, che parte lungo. Tanta buona volontà per tutti, ma il più forte per ora è un 'gorilla' di nome Greipel.
ORDINE D'ARRIVO
1 - André Greipel (GER-Lotto Soudal)
2 - Peter Sagan (SVK-Tinkoff) s. t.
3 - Mark Cavendish (GBR-Etixx) s. t.
4 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s. t.
5 - Edvald Boasson Hagen (NOR-MTN Qhubeka) s. t.
6 - John Degenkolb (GER-Giant) s. t.
7 - Arnaud Demare (FRA-FDJ) s. t.
8 - Bryan Coquard (FRA-Europcar) s. t.
9 - Davide Cimolai (ITA-Lampre) s. t.
10 - Greg Van Avermaet (BEL-BMC) s. t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Tony Martin (GER-Etixx)
2 - Chris Froome (GBR-Sky) a 12''
3 - Tejay Vangarderen (USA-BMC) a 25''
4 - Peter Sagan (SVK-Tinkoff) a 33''
5 - Tony Gallopin (FRA-Lotto Soudal) a 38''
6 - Greg Van Avermaet (BEL-BMC) a 40''
7 - Rigoberto Uran (COL-Etixx) a 46''
8 - Alberto Contador (ESP-Tinkoff) a 48''
9 - Geraint Thomas (GBR-Sky) a 1'15''