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Tour de France, il ritorno di Cavendish. Froome in maglia gialla

L'urlo di Cavendish sul traguardo (reuters)
Il britannico vince dopo due anni alla Grande Boucle, precedendo in volata Greipel e Sagan. Il capitano del team Sky leader della generale. L'eritreo Teklehaimanot sempre in casacca a pois
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FOUGERES - Uno che vince per la ventiseiesima volta una tappa al Tour dovrebbe averci fatto l'abitudine. Eppure per Mark Cavendish il successo in Bretagna ha un sapore particolare. In primo luogo perché nelle occasioni per sprinter, anche per propri errori tattici, era stato sempre puntualmente messo in riga da André Greipel. Inoltre la mancanza di acuti alla Grande Boucle rischiava di diventare un tabù. Lo scorso anno sulle strade di casa (ad Harrogate) aveva conosciuto l'amarezza del ritiro per una caduta, tanto che per trovarlo vincityore bisogna riavvolgere il nastro fino alla volata di Saint Armand Montrond nel 2013. Stavolta il 'Gorilla' Greipel deve accontentarsi del secondo posto, mentre il podio di Peter Sagan (ma da due anni manca il gradino più alto al Tour) quasi non fa più notizia.  "Abbiamo fatto oggi, con tutto il mio team, qualcosa di speciale, dopo il ritiro di Tony Martin -spiega il vincitore-. Una giornata incredibile, finita con uno sprint bellissimo. Ho visto Sagan e Kristoff accanto a me, ai meno 300 metri, ho cercato di controllarli e poi sono scattato. E' andata bene e sono veramente molto felice". Una giornata tranquilla rovinata in coda dalla notizia della positività di Luca Paolini: il corridore lombardo è stato trovato positivo alla cocaina ed è stato subito escluso dalla sua squadra, la Katusha.

A proposito di podio, Froome vi sale ad indossare la maglia gialla, ma corre tutto il giorno senza. Tecnicamente non era tenuto ad indossarla (inutile annoiare col regolamento), ma aveva comunque declinato. Motivo nobile, il rispetto per l'incidente occorso nel caos del giorno prima a Tony Martin, che mentre il plotone era per strada veniva operato ad Amburgo per la frattura della clavicola. Gruppo senza giallo è evento abbastanza raro ma tutt'altro che unico. Quindici precedenti: l'ultimo nel 2007, quando Contador rifiutò la maglia dopo l'esclusione di Rasmussen, beccato positivo all'Epo. Il più ricordato resta quello del 1971, anche per la caratura dei personaggi. Eddy Merckx, messo in scacco dal fuoriclasse sfortunato Luis Ocana, scatenò un'attacco sul Col de Mente sotto un uragano, proseguendo l'azione in discesa a rischio della pelle. Ocana accettò la sfida, ma prima finì contro un muro, quindi fu travolto da un gruppo di inseguitori a tutta velocità. Anche un primo attore come il Cannibale il giorno seguente non se la sentì, in segno di rispetto per lo spagnolo, di vestire in giallo.

La settima del Tour arriva in Bretagna, a Fougéres. Trenta anni fa un bretone illustrissimo, Bernard Hinault, vi iniziò la cavalcata trionfale verso il suo quinto Tour, tra l'altro ultima vittoria francese. Il Tasso guidò la Vie Claire, la famosa squadra con la maglia multicolore che mutuava la pittura di Piet Mondrian, ad una crono a squadre monstre che sbaragliò la concorrenza. Il percorso non è altimetricamente significativo, ma questo non abbassa lo stress. Non c'è lo spauracchio vento, sereno, giornata perfetta, ma proprio un giorno intero senza toccare l'asfalto non riesce a passare: addirittura Alberto Contador finisce per terra prima del via ufficiale... Finalmente meno tensione, almeno apparentemente, in casa Astana. Pochi rischi in corsa, e c'è persino la buona notizia di Michele Scarponi, che dopo aver patito le pene dell'inferno nel giorno precedente  - improba convivenza con un problema intestinale- dichiara incoraggianti miglioramenti.

Dicevamo dell'altimetria. Un solo GPM, la cote de Canapville: pendenza irrisoria, interessa più di tutti a Daniel Teklehaimanot e ne giustifica la presenza nel drappello degli attaccanti composto anche da Feillu e Delaplace (non a caso della Bretagne), Durasek e Mate Mardones. Il personaggio è però ancora una volta  l'eritreo, molto celebrato dopo aver portato l'Africa in cima alle montagne con la prestigiosa maglia a pois. Per ora, fatto salvo il Muro di Huy appannaggio di Rodriguez, se la è conquistata su dei cavalcavia, ma quel che conta è l'apertura definitiva di una frontiera solo parzialmente aperta da Chris Froome, che sarà pure nativo del Kenya ma è bianco come il latte.

Insomma, Teklehaimanot è il più rilassato quando avviene l'inevitabile ricongiungimento. E' volata, senza se e senza ma. La superiorità numerica ce l'ha la Katusha di Kristoff, ma nel momento di uscire il norvegese ha i polpacci di marmo. Tutt'altra storia per Cavendish, che merita un doppio bravo:  senza un vagone chiave del suo treno come Tony Martin, sa destreggiarsi con l'aiuto dello scudiero Renshaw, riuscendo a trovare un varco complicato. Successo molto importante anche perché, almeno in teoria (prima qualche mezza occasione c'è), per rivedere tutta questa gente giocarsi una volata si potrebbe anche dover aspettare Parigi. Sempre che ovviamente gli uomini jet riescano a farla franca su Pirenei e Alpi...

ORDINE D'ARRIVO
1. Mark Cavendish            (Gbr, Etixx Quick Step) in 4h27'25"
2. Andrè Greipel             (Ger, Lotto Soudal)           s.t.
3. Peter Sagan               (Svk, Tinkoff Saxo)           s.t.
4. John Degenkolb            (Ger)                         s.t.
5. Alexander Kristoff        (Nor)                         s.t.
6. Arnaud Demare             (Fra)                         s.t.
7. Tyler Farrar              (Usa)                         s.t.
8. Reinardt Janse Van Rensburg (Rsa)                       s.t.
9. Davide Cimolai            (Ita)                         s.t.
10. Sam Bennett               (Irl)                         s.t.
23. Vincenzo Nibali           (Ita)                         s.t.
43. Alejandro Valverde        (Esp)                         s.t.
46. Nairo Quintana            (Col)                         s.t.
60. Alberto Contador          (Esp)                         s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome           (Gbr, Sky)          in 26h40'51"
2. Peter Sagan                  (Svk, Tinokoff Saxo)  a      11"
3. Tejay Van Garderen           (Usa, Bmc Reacing)    a      13"
4. Tony Gallopin                (Fra)                 a      26"
5. Greg Van Avermaet            (Bel)                 a      28"
6. Rigoberto Uran Uran          (Col)                 a      34"
7. Alberto Contador             (Esp)                 a      36"
8. Zdenek Stybar                (Cze)                 a      52"
9. Thomas Geraint               (Gbr)                 a    1'03"
10. Warren Barguil               (Fra)                 a    1'07"
12. Vincenzo Nibali              (Ita)                 a    1'38"
15. Alejandro Valverde           (Esp)                 a    1'51"
16. Nairo Quintana               (Col)                 a    1'56"


 
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