CAUTERETS - Nel giorno del Tourmalet, Rafal Majka vive la terza giornata di gloria al Tour. Dopo i due successi dello scorso anno, il polacco colpisce ancora, lo fa in una frazione dal peso specifico molto alto, con il mito Tourmalet sullo sfondo. Majka è uno di quei corridori sospesi tra l'impresa isolata ed una classifica di rango: alla seconda, essendo un aiutante di Contador, per il momento deve rinunciare. Chris Froome invece dimostra di essere diventato un saggio. Dopo la dimostrazione esplosiva nella prima pirenaica, la maglia gialla evita di strafare: fa lavorare la squadra - che lo fa molto bene- e non butta energie inutili. Insieme al leader della generale arrivano tutti i big tranne uno. Vincenzo Nibali incassa un altro minuto di ritardo, sembra gli sia rimasta solo una cosa: il carattere. Lo Squalo non c'è, lo ha detto lui stesso a caldo dopo la disfatta del giorno prima. Ce la mette tutta ma non c'è.
Male lui, ma ancora peggio l'Astana, un festival delle contraddizioni in continuo aggiornamento. Il team manager Vinokourov sarà anche stato un grande corridore (pur con delle nubi di doping), ma avrebbe difficoltà a laurearsi in psicologia. Lo scorso anno la famosa mail di richiamo a Nibali perché non stava vincendo nulla (e poi sappiamo come è andata a finire). Stavolta, dopo la cotta, l'uscita infelice: "Si è rotto qualcosa nella sua testa". E tanto per dare seguito al j'accuse, toglie di colpo i gradi di capitano all'italiano: nella fase calda mette Kangert a tirare, Nibali a ruota e Fuglsang - designato leader- al coperto. Almeno il Tourmalet rende un minimo di giustizia. Lo Squalo ha carattere, contribuisce ad alzare l'andatura e poi tiene quando il Team Sky inizia il consueto logorio ai fianchi (perderà solo nella salita finale, peraltro molto meno dura). E Fuglsang? Se ne perdono ben presto le tracce... Insomma, una situazione complessa sotto tutti i punti di vista. Nibali intanto è fuori dai primi dieci. Davanti a lui due strade. Tenere duro e restare comunque in classifica, anche se in secondo piano: è la strada della grinta, quella della maglia gialla che soffre ad abdicare. Oppure lasciarsi sfilare indietro, non interessare più il controllo degli uomini di classifica e cercare una stoccata sulle Alpi.
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Motivi di una frazione in cui il Tour sale sulla propria storia. Sei GPM, tra questi Aspin e Tourmalet. Basta pensare che sull'Aspin si passa per la 72esima volta: la prima nel 1910, anno di 'scoperta' dei Pirenei. Transitò in testa Octave Lapize, mito del ciclismo eroico che terminò la sua vita sette anni dopo combattendo la Grande Guerra. E poi il Tourmalet, la salita pirenaica per eccellenza, tenuta a battesimo dallo stesso Lapize. Quel giorno il francese entrò nella storia due volte: staccando tutti, ma soprattutto arricchendo l'impresa con il famoso grido agli organizzatori "vous êtes des assassins". Anche partenza e arrivo sono il Tour. Il via è da Pau, la porta dei Pirenei. L'arrivo a Cauterets evoca un bel ricordo (il primo successo al Tour, nel 1989, di un certo Miguelon Indurain) ed uno tristissimo: nel 1995 lungo il percorso perse la vita Fabio Casartelli.
Tornando alla corsa odierna, Majka vince due volte: oltre al successo di tappa, il passaggio sul Tourmalet gli vale il premio intitolato a Jacques Goddet, storico patron del Tour. Il polacco prima di salutare la compagnia si avvantaggia con un drappello interessante: ci sono Daniel Martin (ultimo arrivato ma primo sull'Aspin e vincitore del premio della combattività), Pauwels, Voeckler (finalmente un segnale da T-Blanc), Simon, Morabito e Buchmann. Dietro Froome fa il saggio, Nibali cerca se stesso ma lo trova relativamente, Quintana resta in attesa (giovedì ci sono 50 km di salita), Contador resta attaccato ma non convince. "Anche oggi i miei compagni mi hanno ben protetto, siamo rimasti attaccati alle ruote dei miei diretti avversari e abbiamo portato la pelle a casa un'altra volta", spiega Froome, che guarda già alla tappa seguente. "E' stata una frazione molto dura, faceva veramente troppo caldo e non era possibile smettere di bere. A me non piacciono queste temperature: le mie abitudini sono diverse. Sono già, con la testa, concentrato sulla tappa di domani. Attaccherò? Non credo. Abbiamo tutti perso molte energie oggi. Ho la più forte squadra di tutte, al momento, e la migliore strategia è difendere e attendere".
[[ge:rep-locali:repubblica:119159310]]
La chiusura con il vincitore e la sua significativa dedica: "Non ho scelto questa tappa a tavolino, l'attacco odierno non è stato premeditato. C'erano il Tourmalet e altre 'belle' salite: non era una frazione facile. A me piacciono queste strade e questo clima. Avevo l'opportunità di tentare la fuga e ci ho provato. I miei compagni avevano ben lavorato fin dall'inizio. Sono felice per tutto il team: dedico la vittoria a Ivan Basso, a Daniele Bennati, che oggi è caduto e si è ritirato, e a tutta la mia famiglia. E' il mio terzo successo al Tour. Bello, ma ancora non è finita. Ci sono ancora due settimane di corsa e noi ci batteremo per conquistare altre tappe e, perché no, per vincere il Tour con il nostro capitano Alberto Contador". Chissà se Froome sarà d'accordo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Rafal Majka (Pol, Tinkoff) in 5h02'01"
2. Daniel Martin (Irl, Cannondale) a 1'00"
3. Emanuel Buchmann (Ger, Bora-Aragon 18) a 1'23"
4. Serge Pauwels (Bel) a 2'08"
5. Thomas Voeckler (Fra) a 3'34"
6. Julien Simon (Fra) s.t.
7. Bauke Mollema (Ned) a 5'11"
8. Alejandro Valverde (Esp) a 5'19"
9. Christopher Froome (Gbr) a 5'21"
10. Alberto Contador (Esp) s.t.
11. Nairo Quintana (Col) s.t.
12. Samuel Sanchez (Esp) s.t.
13. Tejay Van Gerderen (Usa) s.t.
14. Geraint Thomas (Gbr) s.t.
23. Vincenzo Nibali (Ita) a 6'11"
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome (Gbr, Sky) in 41h03'31"
2. Tejay Van Garderen (Usa, Bmc Reacing) a 2'52"
3. Nairo Quintana (Col, Movistar) a 3'09"
4. Alejandro Valverde (Esp) a 3'59"
5. Geraint Thomas (Gbr) a 4'03"
6. Alberto Contador (Esp) a 4'04"
7. Tony Gallopin (Fra) a 4'33"
8. Robert Gesink (Ned) a 4'35"
9. Warren Barguil (Fra) a 6'44"
10. Bauke Mollema (Ned) a 7'05"
11. Vincenzo Nibali (Ita) a 7'47"
17. Rigoberto Uran Uran (Col) a 17'55"
Male lui, ma ancora peggio l'Astana, un festival delle contraddizioni in continuo aggiornamento. Il team manager Vinokourov sarà anche stato un grande corridore (pur con delle nubi di doping), ma avrebbe difficoltà a laurearsi in psicologia. Lo scorso anno la famosa mail di richiamo a Nibali perché non stava vincendo nulla (e poi sappiamo come è andata a finire). Stavolta, dopo la cotta, l'uscita infelice: "Si è rotto qualcosa nella sua testa". E tanto per dare seguito al j'accuse, toglie di colpo i gradi di capitano all'italiano: nella fase calda mette Kangert a tirare, Nibali a ruota e Fuglsang - designato leader- al coperto. Almeno il Tourmalet rende un minimo di giustizia. Lo Squalo ha carattere, contribuisce ad alzare l'andatura e poi tiene quando il Team Sky inizia il consueto logorio ai fianchi (perderà solo nella salita finale, peraltro molto meno dura). E Fuglsang? Se ne perdono ben presto le tracce... Insomma, una situazione complessa sotto tutti i punti di vista. Nibali intanto è fuori dai primi dieci. Davanti a lui due strade. Tenere duro e restare comunque in classifica, anche se in secondo piano: è la strada della grinta, quella della maglia gialla che soffre ad abdicare. Oppure lasciarsi sfilare indietro, non interessare più il controllo degli uomini di classifica e cercare una stoccata sulle Alpi.
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Motivi di una frazione in cui il Tour sale sulla propria storia. Sei GPM, tra questi Aspin e Tourmalet. Basta pensare che sull'Aspin si passa per la 72esima volta: la prima nel 1910, anno di 'scoperta' dei Pirenei. Transitò in testa Octave Lapize, mito del ciclismo eroico che terminò la sua vita sette anni dopo combattendo la Grande Guerra. E poi il Tourmalet, la salita pirenaica per eccellenza, tenuta a battesimo dallo stesso Lapize. Quel giorno il francese entrò nella storia due volte: staccando tutti, ma soprattutto arricchendo l'impresa con il famoso grido agli organizzatori "vous êtes des assassins". Anche partenza e arrivo sono il Tour. Il via è da Pau, la porta dei Pirenei. L'arrivo a Cauterets evoca un bel ricordo (il primo successo al Tour, nel 1989, di un certo Miguelon Indurain) ed uno tristissimo: nel 1995 lungo il percorso perse la vita Fabio Casartelli.
Tornando alla corsa odierna, Majka vince due volte: oltre al successo di tappa, il passaggio sul Tourmalet gli vale il premio intitolato a Jacques Goddet, storico patron del Tour. Il polacco prima di salutare la compagnia si avvantaggia con un drappello interessante: ci sono Daniel Martin (ultimo arrivato ma primo sull'Aspin e vincitore del premio della combattività), Pauwels, Voeckler (finalmente un segnale da T-Blanc), Simon, Morabito e Buchmann. Dietro Froome fa il saggio, Nibali cerca se stesso ma lo trova relativamente, Quintana resta in attesa (giovedì ci sono 50 km di salita), Contador resta attaccato ma non convince. "Anche oggi i miei compagni mi hanno ben protetto, siamo rimasti attaccati alle ruote dei miei diretti avversari e abbiamo portato la pelle a casa un'altra volta", spiega Froome, che guarda già alla tappa seguente. "E' stata una frazione molto dura, faceva veramente troppo caldo e non era possibile smettere di bere. A me non piacciono queste temperature: le mie abitudini sono diverse. Sono già, con la testa, concentrato sulla tappa di domani. Attaccherò? Non credo. Abbiamo tutti perso molte energie oggi. Ho la più forte squadra di tutte, al momento, e la migliore strategia è difendere e attendere".
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La chiusura con il vincitore e la sua significativa dedica: "Non ho scelto questa tappa a tavolino, l'attacco odierno non è stato premeditato. C'erano il Tourmalet e altre 'belle' salite: non era una frazione facile. A me piacciono queste strade e questo clima. Avevo l'opportunità di tentare la fuga e ci ho provato. I miei compagni avevano ben lavorato fin dall'inizio. Sono felice per tutto il team: dedico la vittoria a Ivan Basso, a Daniele Bennati, che oggi è caduto e si è ritirato, e a tutta la mia famiglia. E' il mio terzo successo al Tour. Bello, ma ancora non è finita. Ci sono ancora due settimane di corsa e noi ci batteremo per conquistare altre tappe e, perché no, per vincere il Tour con il nostro capitano Alberto Contador". Chissà se Froome sarà d'accordo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Rafal Majka (Pol, Tinkoff) in 5h02'01"
2. Daniel Martin (Irl, Cannondale) a 1'00"
3. Emanuel Buchmann (Ger, Bora-Aragon 18) a 1'23"
4. Serge Pauwels (Bel) a 2'08"
5. Thomas Voeckler (Fra) a 3'34"
6. Julien Simon (Fra) s.t.
7. Bauke Mollema (Ned) a 5'11"
8. Alejandro Valverde (Esp) a 5'19"
9. Christopher Froome (Gbr) a 5'21"
10. Alberto Contador (Esp) s.t.
11. Nairo Quintana (Col) s.t.
12. Samuel Sanchez (Esp) s.t.
13. Tejay Van Gerderen (Usa) s.t.
14. Geraint Thomas (Gbr) s.t.
23. Vincenzo Nibali (Ita) a 6'11"
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome (Gbr, Sky) in 41h03'31"
2. Tejay Van Garderen (Usa, Bmc Reacing) a 2'52"
3. Nairo Quintana (Col, Movistar) a 3'09"
4. Alejandro Valverde (Esp) a 3'59"
5. Geraint Thomas (Gbr) a 4'03"
6. Alberto Contador (Esp) a 4'04"
7. Tony Gallopin (Fra) a 4'33"
8. Robert Gesink (Ned) a 4'35"
9. Warren Barguil (Fra) a 6'44"
10. Bauke Mollema (Ned) a 7'05"
11. Vincenzo Nibali (Ita) a 7'47"
17. Rigoberto Uran Uran (Col) a 17'55"