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Tour de France, Nibali cade ma se la cava. Poi litiga con Froome. Martin si ritira, l'Africa diventa a pois

La maglia gialla Martin accompagnata al traguardo dai compagni dopo la caduta (reuters)
Il siciliano coinvolto senza conseguenze in una caduta all'ultimo km, tensione con il britannico. Va peggio al leader della generale: frattura della clavicola, abbandona la corsa. La tappa a Stybar, mentre l'eritreo Teklehaimanot è il primo del Continente Nero a conquistare la maglia di leader della montagna
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LE HAVRE - Sembrava una giornata più o meno tranquilla. Sembrava... Ma è un Tour, forse sarebbe il caso di dire è un ciclismo moderno, in cui tutto è troppo al limite, che tranquillo proprio non riesce ad esserlo. La fiamma rossa dell'ultimo km è oltrepassata, arrivo in leggera pendenza: la maglia gialla Martin è alle transenne, una spallata per liberarsi, una  carambola. Il tedesco cade, chiude la gara, la speranza di andare avanti dura poco. E' il manager della squadra ad annunciare il ritiro della maglia gialla, che ha riportato la frattura della clavicola. Martin trascina nelle sabbie mobili anche Vincenzo Nibali. Lo Squalo a terra è un altro momento negativo, con due soli motivi per sorridere: il tempo per fortuna viene neutralizzato dalla giuria, inoltre non sembra esserci nessuna conseguenza fisica. Un caos dal quale esce immune Zdenek Stybar: il ceco, pratico del ciclocross, va a vincere e infligge l'ennesima be…
LE HAVRE - Sembrava una giornata più o meno tranquilla. Sembrava... Ma è un Tour, forse sarebbe il caso di dire è un ciclismo moderno, in cui tutto è troppo al limite, che tranquillo proprio non riesce ad esserlo. La fiamma rossa dell'ultimo km è oltrepassata, arrivo in leggera pendenza: la maglia gialla Martin è alle transenne, una spallata per liberarsi, una  carambola. Il tedesco cade, chiude la gara, la speranza di andare avanti dura poco. E' il manager della squadra ad annunciare il ritiro della maglia gialla, che ha riportato la frattura della clavicola. Martin trascina nelle sabbie mobili anche Vincenzo Nibali. Lo Squalo a terra è un altro momento negativo, con due soli motivi per sorridere: il tempo per fortuna viene neutralizzato dalla giuria, inoltre non sembra esserci nessuna conseguenza fisica. Un caos dal quale esce immune Zdenek Stybar: il ceco, pratico del ciclocross, va a vincere e infligge l'ennesima beffa al 'cugino' slovacco Sagan, ormai rassegnato ad un eterno piazzamento.

Insomma, se Nibali nel giorno precedente era apparso nervoso, l'arrivo in Normandia non ha certo l'effetto di una camomilla. Lo dimostra anche il post tappa. "Sto bene, c'è da recuperare qualche escoriazione ed un po' di colpi, non è mai piacevole andare giù con il resto de gruppo sopra". E non manca un battibecco con Chris Froome. "Dopo la caduta pensavo fosse stato Chris Froome, ma poi lui è venuto da me e ci siamo chiariti e mi sono scusato con lui, ha scritto su twitter. Arriva anche la spiegazione del keniano bianco: "C'è stata confusione su chi abbia causato l'incidente finale. Voglio chiarire subito all'Astana e a Vincenzo Nibali come stanno le cose. E' chiaro infatti che non sono stato io a causare il tutto".

Tensione. La seconda parte della tappa del resto è da prendere con le molle: c'è tanto vento, ma almeno rispetto al giorno precedente senza l'aggravante pioggia. Un piccolo squarcio di sereno nell'Astana ci sarebbe: i valori di cortisolo di Lars Boom tornano nella normalità, rientrati quindi anche i rischi per la salute che avevano suggerito all'MPCC (movimento per un ciclismo credibile) l'invito a non partecipare. Fattore che il team kazako, da cui tra l'altro è partito l'input per nuovi esami, aveva ignorato. Squarcio piccolo, subito chiuso non solo dalla caduta del capitano, ma anche dal problema intestinale che complica il percorso del fidatissimo Scarponi.

Cronaca e story. Si parte da Abbeville, ma più che la partenza è l'arrivo che affascina gli appassionati di Tour. Le Havre è infatti traguardo addirittura per la ventesima volta. La prima nel 1911: vinse Paul Duboc, che fu anche protagonista di uno dei primi 'affaire' del ciclismo. Lanciato verso una possibile vittoria, fu colto da una violentissima crisi nella scalata all'Aubisque: per una delle versioni dell'epoca, una mano criminale gli fornì una bevanda alterata. Detto dello sprint di Mario Cipollini venti anni or sono, è però  -e per distacco- Ottavio Bottecchia a legare a doppia mandata Le Havre all'Italia. Prima tappa con partenza da Parigi, sia nel '24 che nel '25 (rispettivamente 381 e 340 km) e doppia vittoria del mito.

Tornando ai giorni nostri, un terzetto va in avanscoperta. Più che di gloria, va a caccia di punti per la classifica del GPM Daniel Teklehaimanot: l'eritreo ormai ha da tempo superato il fattore curiosità, è un corridore solido e lo dimostra la classifica della montagna conquistata al Delfinato. All'attacco ci sono anche Quemeneur (abituale di queste azioni, premiato con il numero rosso della combattività) e Van Bilsen (Cofidis), ma l'uomo della fuga è l'eritreo. Compie la sua missione in salita (vero, non si trattava del Mont Ventoux) e conquista la maglia a pois: non c'era mai riuscito nessun africano. Evento storico, perché se è vero che due anni or sono Impey aveva conquistato la maglia gialla, Teklehaimanot ha la pelle nera. Alla fine tutto sembra rispettare il copione. I tre vengono ripresi, e davanti si intrecciano tanti interessi.

Ci sono i finisseur, ma anche i velocisti di maggiore tenuta possono dire la loro. Anche Nibali, in un arrivo che in qualche modo può ricordare la salita di Ans alla Liegi, potrebbe sparare qualche cartuccia, ma il domino iniziato da Martin scombina tutto. Stybar è l'unico che ringrazia.

ORDINE D'ARRIVO
1. Zdenek Stybar                (Cze, Lotto)         in 4h53'46"
2. Peter Sagan                  (Svk, Tinkoff)          a     2"
3. Bryan Coquard                (Fra, Europcar)            s.t.
4. John Degenkolb               (Ger)                      s.t.
5. Greg Van Avermaet            (Bel)                      s.t.
6. Tony Gallopin                (Fra)                      s.t.
7. Edvald Boasson Hagen         (Den)                      s.t.
8. Davide Cimolai               (ITA)                      s.t.
9. Julien Simon                 (Fra)                      s.t.
10. Gorka Insausti               (Esp)                      s.t.
15. Alejandro Valverde           (Esp)                      s.t.
16. Alberto Contador             (Esp)                      s.t.
33. Nairo Quintana               (Col)                      s.t.
92. Vincenzo Nibali              (Ita)                      s.t.