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Tour de France, Van Avermaet beffa Sagan. Froome in giallo, Nibali: "La classifica è andata"

Van Avermaet esulta: deluso Sagan (reuters)
Spettacolare arrivo a Rodez. Sullo strappo finale il belga costringe lo slovacco all'ennesima delusione degli ultimi due anni. Controlla il britannico, mentre il siciliano prende atto che ormai le chance di podio sono ridotte al minimo: "Sto meglio, ma andrò avanti alla giornata"
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RODEZ - Greg Van Avermaet è uno che difficilmente sbaglia le classiche, ma è anche uno che difficilmente le vince: in bacheca una Parigi-Tours e tanti piazzamenti, il più illustre alle spalle di Fabian Cancellara ad un Giro delle Fiandre. E' per questo che la vittoria a Rodez nella tredicesima fatica del Tour vale doppio per il belga, che oltre ad essere costantemente al fianco di capitan Van Garderen (Bmc), trova le energie per una importante soddisfazione personale. Il suo urlo di gioia, dopo la mini arrampicata senza respiro verso il traguardo, è una medaglia che sull'altro rovescio presenta la smorfia di delusione di Peter Sagan. Lo slovacco ormai è a quota tredici podi al Tour negli ultimi due anni: e la mancanza di successi a questo punto inizia a pesare. Bravo a entrambi, ma anche a De Gendt, Kelderman e Gautier: via al km 2 dei 198 km abbondanti, ripresi a 250 metri dal traguardo. E già che ci siamo, un plauso anche a Jean-Christophe Péraud: il francese cade strisciando sull'asfalto bollente. Le conseguenze, almeno a giudicare le immagini, sono dolorosissime, ma lui tiene duro e finisce la corsa.

Dopo averne parlato senza soluzione di continuità dall'avvio a Utrecht, i narratori della classifica generale stavolta possono prendere fiato. Froome e i suoi fratelli scelgono, o almeno avallano, la situazione tattica perfetta per spendere meno possibile nella canicola che sostituisce la grandine del giorno prima. Dopo un paio di km parte la fuga 'apprezzata' dal team Sky: sei uomini che non danno neanche l'ombra di un fastidio. Oltre ai tre superstiti del finale, Geniez, Haas, e Perichon. Nel drappello è Gautier il più 'pericoloso' per la maglia gialla, alla quale deve recuperare un'ora e otto minuti... Con Froome tranquillo, spazio alla lotta per la classifica a punti. La maglia verde del resto è ambitissima, come si conviene alla prima casacca che fece compagnia alla gialla. Nel 1953 infatti "À la Belle Jardinière", un grande magazzino di abbigliamento, la sponsorizzò imprimendogli i propri colori: primo ad indossarla lo svizzero Fritz Schaer. Da allora la tradizione è rimasta intatta fino ad oggi con una sola macchiolina: nel 1968 una ditta che faceva limonate impose il rosso, e quell'anno la classifica fu appannaggio del grande Franco Bitossi. In pratica, nella storia del Tour, l'unico italiano arrivato in verde a Parigi è stato Alessandro Petacchi nel 2010.

C'è anche spazio per il solito capitolo Astana. L'uomo di giornata è Alexander Vinokourov, che dopo aver grandinato frecce avvelenate contro Vincenzo Nibali, sfodera un ramoscello d'ulivo. "Non c'è alcun problema con la squadra, noi abbiamo piena fiducia in lui  - dichiara il team manager kazako-. E' chiaro che non sono soddisfatto quando non si vince, come credo che accada a tutti. Credo semplicemente che Vincenzo non stia correndo al suo livello migliore in questo Tour de France. Ora vogliamo schierarlo alla Vuelta per inseguire almeno una vittoria in un grande corsa a tappa in questa stagione". Pace fatta, forse non solo a parole: quando Nibali fora mentre il vento spezza in due il plotone, la squadra compatta (compreso il 'ribelle' aspirante capitano Fuglsang) lo aspetta per riportarlo sotto. Lo Squalo comunque è arrivato con i migliori, brillante nello strappo finale nonostante il caldo: "Voglio vivere la corsa giorno dopo giorno, senza pressioni. Ormai la classifica è quasi compromessa, ma vado sempre un po' meglio. E' un Tour da vivere giorno dopo giorno, è stata una giornata molto, molto calda. Abbiamo raggiunto i 43 gradi circa: sono temperature quasi proibitive. Ho bucato entrambe le ruote, prima quella davanti e poi quella dietro: una cosa che non mi era mai successa prima".
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Torniamo alla verde. Greipel in un intermedio la sfila a Sagan, poi la gara segue logiche scelte con la cartina altimetrica: ci sono 3 GPM (uno di 3a e due di 4° categoria), più una pendenza sul traguardo. Forse troppo per velocisti purissimi, la cui esplosività è per giunta annacquata dalla tre giorni pirenaica. Due soli vogliono ricucire veramente. In primis è Degenkolb che mette tutti i suoi a scandire il ritmo, poi anche la Tinkoff, memore della buona volontà di Sagan nel dare tutto in aiuto di Contador, concede gentilmente Tosatto a dare una mano. Poi arrivano anche gli uomini di Boasson Hagen e qualche Fdj per Demare. Ma complessivamente se la prendono troppo comoda.  De Gendt, Kelderman e Gautier sono marpioni di questo tipo di azioni, nelle strade strette degli ultimi km sembrano potercela fare. Contro di loro però gli ultimi 500 metri in salita: van Avermaet sente l'arrivo suo, Sagan si incolla alla sua ruota. Lo slovacco sembra interrompere il tabù, ma niente. Resta una maglia verde, riportata via in corsa a Greipel. Ma almeno per oggi difficile che lenisca la delusione.

ORDINE D'ARRIVO
1. Greg Van Avermaet          (Bel, Bmc Reacing)  in   4h43'42"
2. Peter Sagan                (Svk, Tinkoff Saxo)          s.t.
3. Jan Bakelants              (Fra, AG2R La Mondiale) a     03"
4. John Degenkolb             (Ger)                   a     07"
5. Paul Martens               (Ger)                        s.t.
6. Christopher Froome         (Gbr)                        s.t.
7. Vincenzo Nibali            (Ita)                        s.t.
8. Alberto Contador           (Esp)                        s.t.
9. Alejandro Valverde         (Esp)                        s.t.
10. Tejay van Garderen         (Usa)                        s.t.
12. Nairo Quintana             (Col)                        s.t.
13. Robert Gesink              (Ned)                        s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome           (Gbr, Sky)          in 51h34'21"
2. Tejay van Garderen           (Usa, Bmc Reacing)    a    2'52"
3. Nairo Quintana               (Col, Movistar)       a    3'09"
4. Alejandro Valverde           (Esp)                 a    3'58"
5. Geraint Thomas               (Gbr)                 a    4'03"
6. Alberto Contador             (Esp)                 a    4'04"
7. Robert Gesink                (Ned)                 a    5'32"
8. Tony Gallopin                (Fra)                 a    7'32"
9. Vincenzo Nibali              (Ita)                 a    7'47"
10. Bauke Mollema                (Ned)                 a    8'01"
CLASSIFICA MAGLIA VERDE
1. Peter Sagan                  (Svk, Tinkoff)          285
2. Andrè Greipel               (Ger, Lotto Soudal)     261
3. John Degenkolb               (Ger, Giant Alpecin)    228





 
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